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Relazioni

Il documento tratta delle relazioni tra insiemi, definendo cosa sia una relazione e come rappresentarla. Vengono esplorati vari tipi di relazioni, come relazioni binarie, di equivalenza e d'ordine, insieme alle loro proprietà. Infine, il testo fornisce esempi pratici e modalità di rappresentazione grafica delle relazioni.

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Il documento tratta delle relazioni tra insiemi, definendo cosa sia una relazione e come rappresentarla. Vengono esplorati vari tipi di relazioni, come relazioni binarie, di equivalenza e d'ordine, insieme alle loro proprietà. Infine, il testo fornisce esempi pratici e modalità di rappresentazione grafica delle relazioni.

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“LE RELAZIONI TRA INSIEMI”

[Link] ROSSELLA PISCOPO


Università Telematica Pegaso Le relazioni tra insiemi

Indice

1 INTRODUZIONE ALLE RELAZIONI TRA INSIEMI --------------------------------------------------------------- 3


2 MODI DI RAPPRESENTAZIONE DELLE RELAZIONI ------------------------------------------------------------ 7
2.1. LA RELAZIONE BINARIA -------------------------------------------------------------------------------------------------- 9
2.2. RELAZIONE DI EQUIVALENZA ------------------------------------------------------------------------------------------- 12
2.3. RELAZIONE D’ORDINE --------------------------------------------------------------------------------------------------- 13
BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 21

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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1 Introduzione alle relazioni tra insiemi


Definire una relazione tra due insiemi e equivale ad assegnare una legge che associ (cioè che
metta in relazione) gli elementi di con gli elementi di .

In base alla suddetta legge, ad ogni elemento di può essere associato uno o più elementi di .
Formalmente, possiamo dare la seguente definizione di relazione:

DEFINIZIONE: Considerati due insiemi non vuoti e ( ) e una proposizione (cioè una frase vera
o falsa) che, riferita agli insiemi, abbia un significato inequivocabile (priva di ambiguità) si dice che
esiste una relazione tra e (o di in ) se per ogni coppia ordinata con e
sussiste uno, ed uno solo, dei seguenti fatti:

 è associato a , mediante la proposizione;

 non è associato a , mediante la proposizione.

Quando un elemento dell’insieme è in relazione con un elemento dell’insieme , si scrive

e si legge “a è in relazione R con b”. L’insieme è detto Dominio della relazione, mentre l’insieme
è detto Codominio.

Se l’elemento dell’insieme non è in relazione con un elemento dell’insieme , si scrive

ESEMPIO: Si considerino gli insiemi e la relazione : “è il quadrato di”.


L’insieme è il dominio della relazione , mentre è il codominio. Le coppie che soddisfano le
relazione sono . Infatti è il quadrato di e è il quadrato di . Possiamo, quindi,
scrivere .

DEFINIZIONE: Dati due insiemi non vuoti e , e considerati gli elementi appartenenti ad A e
rispettivamente, se si dice immagine di mediante , mentre è la controimmagine di
mediate .

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La controimmagine di un elemento è quell’elemento tale che, se vi si applica la relazione ,


si ottiene l’elemento di partenza .

OSSERVAZIONE: Spesso si trova una definizione di dominio e codominio differente da quella data
(intuitiva) più formale e puntuale che definisce l’insieme come insieme di partenza e l’insieme
insieme di arrivo. Il dominio o insieme di definizione di una relazione è, invece, il sottoinsieme
dell’insieme di partenza formato da tutti gli elementi che hanno almeno un immagine .
In simboli

Il codominio o insieme delle immagini è il sottoinsieme dell’insieme di arrivo formato dagli


elementi di che sono immagini, mediante , di almeno un elemento di . In simboli:

ESEMPIO: Si considerino nuovamente e la relazione : “è il quadrato di”.


