EsamiP&S Recentiedextra Consoluzioni
EsamiP&S Recentiedextra Consoluzioni
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Esercizio 1.
Esercizio 2. In un gioco ripetuto la mia probabilità di vincere aumenta per la fiducia che
acquisisco vincendo. Più precisamente, alla prima mano del gioco vinco con probabilità 12 . Se
vinco la prima mano, alla successive la mia probabilità di successo diventa 23 , se vinco di nuovo
3
4 e così via: se vengo da n successi consecutivi, la mia probabilità di successo sarà n+2 . Però,
n+1
non appena perdo una mano, perdo la fiducia e la mia probabilità di successo torna ad essere 12 .
Definiamo
Ai = “la i-esima mano è un successo”.
2. Definiamo ( p
X se X 0;
Y = p
X se X < 0.
Mostrare che Y è una variabile assolutamente continua e determinarne la densità.
X di ogni ordine.
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Esercizio 1. Siano X1 , . . . , XN variabili aleatorie indipendenti con P {Xi = 1} = P {Xi =
−1} = 1/2. Lo scopo dell’esercizio che si sviluppa in tre punti è dimostrare che
N
!
1 X N
P Xi ≥ 1 ≤ e− 2 . (1)
N
i=1
Soluzione:
3. Basta osservare che, essendo la funzione exp monotona crescente, vale la seguente uguag-
lianza fra eventi
N
( )
1 X n PN o
Xi ≥ 1 = e i=1 Xi ≥ eN .
N
i=1
Esercizio 2.
1
Lanciamo ripetutamente una moneta equilibrata. Per ogni n ∈ N, indichiamo con
Xn ∼ Be 2 l’esito dell’n-esimo lancio (1 testa, 0 croce). Indichiamo inoltre con Tn il numero di
teste e con Cn il numero di croci ottenute nei primi n lanci.
n! 1
1. Mostrare che, se n, k, ` ∈ N0 con k + ` = n, si ha P(Tn = k, Cn = `) = k!`! · 2n .
Decidiamo di fermare i lanci ad un istante aleatorio S, indipendente dai lanci della moneta, con
distribuzione S ∼ Poi(λ). Indichiamo con Y il numero di teste e con Z il numero di croci ottenute
fino a quell’istante, ovvero Y = TS e Z = CS .
P
Suggerimento: Partire da P(Y = k, Z = `) = n≥1 P(Y = k, Z = `|S = n)P(S = n).
Soluzione:
Pn Pn
1. Osserviamo che Tn = i=1 Xi e Cn = i=1 (1 − Xi ) e quindi Tn + Cn = n. Questo significa
che
Esercizio 3. Sia (Xn )n≥1 una successione di variabili aleatorie i.i.d., assolutamente continue
con densità (
1
2
√
x
per x ∈ (0, 1)
f (x) =
0 altrimenti.
esiste per ogni z ∈ R. Calcolare tale limite e mostrare che F è la funzione di ripartizione
di una variabile aleatoria assolutamente continua.
Soluzione:
mentre FMn (y) = 0 se y ≤ 0, FMn (y) = 1 se y ≥ 1. Dato che FMn (y) è C ∞ a tratti, Mn è
assolutamente continua con densitÃ
0 n √
fMn (y) = FM n
(y) = √ (1 − y)n−1 1(0,1) (y).
2 y
2. Essendo Mn > 0 segue che anche Zn > 0, e quindi FZn (z) = 0 per z ≤ 0. Per z > 0 e n
abbastanza grande (tale che n2 z > 1) si ha
√ n
z z
FZn (z) = P(Zn ≤ z) = P Mn ≤ 2 = 1 − 1 − ,
n n
per cui √
F (z) := lim FZn (z) = 1 − e− z 1(0,+∞) (z).
n→+∞
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Esercizio 1. Sia (Xn )n≥1 una successione di variabili aleatorie.
1. Sotto quali ipotesi vale il Teorema del Limite Centrale per la successione (Xn )n≥1 ? Enun-
ciare il Teorema del Limite Centrale per la successione (Xn )n≥1 .
2. Siano ora X1 , . . . , X100 variabili i.i.d. con Xi ∼ P oi(1) per i = 1, . . . , 100. Usando l’approssimazione
normale calcolare P(X1 + . . . + X100 ≤ 87).
Soluzione:
Esercizio 2. Sia (Xn )n≥1 una successione di prove ripetute indipendenti con probabilità di
successo p ∈ (0, 1). Sia T ∈ N il lancio del primo successo. A questo punto se T è pari facciamo
2 estrazioni con reinserimento da un’urna contente 2 palline rosse e 2 verdi (urna A), mentre
quando T è dispari estraiamo una pallina da un’urna che contiene 1 pallina rossa e 2 verdi (urna
B). Sia W la variabile aleatoria che conta il numero di palline rosse estratte.
2. Qual è la probabilità che T sia dispari dato che è stato osservato l’evento {W = 1}?
3. Definiamo (
1 se T è pari
Y =
0 altrimenti.
Soluzione:
Si calcola X 1
P(T è dispari) = (1 − p)2k p =
2−p
k≥0
e
1−p
P(T è pari) = 1 − P(T è dispari) =
2−p
da cui si ottiene 2 1 1 1−p
3 2−p + 4 2−p se i=0;
1 1 1 1−p
P(W = i) = 3 2−p + 2 2−p se i=1;
1 1−p
4 2−p . se i=2.
