Relazioni
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Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)
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In base alla suddetta legge, ad ogni elemento di può essere associato uno o più elementi di .
Formalmente, possiamo dare la seguente definizione di relazione:
DEFINIZIONE: Considerati due insiemi non vuoti e ( ) e una proposizione (cioè una frase vera
o falsa) che, riferita agli insiemi, abbia un significato inequivocabile (priva di ambiguità) si dice che
esiste una relazione tra e (o di in ) se per ogni coppia ordinata con e
sussiste uno, ed uno solo, dei seguenti fatti:
e si legge “a è in relazione R con b”. L’insieme è detto Dominio della relazione, mentre l’insieme
è detto Codominio.
DEFINIZIONE: Dati due insiemi non vuoti e , e considerati gli elementi appartenenti ad A e
rispettivamente, se si dice immagine di mediante , mentre è la controimmagine di
mediate .
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OSSERVAZIONE: Spesso si trova una definizione di dominio e codominio differente da quella data
(intuitiva) più formale e puntuale che definisce l’insieme come insieme di partenza e l’insieme
insieme di arrivo. Il dominio o insieme di definizione di una relazione è, invece, il sottoinsieme
dell’insieme di partenza formato da tutti gli elementi che hanno almeno un immagine .
In simboli
La relazione può essere espressa come l'insieme delle coppie che soddisfano tale relazione, cioè
come:
Si osserva che le coppie che soddisfano la relazione formano un sottoinsieme del prodotto
cartesiano .
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Valgono le relazioni:
• ;
PROPOSIZIONE: L’inversa della relazione totale (risp. Vuota) è la relazione totale (risp. vuota)
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dove le frecce legano gli elementi delle coppie che soddisfano la relazione.
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A/B 1 2 3
4 X
9 X
Si contrassegnano con una le caselle che individuano la coppia ordinata che soddisfa la
relazione considerata.
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DEFINIZIONE: Una relazione binaria in un insieme può godere delle seguenti proprietà:
Riflessiva
La proprietà dice che ogni elemento dell’insieme è in relazione con se stesso.
Antiriflessiva
La proprietà dice che ogni elemento dell’insieme non è in relazione con se stesso.
Simmetrica
La proprietà dice che se un elemento è in relazione con un altro, allora anche il secondo è in
relazione con il primo.
Antisimmetrica
La proprietà dice che se un elemento è in relazione con un altro, allora il secondo non è in
relazione con il primo.
Asimmetrica
Transitiva
La proprietà dice che se un elemento è in relazione con un altro e questo è in relazione con un
secondo elemento, allora il primo è certamente in relazione con il terzo.
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2. La relazione «divide» è una relazione riflessiva in in quanto ogni reale è divisibile per se
stesso.
3. La relazione «il triplo di» è una relazione antiriflessiva in , infatti un elemento non può essere
il triplo di se stesso.
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1. Riflessiva
2. Simmetrica
3. Transitiva
OSSERVAZIONE: Si osserva che ogni elemento appartiene alla propria classe di equivalnza
per la proprietà riflessiva della relazione di equivalenza. Infatti, ogni elemento è in relazione con se
stesso.
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, cioè .
In modo del tutto analogo si prova l’altra inclusione. Si consideri
, per ipotesi e per la
Antiriflessiva
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Antisimmetrica ,
Transitiva
Quindi, per definire una relazione d’ordine è sufficiente che sussistano la proprietà antiriflessiva e
transitiva.
Riflessiva: ogni elemento dell’insieme è uguale a se stesso e per la posizione fatta, si ottiene
.
Transitiva: segue dalla transitività di , o dall’uguaglianza, tenuto conto della posizione fatta.
Viceversa sia una relazione binaria, definita in , riflessiva, asimmetrica e transitiva. Poniamo
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DIM: Per dimostrare che è una relazione di equivalenza, è necessario provare che è riflessiva
simmetrica e transitiva. La relazione è d’ordine se è riflessiva, ansimmetrica e transitiva
(definizione equivalente). La proprietà riflessiva è banalmente verificata, dato che le coppie che
verificano la relazione hanno primo e secondo termini uguale, quindi ogni elemento è in relazione
con se stesso. Per analoga ragione sono soddisfatte le proprietà simmetrica, asimmetrica e transitiva.