L’’insieme delle immagini è dato da , mentre quello delle controimmagini è . Infatti, è
l’immagine di mediante la relazione , in quanto è il quadrato di . Quindi, partendo da ,
mediante la proposizione , si ottiene . Analogo ragionamento si fa per l’elemento . L’insieme
delle controimmagini è che sono le controimmagini di rispettivamente. Infatti, se
all’elemento si applica la relazione : “è il quadrato di” si ottiene l’elemento .

ESEMPIO: Nella relazione “x è la metà di y” fra gli insiemi e il


Dominio è l’insieme , mentre il codominio . Perché le coppie che soddisfano la
relazione sono

La relazione può essere espressa come l'insieme delle coppie che soddisfano tale relazione, cioè
come:

Si osserva che le coppie che soddisfano la relazione formano un sottoinsieme del prodotto
cartesiano .

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DEFINIZIONE: Se è un sottoinsieme di , con definiamo la


relazione tra e con grafico .

Nel seguito alcune delle principali relazioni note:

DEFINIZIONE: Dati gli insiemi si chiama corrispondenza (o relazione) Vuota,


che esprime il fatto che .

DEFINIZIONE: Dati gli insiemi si chiama corrispondenza (o relazione) Totale,


la relazione che esprime che ogni elemento di è in relazione con ogni
elemento di

DEFINIZIONE: Dato un insieme la relazione , con diagonale del primo e


terzo quadrante si chiama relazione identica o identità di e si indica con
.

DEFINIZIONE: Dati e la relazione , considerati i sottoinsiemi


, indicato con , chiamasi corrispondenza indotta la relazione
, tale che:

DEFINIZIONE: Dati e la relazione dicesi relazione inversa la


relazione dove

Valgono le relazioni:

• ;

PROPOSIZIONE: L’inversa della relazione totale (risp. Vuota) è la relazione totale (risp. vuota)

Dim.: Si considerino due insiemi e la relazione totale . Il grafico ,


in questo caso è , quindi il suo inverso sarà ovvero, ,
perché in ci sono tutte le coppie di , per definizione di relazione totale. Ne consegue che

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. Analoga dimostrazione si può fare per la relazione


vuota . Per definizione, la relazione vuota si rappresenta con la coppia , quindi
e . Pertanto, l’inversa della relazione vuota è ancora la
relazione vuota.

ESEMPIO: Siano . Trovare il dominio, il codominio e la relazione inversa


della relazione .

DIM: Il dominio di (secondo la definizione formale) è e . La relazione


inversa è data da .

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2 Modi di rappresentazione delle relazioni


E’ possibile rappresentare le relazioni in modi differenti:

 Rappresentazione per elencazione: Dati gli insiemi e una relazione ,


se le coppie che soddisfano la relazione sono , la relazione può essere
rappresentata come:

 Rappresentazione sagittale o diagramma a frecce: Considerati gli insiemi


e la relazione "è il quadrato di". Le coppie che soddisfano la
relazione sono e la relazione può essere rappresentata graficamente come segue:

dove le frecce legano gli elementi delle coppie che soddisfano la relazione.

 Diagramma Cartesiano: Considerati gli insiemi e la relazione "è


il quadrato di". Le coppie che soddisfano la relazione sono e la relazione può
essere rappresentata graficamente come segue:

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Sull'asse delle sono indicati gli elementi dell'insieme , sull'asse delle


dell'insieme . Le coppie individuate sul piano sono quelle le cui coordinate
soddisfano la relazione.

 Tabella a doppia entrata: Dati e considerata la relazione «è il


quadrato di», si riportano ella prima colonna gli elementi dell'insieme , mentre nella prima
riga gli elementi dell'insieme .

A/B 1 2 3

4 X

9 X

Si contrassegnano con una le caselle che individuano la coppia ordinata che soddisfa la
relazione considerata.

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2.1. La relazione binaria


DEFINIZIONE: Dato un insieme , dicesi relazione binaria una relazione tra l’insieme e se
stesso

ESEMPIO: La relazione identica è una relazione binaria

DEFINIZIONE: Una relazione binaria in un insieme può godere delle seguenti proprietà:

 Riflessiva
La proprietà dice che ogni elemento dell’insieme è in relazione con se stesso.