P(T è dispari) 2
P(T è dispari|W = 1) = P(W = 1|T è dispari) = .
P(W = 1) 5 − 3p
Esercizio 3. Sia (Xn )n≥1 una successione di i.i.d. variabili aleatorie reali tali che P(Xn > x) = 1
1
se x ≤ 0 e P(Xn > x) = 1+log(x+1) se x > 0.
1. Calcolare P(X1 > 2, X2 < 2).
2. Mostrare che le variabili Xn sono assolutamente continue e determinarne la densità.
3. Si ponga Yn = max(X1 , . . . , Xn ). Mostrare che esistono due costanti A e B tali che
A ≤ P(Yn ≥ en − 1) ≤ B.
4. Sia
log(Yn + 1)
Wn := .
n
Mostrare che esiste una variabile aleatoria W non costante tale che
lim F (Wn ) = F (W ).
n→∞
5. Sia
log(Yn + 1)
Vn := √ .
n
Mostrare che NON esiste nessuna variabile aleatoria V tale che
lim F (Vn ) = F (V ).
n→∞
Soluzione:
1.
1 1
P(X1 > 2, X2 < 2) = P(X1 > 2)P(X2 > 2) = 1− .
1 + log 3 1 + log 3
2. FXn = 1 − P(Xn > x) che è una funzione C 1 a tratti, per la qual cosa basta osservare la
continuità in x = 0. La densità è
d
fXn = − P(Xn > x).
dx
3. Notare che n
1
F Yn = 1− .
1 + log(y + 1)
Perciò
P(Yn ≥ en − 1) = 1 − (1 − 1/n)n
che è una successione decrescente fra 1 e 1 − e− 1.
4. Per x > 0 abbiamo
FWn (x) = FYn (enx − 1) = (1 − 1/nx)n → e−1/x
mentre FWn (x) = 0 se x ≤ 0.
La funzione e−1/x 1(0,+∞) è crescente continua e con limiti 0 e ∞ a ±∞ e dunque è funzione
di ripartizione di una variabile aleatoria.
5. √ n
1
FVn (x) = FYn (x) e nx − 1 = 1 − √ → 0.
nx
La costante 0 non è funzione di ripartizione.
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Esercizio 1. Enunciare e dimostrare la Legge dei Grandi Numeri.
Esercizio 2. Sia (Xi )i≥1 uno schema di prove ripetute, indipendenti ed equiprobabili, con
probabilità di successo p. Si definiscano le variabili aleatorie
e (
1 se la (T2 − 1)-esima prova è un successo
Y =
0 altrimenti.
Soluzione:
= (n − 1)p2 (1 − p)n−2 .
= (n − 2)p2 (1 − p)n−2
= p2 (1 − p)n−2 .
P(Z = 0) = P(Y = 0) = 1 − p
n≥2
X
= 1 − p + e2t p2 (et (1 − p))n−2
n≥2
X
= 1 − p + e2t p2 (et (1 − p))n
n≥0
e2t p2
(
1−p+ 1−et (1−p) se t < − log(1 − p)
=
+∞ se t ≥ − log(1 − p).
Esercizio 3. Sia (Xn )n∈N una successione di variabili aleatorie reali assolutamente continue,
indipendenti ed identicamente distribuite, con distribuzione uniforme sull’intervallo (0, 1).
Soluzione:
Dunque, dalla formula per la funzione di ripartizione per il massimo di v.a. indipendenti e
da (?), otteniamo
Yn 0
t<0
n n
FVn (t) = FXi (t) = (FX1 (x)) = x 0≤t<1 (??)
i=1
1 t ≥ 1.
dove nell’ultima uguaglianza abbiamo usato l’espressione (??) della funzione di ripartizione
di Vn , valutata nel punto 1− nz , tenendo conto del fatto che, per ogni z fissato, si ha nz ∈ [0, 1].
Mettendo tutto insieme, abbiamo ottenuto
(
0 z<0
FZn (z) = z n
1− 1− n z ≥ 0,
x n
= ex , risulta
e, ricordando il limite notevole limn→+∞ 1 + n
(
0 z<0
lim FZn (z) =
n→+∞ 1 − e−z z ≥ 0,
n
Sn −
dove la variabile aleatoria √ n2 è la standardizzazione di Sn . Usando l’approssimazione
12
normale, possiamo dunque stimare
√ !
Sn − n2 √ √ √
n n
P X1 + X2 + · · · + Xn − ≤ =P pn ≤ 3 ≈ P |Z| ≤ 3 = 2φ( 3)−1 ≈ 0.916,
2 2 12
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Esercizio 1. Siano Y1 , Y2 , . . . , Yk v.a di Poisson indipendenti di parametri 1, . . . , k > 0.
1. Sia W la somma dei numeri sulle tre palline estratte. Calcolare la legge di W .
2. Come cambia la legge della variabile W se le palline nell’urna sono numerate da 1 a 10?
1. Al primo turno i votanti scelgono a caso fra i 3 partiti. Usando un’opportuna approssima-
zione, calcolare la probabiità che il partito A ottenga più di 333.000 voti.