DIM: La proprietà riflessiva è ovvia, per come è definita ogni elemento è in relazione con se
stesso. La proprietà asimmetrica vale per come è definita la . Infatti, ogni qual volta due elementi
sono simmetricamente in relazione (es. le prime tre coppie), questi sono uguali. La cosa non è più
vera per le ultime due coppie, dato che , quindi non sono
simmetricamente in relazione e ovviamente, sono diversi. Infine, la proprietà transitiva è provata
per ogni coppia:
vero perché la coppia
senso, quindi, indicare con il simbolo una relazione binaria riflessiva, asimmetrica e transitiva.
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Nei paragrafi precedenti è stata definita la funzione inversa. Allora, la funzione inversa di si
denota con . Ha, quindi senso la scrittura a maggiore di e .
DIM: Si supponga per assurdo che esistono entrambi minimi. Allora, per la definizione data di
minimo, deve essere ; essendo anche minimo, si ha . Dalla doppia disuguaglianza si
ottiene . Quindi, se esistono due minimi, questi devono necessariamente coincidere. La
dimostrazione è del tutto analoga nel caso del massimo.
Il minimo è minimale (risp. il massimo massimale). Possono esistere più elementi minimali e
massimali, ma in tal caso non esisto il minimo e il massimo.
La relazione d’ordine in induce una relazione (relazione indotta) su ogni parte , pertanto, ha
senso parlare di e anche di elementi minimali e massimali di .
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ESEMPIO: è un insieme ben ordinato. L’insieme non è ben ordinato, infatti l’insieme
è privo di minimo.
DEFINIZIONE: Il minimo dell’insieme dei maggioranti (risp. il massimo dei minoranti) si dice
estremo superiore (risp. estremo inferiore) e si indica con .
PROPOSIZIONE: Si ha:
a. ;
b. ;
c. e se (perché è
il più piccolo dei maggioranti)
d. e se (perché è il
più grande dei minoranti).
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DIM: Sappiamo che il reciproco di un numero intero è certamente minore di 1 e maggiora di zero.
Allora da si deduce che l’insieme A è limitato. Inoltre, si osserva che 1 è non
ESERCIZIO: Ciascuno dei seguenti insiemi rappresenta una relazione binaria in . Studiare le
relazioni così definite, stabilendo per ciascuna di esse se si tratta di una relazione riflessiva,
simmetrica, transitiva, antisimmetrica, antiriflessiva, di una relazione d’equivalenza, di un
ordinamento.
a.
b.
c.
DIM:
a. Si consideri la relazione . La relazione è riflessiva. Si
consideri un elemento , è certamente perché che è pari qualunque sia
. La relazione è anche simmetrica, si considerino gli elementi , se ,
questo significa che è pari, ma per la proprietà commutativa dell’addizione in si
può scrivere che è ancora pari, cioè . La relazione per come è definita non è
antiriflessiva, né asimmetrica, né antisimmetrica, ma è certamente transitiva. Infatti,
considerati gli elementi , se sono numeri pari.
Questo significa che è ancora un numero pari allora
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b. Si consideri la relazione . Si
osserva che, per come è definita la relazione, questa è banalmente riflessiva, perché ogni
elemento è uguale a se stesso. La relazione è anche simmetrica. Infatti, considerati due
elementi , se , questo significa che è multiplo di 3, oppure .
Nel secondo caso la simmetria è immediata, nel primo si considera la proprietà commutativa
dell’addizione e . Si provi
ora l’asimmetria. Si considerino per come è stata definita la relazione,
oppure multiplo di 3. In ogni caso, si ottiene , che prova
l’asimmetria. La relazione non è antisimmetrica nè transitiva. Infatti, si considerino
, se
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transitività.
d. E’ una relazione
di equivalenza ed ha tre classi di equivalenza: , .
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Bibliografia
D., C. (s.d.). Relazioni Binarie. Tratto da [Link]:
[Link]/mimmocorrado/mat/alg/ins/[Link]
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