 Antiriflessiva
La proprietà dice che ogni elemento dell’insieme non è in relazione con se stesso.

 Simmetrica
La proprietà dice che se un elemento è in relazione con un altro, allora anche il secondo è in
relazione con il primo.

 Antisimmetrica
La proprietà dice che se un elemento è in relazione con un altro, allora il secondo non è in
relazione con il primo.

 Asimmetrica

La proprietà dice che se un elemento è in relazione con un altro e il secondo è anch’esso in


relazione con il primo, allora i due elementi sono uguali.

 Transitiva

La proprietà dice che se un elemento è in relazione con un altro e questo è in relazione con un
secondo elemento, allora il primo è certamente in relazione con il terzo.

ESEMPI: Di seguito alcuni esempi di relazioni binari e delle relative proprietà:

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1. La relazione «maggiore o uguale a» è una relazione riflessiva in in quanto ogni reale è


maggiore o uguale a se stesso.

2. La relazione «divide» è una relazione riflessiva in in quanto ogni reale è divisibile per se
stesso.

3. La relazione «il triplo di» è una relazione antiriflessiva in , infatti un elemento non può essere
il triplo di se stesso.

4. La relazione «uguale a» è una relazione simmetrica. Infatti, se , sussiste anche


l’uguaglianza opposta .

5. La relazione «minore strettamente» è una relazione antisimmetrica in in se un elemento


, data la relazione, non può sussistere .

6. La relazione «minore uguale» è una relazione asimmetrica in in se un elemento e


, allora .

7. La relazione «è multiplo di» è una relazione transitiva in . Infatti, se un elemento è multiplo


di un secondo elemento e questi è multiplo di un terzo, allora il primo è multiplo del terzo. Ad
esempio, consideriamo i numeri . Se , allora
posso scrivere quindi è multiplo di .

E’ possibile esprimere le proprietà di una relazione anche mediante le rappresentazioni grafiche


precedentemente elencate:

Proprietà Diagramma Cartesiano

Il grafico contiene le coppie della diagonale del


Riflessiva tipo , cioè gli elementi della bisettrice del
primo e terzo quadrante

Il suo grafico è una figura simmetrica rispetto


Simmetrica
alla diagonale ascendente, cioè alla bisettrice del

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primo e terzo quadrante. Il grafico contiene ad


esempio le coppie e .

Le uniche coppie che hanno il loro simmetrico


sono quelle che si trovano sulla diagonale
Asimmetrica
ascendente. Il grafico non contiene le coppie del
tipo e .

Transitiva Non esiste una regola

Proprietà Diagramma Sagittale

Da ogni punto parte una freccia che torna sul


Riflessiva
punto stesso

Se esiste una freccia tra , allora deve


Simmetrica
esistere una freccia tra .

Se esiste una freccia tra , allora non esiste


Antsimmetrica
una freccia tra .

Se esiste una freccia tra e una freccia tra


Transitiva
allora deve esistere una freccia tra .

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2.2. Relazione di equivalenza


DEFINIZIONE: Una relazione binaria in un insieme dicesi relazione di equivalenza se è:

1. Riflessiva

2. Simmetrica

3. Transitiva

In una relazione di equivalenza , se si scrive ) e si legga

ESEMPIO: Sono relazioni d’equivalenza la relazione identica e la relazione totale.

DEFINIZIONE: Data la relazione di equivalenza si e un elemento si definisce classe


di equivalenza di l’insieme

il sottoinsieme di costituito dagli elementi di in relazione

OSSERVAZIONE: Si osserva che ogni elemento appartiene alla propria classe di equivalnza
per la proprietà riflessiva della relazione di equivalenza. Infatti, ogni elemento è in relazione con se
stesso.

DEFINIZIONE: Data una relazione di equivalenza nell’insieme l’insieme delle classi di


equivalenza è

si chiama insieme quoziente di rispetto a .

Per le classi di equivalenza valgono le seguenti proprietà:

 Ogni classe di equivalenza è non vuota.