2. Al secondo turno rimangono solo i partiti A e B. Questa volta 2000 persone voteranno
certamente per il partito A. Le rimanenti sceglieranno a caso fra i partiti A e B. Calcolare
la probabiità che vinca il partito A.
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Esercizio 1. Enunciare e dimostrare la Legge dei Piccoli Numeri.
P
Suggerimento: può essere utile ricordare che se x 2 (0, 1) allora i 1 xi = x
1 x
.
2. Fissiamo p = 0.5. Consideriamo due urne: la prima contiene due palline rosse e una verde, la
seconda due rosse e sue verdi. Estraiamo una pallina con le seguenti regole che tengono conto
della realizzazione delle v.a. geometriche indipendenti Y1 ⇠ Geo(1/2) e Y2 ⇠ Geo(1/2): 1.
se Y1 = Y2 estraiamo una pallina scegliendo a caso una delle due urne; 2. se Y1 > Y2
estraiamo una pallina dalla prima urna; 3. se Y1 < Y2 estraiamo una pallina dalla seconda
urna. Calcolare la probabilità che la pallina estratta sia verde.
3. Qual è la probabilità di avere pescato dalla prima urna sapendo che la pallina estratta è
verde.
2. Sia p 1 fissato. Dire per quali valori del parametro > 0 la v.a. appartiene allo spazio
Lp .
4. Siano Y1 , Y2 , . . . , Yn copie indipendenti della v.a. Y del punto 1). Calcolare la funzione di
ripartizione di W = min(Y1 , Y2 , . . . , Yn ). Di che v.a. si tratta?
COGNOME e NOME
IN MAIUSCOLO
Soluzione
(a.) La decomposizione
A4B := A \ B ∪ B \ A = A ∩ B c ∪ B ∩ Ac
P (A4B) = P (A ∩ B c ) + P (B ∩ Ac ) = 0,
P (A ∩ B c ) = P (B ∩ Ac ) = 0.
Usando questo risultatounitamentealla decomposizione disgiunta A = A ∩ B ∪ A ∩ B c e
all’analoga B = B ∩ A ∪ B ∩ Ac si ricava
P (A) = P (A ∩ B) + P (A ∩ B c ) = P (A ∩ B)
P (B) = P (B ∩ A) + P (B ∩ Ac ) = P (B ∩ A)
(b.) Utilizzando la definizione della differenza simmetrica, l’addittività della misura e l’in-
dipendenza degli eventi E ed F si può scrivere
= P (E) + P (F ) − 2P (E)P (F )
1
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
Esercizio 2. [totale 6 punti]2
(a.) [3 punti] Calcolare la probabilità dell’evento “la pallina sul tavolo è bianca”.
(b.) [3 punti] Calcolare la probabilità dell’evento “la pallina estratta da A è bianca” sapendo
che la pallina sul tavolo è bianca.
Soluzione
(a.) Indichiamo con EA ed EB rispettivamente gli esiti delle estrazioni dalle urne A e B,
e con b l’esito “pallina bianca” mentre con n l’esito “pallina nera”. Interessa calcolare la
probabilità dell’evento EB = b. Conviene utilizzare la formula della probabilità totale, usando
come partizione gli eventi complementari EA = b ed EA = n. Si ottiene
2
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
Esercizio 3. [totale 6 punti]3
(a.) [2 punti] risposte esatte: 7–10 = 2 punti, 4–6 = 1 punto, 0–3 = 0 punti.
(b.) [4 punti] risposte esatte: 7–9 = 4 punti, 4–6 = 3 punti, 2–3 = 2 punti, 1–2 = 1 punto.
3
Limitatevi ad apporre crocette sulle risposte corrette. Gli errori non sono penalizzati.
4
Esercizio 4. [totale 8 punti]
Le variabili aleatorie discrete X e Y hanno densità congiunta descritta dalla seguente tabella,
dove c ∈ R è una costante non nulla.
Y
0 c
X
1
0 0
4
1 1
1
4 2
Soluzione
3
c
E(Y ) = 0 pY (0) + c pY (c) =
4
2
2 2 3 2 3 3 2
var(Y ) = E(Y ) − [E(Y )] = c − c = c.
4 4 16
In alternativasi può rappresentare Y come funzione di una v.a. bernoulliana, infatti Y = cW
3 3 23 3
2
con W ∼ b 4 , allora E(Y ) = 4 c e var(Y ) = c var(W ) = c 4 1 − 4 .
Poiché la covarianza è diversa da zero (c 6= 0 per ipotesi) le v.a. X e Y non sono indipendenti.
(c.) Si ha
θx
fθ (x) = e−θ , per x = 0, 1, 2, . . . .
x!
b n ) di θ, basato su un
(a.) [2 punti] Calcolare lo stimatore di massima verosimiglianza θ(X 1
campione casuale X1 , . . . , Xn di densità fθ per qualche θ > 0.
(b.) [2 punti] Studiare la correttezza dello stimatore θ(X b n ).
