Rosa Parks è stata un’attivista per i diritti civili degli afroamericani.
Era infatti iscritta
al National Association for the Advancement of Colored People, una delle principali
associazioni a tutela dei diritti civili degli Usa.
Perché è famosa? Per aver detto NO e aver generato così il cosiddetto “Caso Rosa
Parks”
Rosa, la sera del 1 dicembre 1955, a Montgomery in Alabama, stanca, di ritorno da
una lunga giornata di lavoro, si è rifiutata di far sedere al suo posto sull’autobus un
bianco che non aveva trovato posto nel settore riservato.
Il NO di Rosa segna uno spartiacque tra un PRIMA e un DOPO
L’America in cui vive Rosa è piena di contraddizioni: da una parte è la prima economia
del mondo, è una delle due grandi protagoniste della guerra fredda, sostiene
l’autodeterminazione dei popoli, ma poi discrimina una parte dei suoi stessi cittadini
attraverso la segregazione. Una realtà per i bianchi, una realtà per i neri, una
quotidianità difficile fatta di diritti negati.
Questa segregazione è il risultato dell’abolizione della schiavitù del 1865 all’indomani
della fine della guerra di secessione americana. E non è un caso che, come razione,
alla fine della schiavitù nasca nel 1866 proprio negli Usa il KKK.
In seguito a quel No Rosa Parks viene arrestata perché accusata di aver violato le
leggi sulla segregazione, introdotte nel 1876 dal democratico Jim Crow. La donna è
scarcerata dopo poche ore. Un bianco vicino alla causa dei neri le paga la cauzione.
Il gesto di Rosa fa scalpore perché mette dimostra che la gente di colore non è più
disposta a chinare la testa. E’ come un sassolino che ne trascina altri fino a provocare
una valanga.
Perché:
- La comunità nera di Montgomery aiuta Rosa. Organizza per il 5 dicembre, il
giorno del processo a Rosa che se la cava con una multa, il boicottaggio di tutti i
mezzi pubblici della città.
- Martin Luther King dà risalto al caso Rosa Parks. Anche lui vive a Montgomery,
anche lui fa parte della NAACP di cui Rosa è la segretaria locale.
King invita la comunità di colore al boicottaggio a oltranza. La protesta dura 381
giorni e si conclude il 26 dicembre 1956 fino a quando la comunità nera non
ottiene il riconoscimento del diritto di salita sui mezzi pubblici.
Pochi giorni prima, il 13 dicembre, proprio la corte suprema degli Usa si pronuncia sul
caso di Rosa stabilendo che è incostituzionale la segregazione sui mezzi pubblici.
Infine, nel 1965 si conclude la segregazione razziale negli Stati Uniti con l’abolizione
delle Leggi Jim Crow, proprio grazie all’eco mediatica del “caso Parks”.
Nel 1987 Rosa ha fondato il Rosa and Raymond Parks Institute for Self
Development, ancora attivo, nato per «educare e stimolare i giovani e gli
adulti, in particolare gli afroamericani, per il miglioramento di se stessi e
dell’intera comunità».
Nel 1999 il presidente americano Bill Clinton le ha conferito il massimo
riconoscimento civile americano, la medaglia d’oro del Congresso, perché Rosa
«mettendosi a sedere, [...] si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità
dell’America».
Qui Barack Obama, il primo presidente nero degli Stati Uniti, seduto al posto di
Rosa Parks sul famoso autobus 2857 presso l’Henry Ford Museum di Dearborn
vicino a Detroit