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DIM: Vi appartiene almeno l’elemento stesso che è in relazione con se stesso.

DIM: Per mostrare l’uguaglianza, proveremo la doppia inclusione. Si consideri, quindi, un


elemento , per ipotesi è noto che

per la transitività della relazione di equivalenza , allora

, cioè .
In modo del tutto analogo si prova l’altra inclusione. Si consideri
, per ipotesi e per la

transitività della relazione di equivalenza , allora , cioè . Da cui


l’uguaglianza.

 Date due classi sono diverse ( .

DIM: Se per assurdo, esistesse un elemento si avrebbe ,


cioè , per la simmetria sarà anche e allora che per la

precedente proprietà implica , che contraddice l’ipotesi di diversità delle due


classi.

 Ogni elemento di appartiene ad una, ed una sola classe, di equivalenza.


DIM: Si procede per assurdo e si considera un elemento che appartiene contemporaneamente
a due classi di equivalenza distinte, allora , cioè . Per
quanto visto nella dimostrazione precedente, questo comporta l’uguaglianza delle due classi.
Pertanto, un elemento appartiene a una ed una sola classe di equivalenza.

2.3. Relazione d’ordine


DEFINIZIONE: Un insieme ordinato è una coppia dove è un insieme non vuoto ed una
relazione binaria che gode delle seguenti proprietà:

 Antiriflessiva

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 Antisimmetrica ,

 Transitiva

OSSERVAZIONE: La proprietà di antisimmetria, deriva dalla proprietà antiriflessiava e transitva.


Infatti, si supponga per assurdo che la relazione d’ordine (antiriflessiva e transitiva) non è
antiriflessiva, allora si avrebbe che , per la transitività, si avrebbe

, assurdo perché contraddice la proprietà antiriflessiva di cui gode la relazione.

Quindi, per definire una relazione d’ordine è sufficiente che sussistano la proprietà antiriflessiva e
transitiva.

PROPOSIZIONE: La nozione di ordinamento equivale a quella di relazione binaria riflessiva,


transitiva e asimmetrica.

DIM: Sia l’insieme ordinato. Si ponga . La relazione , definita sempre


in è:

 Riflessiva: ogni elemento dell’insieme è uguale a se stesso e per la posizione fatta, si ottiene
.

 Asimmetrica: Supponiamo , dimostriamo che . Poiché

. Per l’antisimmetria di non può accedere e , allora deve essere


necessariamente .

 Transitiva: segue dalla transitività di , o dall’uguaglianza, tenuto conto della posizione fatta.

Viceversa sia una relazione binaria, definita in , riflessiva, asimmetrica e transitiva. Poniamo

. Proviamo che è un ordinamento in , cioè si prova che è:

 Antiriflessiva: per la posizione fatta non può accadere , altrimenti sarebbe .

 Antisimmetrica: se per assurdo si avesse per la posizione fatta si avrebbe

ma questo contraddice la asimmetria di , che dice


se e Si è quindi giunti ad un assurdo, essendo partiti da un assurdo.

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 Transitiva: deriva dalla posizione fatta e dalla transitività d

ESEMPIO: Siano e la relazione binaria definita . Verificare


che è una relazione di equivalenza e una relazione di ordine in A.

DIM: Per dimostrare che è una relazione di equivalenza, è necessario provare che è riflessiva
simmetrica e transitiva. La relazione è d’ordine se è riflessiva, ansimmetrica e transitiva
(definizione equivalente). La proprietà riflessiva è banalmente verificata, dato che le coppie che
verificano la relazione hanno primo e secondo termini uguale, quindi ogni elemento è in relazione
con se stesso. Per analoga ragione sono soddisfatte le proprietà simmetrica, asimmetrica e transitiva.

ESEMPIO: Siano e la relazione binaria definita


Verificare che è una relazione di ordine in A.