1
(c.) [2 punti] Usando il teorema del limite centrale si fornisca un’approssimazione normale,
b n ).
valida asintoticamente, della distribuzione di θ(X 1
Soluzione
(a.) La verosimiglianza è
n n
Y θ xi Y θ xi
L(θ) = fθ (xn1 ) = e−θ = e−nθ
i=1
xi ! i=1
xi !
e la corrispondente log-verosimiglianza
n
X n
X
`(θ) = −nθ + xi log θ − log xi !
i=1 i=1
(b.) Poiché il valore atteso di una v.a. di Poisson P(θ) è pari a θ si ricava
n
!
b n ) = Eθ 1 X 1
Eθ θ(X 1 Xi = nθ = θ
n i=1 n
(c.) Lo stimatore (somma di v.a. i.i.d. a varianza finita) soddisfa le condizioni per l’appli-
b n ) è
cazione del teorema limite centrale di Lindeberg-Lévy, la distribuzione asintotica di θ(X 1
n 2
pertanto gaussiana, θ(X1 ) ≈ N (µ, σ ) di media e varianza pari a
b
b n )) = θ .
n
µ = Eθ θ(X1 ) = θ,
b σ 2 = varθ (θ(X 1
n
5
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
E1a E1b E2a E2b E3a E3b E3c E4a E4b E4c E4d E5a E5b E5c tot
3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 32
COGNOME e NOME
IN MAIUSCOLO
(a.) [3 punti] Siano E, F e G tre eventi qualsiasi in uno spazio di probabilità. Dimostrare
che la probabilità dell’evento H :=“si verificano esattamente 2 degli eventi E, F , G” vale
P (H) = P (E ∩ F ) + P (E ∩ G) + P (F ∩ G) − 3P (E ∩ F ∩ G).
Nota Bene. Sul diagramma di Venn la formula è ovvia. L’esercizio consiste nel dimostrarla.
Nota Bene. Si assuma nota la formula per due eventi P (A ∪ B) = P (A) + P (B) − P (A ∩ B).
Soluzione
1
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
Esercizio 2. [totale 6 punti]2
(b.) [3 punti] Dopo esattamente tre estrazioni sono uscite entrambe le palline rosse.
Soluzione
2
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
3
Esercizio 3. [totale 6 punti]
Soluzione
In figura è tracciato il grafico della funzione di distribuzione FX .
FX(x)
1
3/4
1/8
-4 2 x
L’alfabeto della v.a. X coincide con l’insieme dei punti di salto della FdD FX (x), ovvero,
X = {−4, 0, 2}.
La densità discreta si ottiene valutando l’ampiezza dei salti. Per ispezione si desume che
1 5 1
pX (−4) = , pX (0) = , pX (2) = .
8 8 4
(a.) Il valore atteso e la varianza di X valgono
X 1 5 1
E(X) = xpX (x) = −4 × + 0 × + 2 × = 0 ,
x∈X
8 8 4
1 5 1
var(X) = E(X 2 ) − [E(X)]2 = (−4)2 × + 02 × + 22 − [0]2 = 3 .
8 8 4
(b.)
P (0 < X < 2) = 0 (nessun valore di X ∈ {−4, 0, 2} è strettamente compreso tra 0 e 2),
P (0 ≤ X < 2) = P (X = 0) = 58 ,
P (0 < X ≤ 2) = P (X = 2) = 14 = FX (2) − FX (0) = 1 − 34 ,
P (0 ≤ X ≤ 2) = P ([X = 0] ∪ [X = 2]) = 78 .
(c.) Dato l’evento [X > 0], l’evento [X > 1] si verifica con certezza, infatti l’unico valore di
X > 0 è X = 2 > 1 quindi la probabilità cercata è P (X > 1 | X > 0) = 1. Per chi preferisce i
conti alle parole,
P [X > 1] ∩ [X > 0] P (X > 1)
P (X > 1 | X > 0) = =
P [X > 0] P (X > 0)
3
1 − FX (1) 1− 4
= = 3 = 1.
1 − FX (0) 1− 4
3
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
4
Esercizio 4. [totale 8 punti]
Si definiscano la v.a. uniforme X ∼ U [0, 1] e la v.a. Y = X 2 . Calcolare:
Si calcoli, per Y1 , Y2 , . . . sequenza di v.a. i.i.d. distribuite come la v.a. Y definita sopra,
P
n n
(d.) [2 punti] limn→∞ P Y
i=1 n ≥ 3
.
Soluzione
(a.) La densità di X è la funzione fX (x) = χ[0,1] (x) (pari a 1 per x ∈ [0, 1] e nulla altrove).
I momenti quindi valgono
∞ 1 1
xn+1
Z Z
1
µn := E(X ) = n
xn χ[0,1] (x) dx = xn dx = = .
−∞ 0 n+1 0 n+1
(b.) Non vale la pena calcolare la densità di Y = X 2 . È sufficiente avvalersi del teorema
fondamentale del valore atteso,
1
E(Y ) = E(X 2 ) = µ2 = ,
3
2
2 2 4 1 1
2 42 2
var(Y ) = E(Y ) − [E(Y )] = E(X ) − [E(X )] = µ4 − [µ2 ] = − = .
5 3 45
(c.) Analogamente per il calcolo della covarianza è sufficiente usare il teorema fondamentale
del valore atteso,
4
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
Esercizio 5. [totale 6 punti]5
Si consideri la famiglia di densità esponenziali a media incognita, parametrizzate dall’inverso
della media
1
M := fθ (x) = Exp , θ>0
θ
Nota bene. La particolare scelta della parametrizzazione semplifica i calcoli. Si ricordi che la
densità esponenziale Exp 1θ è
1 x
fθ (x) = exp − per x ≥ 0.
θ θ
b n ) di θ, basato su un
(a.) [2 punti] Calcolare lo stimatore di massima verosimiglianza θ(X 1
campione casuale X1 , . . . , Xn di densità fθ per qualche θ > 0.
(b.) [2 punti] Studiare la correttezza dello stimatore θ(X b n ).
1
b n ) calcolato in (a.).
(c.) [2 punti] Si enunci la legge dei grandi numeri per lo stimatore θ(X 1
Soluzione
(a.) La verosimiglianza è
n n
Y 1 xi 1 Y xi
L(θ) = fθ (xn1 ) = exp − = n exp −
i=1
θ θ θ i=1 θ
e la corrispondente log-verosimiglianza
n
1X
`(θ) = log L(θ) = −n log θ − xi .
θ i=1
Annullando la derivata di `(θ) si trova l’equazione in θ
Pn
d n xi
`(θ) = − + i=1 = 0,
dθ θ θ2
da cui si ricava, moltiplicando per θ,
n
b n) = 1
X
θ(x 1 xi .
n i=1
Si tralascia la verifica del massimo (derivata seconda di `(θ) negativa nel punto θ = θ).
b
(b.) Poiché il valore atteso di una v.a. esponenziale Exp(λ) è pari a λ1 , si ricava
n
!
b n ) = Eθ 1 X 1 1
Eθ θ(X 1 Xi = n 1 = θ
n i=1 n θ
e si conclude che lo stimatore è corretto.
(c.) Si ricordi l’enunciato generale della legge dei grandi numeri: se X1 , X2 , . . . è una
sequenza di v.a. i.i.d. (che ammettono valore atteso µ := E(X1 )) allora, per ogni > 0,
n
!
1X
lim P Xi − µ ≥ = 0.
n→∞ n i=1
b n ) = 1 Pn Xi , dove X1 , X2 , . . . è un campione casuale, quindi i.i.d.,
Poiché lo stimatore θ(X 1 n i=1
di densità fθ per qualche θ > 0, e poiché µ := E(X1 ) = θ, la legge dei grandi numeri per
b n ) si enuncia come segue: per ogni > 0,
θ(X 1
b n ) − θ| ≥ = 0.
lim Pθ |θ(X 1
n→∞
5
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
E1a E1b E2a E2b E3a E3b E3c E4a E4b E4c E5a E5b E5c tot
3 3 3 3 3 2 1 4 3 1 3 2 1 32
COGNOME e NOME
IN MAIUSCOLO
Soluzione
(a.) Poiché A e B hanno probabilità strettamente positiva, per quanto visto a lezione
P (A|B) = P (A) se e solo se A e B sono indipendenti, che è equivalente anche a P (B|A) =
P (B).
P (A ∩ B) P (A ∩ B c ) P (A) − P (A ∩ B)
= c
= ,
P (B) P (B ) 1 − P (B)
da cui si ricava
P (A ∩ B) 1 − P (B) = P (B) P (A) − P (A ∩ B) ,
ovvero
P (A ∩ B) = P (A)P (B),
cioè A e B sono indipendenti.
1
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
Esercizio 2. [totale 6 punti]2
Abbiamo a disposizione tre monete, una regolare, una con entrambe le facce Testa, ed una
con entrambe le facce Croce. Viene scelta a caso una delle monete e con essa si effettuano
due lanci indipendenti. Calcolare la probabilità dei seguenti eventi.
Soluzione
Il problema si risolve applicando la formula della probabilità totale. Indichiamo con R, T2 e
C2 rispettivamente (gli eventi) scelta della moneta regolare, di quella con due facce Testa e di
quella con due facce Croce. Le probabilità condizionate di Testa sono ovvie
1
P (T |R) = , P (T |T2 ) = 1, P (T |C2 ) = 0 .
2
(b.) Come sopra, osservando che ora si deve considerare anche la possibilità che escano due
Croci.
5 5
P (T T ∪ CC) = P (T T ) + P (CC) = 2 · = .
12 6
per la simmetria del problema.
2
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
3
Esercizio 3. [totale 6 punti]
X ed Y sono v.a. a valori negli insiemi {-1,0,1} e {1,2,3,4} rispettivamente. La loro densità
congiunta pXY (x, y) è individuabile dalla seguente tabella
X\Y 1 2 3 4
-1 1/36 1/12 1/18 0
0 0 1/6 α 1/18
1 1/9 1/18 0 1/6
Soluzione
Deteminazione di α. Per il vincolo di normalizzazione la somma degli elementi della tabella
data deve valere 1, quindi α = 10
36
.
Calcolo del valore atteso di X. Sommando per riga si trova la densità marginale di X:
6 18 12
pX (−1) = , pX (0) = , pX (1) = .
36 36 36
Ricordando la definizione, il valore atteso vale
6 18 12 1
E(X) = (−1) · +0· +1· = .