DIM: La proprietà riflessiva è ovvia, per come è definita ogni elemento è in relazione con se
stesso. La proprietà asimmetrica vale per come è definita la . Infatti, ogni qual volta due elementi
sono simmetricamente in relazione (es. le prime tre coppie), questi sono uguali. La cosa non è più
vera per le ultime due coppie, dato che , quindi non sono
simmetricamente in relazione e ovviamente, sono diversi. Infine, la proprietà transitiva è provata
per ogni coppia:
vero perché la coppia

vero perché la coppia

vero perché la coppia

vero perché la coppia

Un ordinamento in è, generalmente, indicato on il simbolo . Ha, quindi senso la scrittura ,


che si legge minore di . Con la scrittura si intende che si verifica una, ed una sola, tra le
due possibilità .

Da quanto dimostrato nella proposizione precedente si deduce che se . Ha

senso, quindi, indicare con il simbolo una relazione binaria riflessiva, asimmetrica e transitiva.

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Nei paragrafi precedenti è stata definita la funzione inversa. Allora, la funzione inversa di si
denota con . Ha, quindi senso la scrittura a maggiore di e .

DEFINIZIONE: Dato un insieme ordinato due elementi dell’insieme si dicono confrontabili


se o .

DEFINIZIONE: Un insieme ordinato si dice totalmente ordinato, se sono confrontabili,


. In tal caso, la relazione si chiama relazione d’ordine totale e la coppia catena.

DEFINIZIONE: Consideriamo un insieme e un elemento . L’elemento dicesi massimo


(risp. minimo) se (risp. se

PROPOSIZIONE: Dato l’insieme se esiste il minimo, questo è unico (analogamente il


massimo).

DIM: Si supponga per assurdo che esistono entrambi minimi. Allora, per la definizione data di
minimo, deve essere ; essendo anche minimo, si ha . Dalla doppia disuguaglianza si
ottiene . Quindi, se esistono due minimi, questi devono necessariamente coincidere. La
dimostrazione è del tutto analoga nel caso del massimo.

Il minimo e il massimo di un insieme si indicano, rispettivamente, con

DEFINIZIONE: Dato un insieme ordinato , un elemento si dice minimale (risp.


massimale) se non esiste alcun (risp. .

Il minimo è minimale (risp. il massimo massimale). Possono esistere più elementi minimali e
massimali, ma in tal caso non esisto il minimo e il massimo.

La relazione d’ordine in induce una relazione (relazione indotta) su ogni parte , pertanto, ha
senso parlare di e anche di elementi minimali e massimali di .

DEFINIZIONE: Un insieme dicesi totalmente ordinato se esiste il . In tal caso,


la relazione dicesi relazione di buon ordine.

ESEMPIO: (N, ≤) è uninsieme totalmente ordinato.

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ESEMPIO: è un insieme ben ordinato. L’insieme non è ben ordinato, infatti l’insieme
è privo di minimo.

PROPOSIZIONE: Un insieme ben ordinato è anche totalmente ordinato.

DIM: Si considerino gli elementi . Se si ha e se .


L’esistenza del minimo di ogni parte dell’insieme è garantita dal buon ordinamento.

DEFINIZIONE: Dato un insieme ordinato e una parte , un elemento si dice


maggiorante (risp. minorante) di se . In tal caso, si dice
superiormente limitato (risp. inferiormente limitato).

DEFINIZIONE: Il minimo dell’insieme dei maggioranti (risp. il massimo dei minoranti) si dice
estremo superiore (risp. estremo inferiore) e si indica con .

PROPOSIZIONE: Si ha:
a. ;

b. ;

c. e se (perché è
il più piccolo dei maggioranti)

d. e se (perché è il
più grande dei minoranti).

OSSERVAZIONE: Considerati due insiemi ordinati è possibile costruire in modo


canonico un ordinamento sul prodotto cartesiano . Infatti, siano e si

ponga Si prova facilmente che


è un insieme ordinato. L’ordinamento trovato è detto ordinamento lexicografico di
.

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ESEMPIO: Sia Determinare, se esistono, l’estremo inferiore, l’estremo superiore, il

minimo ed il massimo dell’insieme A.