36 36 36 6
Indipendenza delle v.a. (X, Y ). Si deve verificare la condizione di fattorizzazione della densità
congiunta pXY (i, j) = pX (i)pY (j). È quindi necessario ricavare le densità marginali. La
densità marginale px è stata ricavata sopra. Per la pY , sommando per colonna, si trova:
5 11 12 8
pY (1) = , pY (2) = , pY (3) = , pY (4) = .
36 36 36 36
Possiamo ora concludere che le v.a. X ed Y non sono indipendenti. Ad esempio
18 5
pXY (0, 1) = 0 6= · .
36 36
Calcolo della P(|X − Y | > 3). L’evento |X − Y | > 3 si verifica solo in corrispondenza dei
valori (X, Y ) = (−1, 3), (−1, 4), (0, 4). Sommando le probabilità di questi eventi elementari
si trova
P (|X − Y | > 3) = P (X, Y ) ∈ (−1, 3), (−1, 4), (0, 4)
= P (X, Y ) = (−1, 3) + P (X, Y ) = (−1, 4) + P (X, Y ) = (0, 4)
1 1 1
= +0+ = .
18 18 9
3
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
4
Esercizio 4. [totale 8 punti]
Calcolare:
√ √
(a.) [4 punti] lim P (− n ≤ Sn ≤ n);
n→∞
P − n2 ≤ Sn ≤ n2 ;
(b.) [3 punti]
(c.) [1 punti] P (2n ≤ Sn ≤ 3n) per n = 427.
Soluzione
(a.) Applicazione diretta del teorema del limite centrale. Per effettuare la standardizzazione
si ricordi che per una v.a. X ∼ U (−1, 1) vale E(X) = 0 e var(X) = 13 , allora
n
! n
!
X X n
E(Sn ) = E Xi = n · 0 = 0, var(Sn ) = var Xi = .
i=1 i=1
3
p
Per standardizzare Sn si deve quindi sottrarre 0 e dividere per n/3, ottenendo
√ √ !
√ √ √ √
n Sn n
q
3
P (− n ≤ Sn ≤ n) = P − p n ≤ p n ≤ p n = P − 3 ≤ n Sn ≤ 3 .
3 3 3
Il calcolo del valore limite di questa probabilità è il teorema del limite centrale:
√ √ √ √ √ √
q
3
lim P (− n ≤ Sn ≤ n) = lim P − 3 ≤ n Sn ≤ 3 = Φ( 3) − Φ(− 3) .
n→∞ n→∞
(b.) Se siete in vena di economia mentale potete usare la medesima tecnica del punto (a.) e
calcolare il limite (esercizio). Se invece volete mettere in mostra la vostra formidabile prepa-
razione questo è il punto dove menzionerete la legge dei grandi numeri. Infatti la sequenza
{Xn } è i.i.d. ed è formata di variabili aleatorie Xn con secondo momento finito. Vale quindi
la legge dei grandi numeri secondo la quale, per ogni > 0,
Sn
lim P − E(X1 ) < = 1 .
n→∞ n
1
In particolare, poiché E(X1 ) = 0, per = l’equazione qui sopra si può riscrivere come
2
n
lim P |Sn | < = 1,
n→∞ 2
che è la risposta alla domanda (b.)
(c.) In questo caso è richiesta la probabilità esatta quindi non si possono usare i teoremi
limite. Si osservi che le variabili aleatorie Xi ∼ U (−1, P1), quindi i valori assunti da Xi
n
sono compresi nell’intervallo [−1, 1] e ne segue che Sn = i=1 Xi prende valori nell’intervallo
[−n, n], ovvero P (−n ≤ Sn ≤ n) = 1. Si conclude che P (n ≤ Sn ≤ 2n) = 0, per ogni valore
di n, in particolare per n = 427.
4
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
Esercizio 5. [totale 6 punti]5
Per stimare il parametro p di una v.a. di Bernoulli sulla base di n osservazioni xn1 :=
x1 , x2 , . . . , xn ci vengono proposte le seguenti alternative
g1 (xn1 ) := xn
x1 + xn
g2 (xn1 ) :=
2
n x1 + xn
g3 (x1 ) :=
n
n
n 1 X
g4 (x1 ) := xt
n + 1 t=1
n
1X
g5 (xn1 ) := xt
n t=1
Soluzione
Proprietà di g1 . Lo stimatore è corretto infatti Ep (g1 (X1n )) = Ep (Xn ) = p per ogni n.
Proprietà di g2 . Lo stimatore è corretto infatti Ep (g2 (X1n )) = Ep X1 +X
2
n
= p per ogni n.
2p
Proprietà di g3 . Lo stimatore non è corretto infatti Ep (g3 (X1n )) = Ep X1 +X n
n
= n per ogni
2p
n, quindi non è neppure asintoticamente corretto poiché limn→∞ n = 0 6= p.
1
Pn n
Proprietà di g4 . Lo stimatore non è corretto infatti Ep (g4 (X1n )) = Ep n+1 t=1 x t = n+1 p
n
per ogni n, ma è asintoticamente corretto poiché limn→∞ n+1 p = p.
Proprietà di g5 . Lo stimatore è corretto infatti Ep (g5 (X1n )) = p. Come visto a lezione g5 è
lo stimatore di massima verosimiglianza del parametro p di una v.a. di Bernoulli, Anche per
la dimostrazione dell’efficienza di g5 ci si riferisca alla nota di statistica pubblicata sul sito
moodle.
5
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
E1a E1b E2a E2b E3a E3b E3c E4a E4b E5a E5c tot
3 3 2 4 2 2 2 3 4 2 3 31
COGNOME e NOME
IN MAIUSCOLO
Soluzione
(a.) L’evento di cui è richiesta la probabilità è
E := “al più uno dei tre eventi si verifica”
Si noti che l’evento E è l’unione disgiunta dei seguenti eventi: “non si verica nessuno degli
eventi A, B, C”, “si verifica solo A”, “si verifica solo B”, “si verifica solo C”, ovvero
E = (Ac ∩ B c ∩ C c ) ∪ (A ∩ B c ∩ C c ) ∪ (Ac ∩ B ∩ C c ) ∪ (Ac ∩ B c ∩ C) .
Sfruttando l’addittività della probabilità, e l’indipendenza degli eventi A, B, C si trova
P (E) = P (Ac ∩ B c ∩ C c ) + P (A ∩ B c ∩ C c ) + P (Ac ∩ B ∩ C c ) + P (Ac ∩ B c ∩ C)
3 2
3 2 2 1 2 20
= (1 − p) + 3p(1 − p) = +3 = .
3 3 3 27
Nota bene. L’esercizio si può anche risolvere introducendo una v.a. X ∼ Bin 3, 31 che
Soluzione
(a.) Nota che sia la moneta scelta inizialmente, il numero di teste su 10 lanci segue una
legge binomiale di parametri n = 10 e p, dove p è la probabilità di Testa della moneta scelta.
Per determinare la densità discreta di X si deve allora applicare la formula della probabilità
totale. Si indichi con m1 e m2 la scelta della moneta con probabilità di testa rispettivamente
p1 = 0.5 e p2 = 0.2. Essendovi solo 2 monete l’evento m2 è il complementare dell’evento m1 ,
e poiché la moneta è scelta casualmente P (m1 ) = P (m2 ) = 21 . La formula della probabilità
totale fornisce allora
pX (k) := P (X = k) = P (X = k|m1 )P (m1 ) + P (X = k|m2 )P (m2 )
1 10 k 10−k 1 10 k
= p1 (1 − p1 ) + p2 (1 − p2 )10−k k = 0, 1, 2, . . . 10.
2 k 2 k
Si noti che X non è una v.a. binomiale.
(b.) Si ricordi che per una v.a. binomiale W ∼ Bin(n, p) vale E(W ) = np, e var(W ) =
np(1 − p). Per ricavare il valore atteso della v.a. X è sufficiente scrivere la definizione di
valore atteso,
10 10
X X 1 10 k 10−k 1 10 k 10−k
E(X) = kpX (k) = k p1 (1 − p1 ) + p2 (1 − p2 )
k=0 k=0
2 k 2 k
10 10
1 X 10 k 10−k 1 X 10 k
= k p1 (1 − p1 ) + k p2 (1 − p2 )10−k .
2 k=0 k 2 k=0 k
Si riconosce immediatamente che questa è la combinazione lineare, con coefficienti 21 , dei valori
attesi di una v.a. Bin(10, p1 ) e di una v.a. Bin(10, p2 ), quindi è
1 1 1 1
E(X) = np1 + np2 = 10 · 0.5 + 10 · 0.2 = 3.5 .
2 2 2 2
Per ricavare la varianza di X conviene usare la formula var(X) = E(X 2 ) − [E(X)]2 . Proce-
dendo come sopra e scrivendo la definizione del valore atteso E(X 2 ) si ha
10 10
2 1 10 k 1 10 k
X X
2 2 10−k 10−k
E(X ) = k pX (k) = k p1 (1 − p1 ) + p2 (1 − p2 )
k=0 k=0
2 k 2 k
10 10
1 X
2 10 k 10−k 1 X 2 10 k
= k p1 (1 − p1 ) + k p2 (1 − p2 )10−k .
2 k=0 k 2 k=0 k
1
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
2
Esercizio 3. [totale 6 punti]
Da un’urna che contiene tre palline, numerate 1, 2, 3, se ne estrae una a caso. Sia X la
variabile aleatoria che indica il valore della pallina estratta. Successivamente si effettuano X
lanci indipendenti di una moneta equilibrata. Sia Y la variabile aleatoria che denota il numero
di Teste ottenute.
(a.) [2 punti] Individuare pX (k) e pY |X (h|k).
(b.) [2 punti] Calcolare pXY (k, h).
(c.) [2 punti] Calcolare pY (h).
Soluzione
Questo esercizio è banale. Per rispondere alla (a.) si devono semplicemente ri-scrivere i dati
del problema. Per rispondere a (b.) basta moltiplicare pXY (k, h) = pY |X (h|k)pX (k). Per
rispondere a (c.) basta sommare pXY (k, h) rispetto a k per marginalizzare. La soluzione è
scritta in grande dettaglio, ma non c’è assolutamente nulla più di quanto qui riassunto.