DIM: Sappiamo che il reciproco di un numero intero è certamente minore di 1 e maggiora di zero.
Allora da si deduce che l’insieme A è limitato. Inoltre, si osserva che 1 è non

solo maggiorante dell’insieme ma, appartenendovi ne è massimo e quindi estremo

superiore. Risulta, poi, perché 0 è certamente minorante per la disuguaglianza mostrata,


ma è anche il più piccolo dei minoranti in quanto se esistesse un minorante di maggiore di 0, ad
esempi , si avrebbe e questo è assurdo in quanto non è

superiormente limitato. Quindi, ma non ne è il minimo perché , che è, pertanto,


privo di minimo.

ESERCIZIO: Ciascuno dei seguenti insiemi rappresenta una relazione binaria in . Studiare le
relazioni così definite, stabilendo per ciascuna di esse se si tratta di una relazione riflessiva,
simmetrica, transitiva, antisimmetrica, antiriflessiva, di una relazione d’equivalenza, di un
ordinamento.

a.
b.
c.

DIM:
a. Si consideri la relazione . La relazione è riflessiva. Si
consideri un elemento , è certamente perché che è pari qualunque sia
. La relazione è anche simmetrica, si considerino gli elementi , se ,
questo significa che è pari, ma per la proprietà commutativa dell’addizione in si
può scrivere che è ancora pari, cioè . La relazione per come è definita non è
antiriflessiva, né asimmetrica, né antisimmetrica, ma è certamente transitiva. Infatti,
considerati gli elementi , se sono numeri pari.
Questo significa che è ancora un numero pari allora

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è ancora pari, perché la differenza di due numeri pari ( è


un numero pari) è un numero pari, cioè . La relazione considerata, essendo riflessiva,
simmetrica e transitiva è una relazione di equivalenza.

b. Si consideri la relazione . Si
osserva che, per come è definita la relazione, questa è banalmente riflessiva, perché ogni
elemento è uguale a se stesso. La relazione è anche simmetrica. Infatti, considerati due
elementi , se , questo significa che è multiplo di 3, oppure .
Nel secondo caso la simmetria è immediata, nel primo si considera la proprietà commutativa
dell’addizione e . Si provi
ora l’asimmetria. Si considerino per come è stata definita la relazione,
oppure multiplo di 3. In ogni caso, si ottiene , che prova
l’asimmetria. La relazione non è antisimmetrica nè transitiva. Infatti, si considerino
, se

. Distinguiamo i vari casi.


o Se e la transitività sarebbe verificata.
o Se
quindi e ancora la transitività sarebbe provata.
o Se da cui
si avrebbe e la prova della transitività.
o Se , non è detto che sia un multiplo di e non si può
dire . In questo caso la transitività non è provata.

c. Si consideri la relazione si vede facilmente che la relazione


è riflessiva, perché ogni numero intero è minore del suo triplo. La relazione non è
simmetrica, infatti considerati , quindi gli

elementi non sono simmetricamente in relazione. La relazione non è asimmetrica come si


vede dalle disuguaglianze che si otterrebbero e , da cui non si deduce

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. La relazione è antisimmetrica, banalmente e non è transitiva. Si considerino


, se , si ha , che non comprova la

transitività.

ESERCIZIO: Per ogni relazione binaria sull’insieme di seguito descritta, stabilire


se è una relazione d’equivalenza. In caso negativo, indicare quali proprietà non sono verificate e
perché. In caso positivo, indicare per ogni elemento di A quale sia la sua classe d’equivalenza.

a. – E’ una relazione di equivalenza ed ha un’unica classe di


equivalenza data da

b. Non è una relazione di equivalenza in quanto non


è simmetrica perché l’elemento

c. Non è una relazione di


equivalenza in quanto non è transitiva, infatti

d. E’ una relazione
di equivalenza ed ha tre classi di equivalenza: , .

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Bibliografia
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[Link]/mat/alg/[Link]/[Link]

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