(a.) Qui si deve solo mettere in forma matematica i dati forniti verbalmente nel testo dell’e-
sercizio. La variabile aleatoria X prende valori nell’alfabeto X := {1, 2, 3} e poiché la pallina
si estrae a caso, X è uniforme, ovvero
1 1 1
pX (1) = , pX (2) = , pX (3) = .
3 3 3
Sempre dai dati forniti, dato il valore X = k, la v.a. Y è binomiale, Y ∼ Bin k, 12 , quindi
k
k 1
, h = 0, 1, . . . , k, k = 1, 2, 3,
pY |X (h|k) = h 2
0, per ogni altro punto (h, k).
h pY |X (h|k) 1
8
3
1 3
4 8
2
1 1 3
2 2 8
1
1 1 1
0 2 4 8
1 2 3 k
Nella figura qui sopra è rappresentata la densità condizionata pY |X (h|k). Si noti che, per ogni
k fissato, sommando su tutti i possibili valori h (cioè per colonna) si ottiene 1, come atteso.
2
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
(b.) Per rispondere a (b.) è sufficiente usare la definizione.
k
1 k 1
, h = 0, 1, . . . , k, k = 1, 2, 3,
pXY (k, h) = pY |X (h|k)pX (k) = 3 h 2
0, per ogni altro punto (h, k).
h pXY (k, h)
1
24
3
1 3
12 24
2
1 1 3
6 6 24
1
1 1 1
0 6 12 24
1 2 3 k
Valgono i commenti fatti per la figura precedente. In questo caso è la somma di tutti gli
elementi che vale 1 poiché stiamo considerando la densità congiunta.
(c.) La variabile aleatoria Y prende valori nell’insieme Y := {0, 1, 2, 3}. Ciò si desume
dalla definizione di Y e dalle considerazioni in (a.) e (b.). La densità si determina per
marginalizzazione di pXY (k, h). Basta sommare per righe nel grafico della densità congiunta
per trovare
1 1 1 7
pY (0) = + + = ,
6 12 24 24
1 1 3 11
pY (1) = + + = ,
6 6 24 24
1 3 5
pY (2) = + = ,
12 24 24
1
pY (3) = .
24
Soluzione
La v.a. W ha media
E(W ) = E(X) + E(Y ) = 1 + 0 = 1,
e varianza
var(W ) = var(X) + var(Y ) = 1 + 1 = 2.
Questo è tutto quello che serve sapere per applicare l’approssimazione normale alla sequenza
di v.a. i.i.d. Wn .
(a.) La somma 200
P
i=1 Wi ha media 200 e varianza 400. Standardizzando si trova
200
! P200 !
X 180 − 200 W i − 200 220 − 200
P 180 ≤ Wi ≤ 220 = P ≤ i=1 ≤
i=1
20 20 20
≈ Φ(1) − Φ(−1) = 2Φ(1) − 1 ≈ 0.68.
Pn
(b.) La somma i=1Wi ha media n e varianza 2n. Standardizzando si trova
n
! Pn
X
i=1 W i − n 500 − n
P Wi ≤ 500 = P √ ≤ √
i=1
2n 2n
500 − n
≈ Φ √ .
2n
Per determinare n si deve imporre la condizione
500 − n
Φ √ ≤ 0.5 ,
2n
che, per la simmetria della gaussiana N (0, 1), è verificata se e solo se
500 − n
√ ≤ 0,
2n
ovvero se n ≥ 500.
3
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.
Esercizio 5. [totale 5 punti]4
Per stimare il parametro p di una v.a. di Bernoulli sulla base di n osservazioni xn1 :=
x1 , x2 , . . . , xn ci vengono proposte le seguenti alternative
g1 (xn1 ) := xn
x1 + xn
g2 (xn1 ) :=
2
n x1 + xn
g3 (x1 ) :=
n
n
n 1 X
g4 (x1 ) := xt
n + 1 t=1
n
1X
g5 (xn1 ) := xt
n t=1
Soluzione
(a.)
Proprietà di g1 . Lo stimatore è corretto infatti Ep (g1 (X1n )) = Ep (Xn ) = p per ogni n.
Proprietà di g2 . Lo stimatore è corretto infatti Ep (g2 (X1n )) = Ep X1 +X
2
n
= p per ogni n.
2p
Proprietà di g3 . Lo stimatore non è corretto infatti Ep (g3 (X1n )) = Ep X1 +X n
n
= n per ogni
2p
n, quindi non è neppure asintoticamente corretto poiché limn→∞ n = 0 6= p.
1
Pn n
Proprietà di g4 . Lo stimatore non è corretto infatti Ep (g4 (X1n )) = Ep n+1 t=1 x t = n+1 p
n
per ogni n, ma è asintoticamente corretto poiché limn→∞ n+1 p = p.
Proprietà di g5 . Lo stimatore è corretto infatti Ep (g5 (X1n )) = p. Come visto a lezione g5 è
lo stimatore di massima verosimiglianza del parametro p di una v.a. di Bernoulli, Anche per
la dimostrazione dell’efficienza di g5 ci si riferisca alla nota di statistica pubblicata sul sito
moodle.
(b.) Per ottenere i 3 punti andava qui riprodotta la dimostrazione contenuta nelle note
disponibili su moodle.
4
Le risposte corrette non giustificate valgono 0 punti.