ASSOCIAZIONE ITALIANA DI SOCIOLOGIA
SEZIONE ambiente e TERRITORIO
MANIFESTO
In un’epoca segnata da profonde trasformazioni sociali e am-
bientali, il Manifesto dei Sociologi e delle Sociologhe dell’Ambiente e
del Territorio si configura come un intervento critico e costrutti-
vo in grado di leggere in maniera analitica la contemporaneità
DEI SOCIOLOGI
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU ambiente, territori e processi migratori
socio-territoriale.
Attraverso una pluralità di approcci – teorici, empirici e in-
terdisciplinari – questo contributo mette in luce come la que-
E DELLE
stione migratoria investa trasversalmente la società italiana,
ridefinendo spazi di inclusione ed esclusione e configurando
nuove forme di periferizzazione. Il Manifesto si focalizza sui
temi della mobilità umana, della giustizia territoriale e delle
SOCIOLOGHE
disuguaglianze urbane, analizzando i nessi tra migrazioni, crisi
ecologiche, precarietà urbana e rurale, trasformazioni sociali e
politico-istituzionali.
DELL’AMBIENTE
La ricca articolazione tematica – che spazia dai margini urbani
ai contesti rurali, dalla crisi climatica alle questioni di genere,
dalle politiche di accoglienza ai modelli insediativi, fino alla
crescente stigmatizzazione del diverso e alle forme diffuse di
E DEL TERRITORIO
vulnerabilità sociale – evidenzia la molteplicità di forme con
cui le migrazioni si inscrivono nello spazio sociale e fisico, con-
tribuendo a ridefinire non solo la morfologia dei luoghi, ma
anche i significati della cittadinanza e della convivenza.
Il Manifesto non si limita a denunciare, ma propone strumenti
analitici e orientamenti di policy, sottolineando la necessità di
interfacciarsi con una realtà sempre più complessa e struttural- SU ambiente,
territori e
mente interconnessa, fornendo strumenti pratici per affrontare
le sfide del presente con rigore scientifico e impegno civile.
[Link]
processi migratori
€ 24
MANIFESTO
DEI SOCIOLOGI E DELLE
SOCIOLOGHE
DELL’AMBIENTE E DEL
TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E
PROCESSI MIGRATORI
Gennaro Avallone, Fabio Berti, Luca Bottini, Simone Caiello, Francesco Caruso, Gilda Catalano,
Carlo Colloca, Natalia Coppolino, Mario Coscarello, Silvia Crivello, Mariaclaudia Cusumano, Luca
Daconto, Giovanni Delli Zotti, Romina Deriu, Anna Elia, Enrico Ercole, Fiammetta Fannizza, Maria
Camilla Fraudatario, Veronica Guidotti, Licia Lipari, Camilla Macciani, Manuela Maggio, Antonietta
Mazzette, Vincenzo Mini, Maria Grazia Montesano, Silvia Mugnano, Antonino Mario Oliveri, Valentina
Pantaleo, Gabriella Polizzi, Daniele Pulino, Marianna Ragone, Fiorella Spallone, Sara Spanu,
Emanuele Stochino, Alessandra Terenzi, Ornella Urpis, Andrea Valzania, Moreno Zago.
Ledizioni
Il Manifesto è promosso dal Comitato Direttivo della Sezione AIS-Sociologia dell’ambiente
e del territorio.
Comitato scientifico:
Maurizio Ambrosini
Gennaro Avallone
Carlo Colloca
Francesca Decimo
Anna Elia
Anna Maria Zaccaria
Organizzazione ed editing del Manifesto:
Valentina Pantaleo
© 2025 Ledizioni LediPublishing
Via Boselli 10 – 20141 Milano – Italy
[Link]
info@[Link]
Prima edizione: aprile 2025
ISBN cartaceo: 9791256004010
ISBN ePub: 9791256004027
ISBN PDF Open Access: 9791256004034
Progetto grafico: ufficio grafico Ledizioni
Informazioni sul catalogo e sulle ristampe dell’editore: [Link]
Le riproduzioni a uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di
pagine non superiore al 15% del presente volume, solo a seguito di specifica autorizzazione
rilasciata da Ledizioni.
Indice
Introduzione 9
Spazi e margini
MIGRANTI, MARGINI E CITTÀ: A CHE PUNTO SIAMO? 19
Maria Grazia MONTESANO
CENTRI STORICI E IMMIGRATI FRA MARGINALITÀ SOCIALE
E PRATICHE DI RADICAMENTO TERRITORIALE 23
Carlo COLLOCA
IL VIVERE MIGRANTE 27
Valentina PANTALEO
ERP E SPAZIALIZZAZIONE DELLA POPOLAZIONE STRANIERA
A BOLOGNA 33
Manuela MAGGIO
LA SOCIOLOGIA DI FRONTE ALLA COLONIALITÀ DELLO SPAZIO 37
Marianna RAGONE, Gennaro AVALLONE
IDENTITÀ ETNICA E SVILUPPO TURISTICO 41
Antonino Mario OLIVERI, Gabriella POLIZZI
L’IMPRENDITORIA IMMIGRATA 45
Maria Camilla FRAUDATARIO
Lavoro agricolo
CAPORALATO E LAVORO IMMIGRATO IN AGRICOLTURA 51
Fabio BERTI, Andrea VALZANIA
LUOGHI: MIGRAZIONE, LAVORO AGRICOLO, INTEGRAZIONE 57
Enrico ERCOLE
FUGA E CICLI MIGRATORI NEL MONDO RURALE MERIDIONALE 61
Francesco Saverio CARUSO, Camilla MACCIANI
Ambiente e clima
CRISI CLIMATICA, AMBIENTE, MIGRAZIONI 69
Gilda CATALANO
ADATTAMENTO VS MIGRAZIONI CLIMATICHE 73
Vincenzo MINI
MIGRANTI CLIMATICI 77
Mariaclaudia CUSUMANO
Genere e generazioni
LINEE GUIDA PER LA TUTELA DELLA SALUTE E L’INTEGRAZIONE
DELLE DONNE MIGRANTI 83
Giovanni DELLI ZOTTI, Ornella URPIS, Moreno ZAGO
QUANDO IL LAVORO È DONNA 89
Licia LIPARI
PROMUOVERE OPPORTUNITÀ PER GIOVANI RIFUGIATI:
IL PROGETTO CORRIDOI UNIVERSITARI 95
Silvia MUGNANO, Veronica GUIDOTTI
GIOVANI MIGRANTI E ACCOGLIENZA:
TRA RADICAMENTO E MOBILITÀ 101
Anna ELIA
UNO SGUARDO SUGLI STUDENTI INTERNAZIONALI 105
Mario COSCARELLO
GANG GIOVANILI IN ITALIA: LE PANDILLAS COME FENOMENO
SOCIALE E CULTURALE 109
Alessandra TERENZI
Politiche e territori
DAL MULTICULTURALISMO ALLA DIVERSITÀ. 115
Silvia CRIVELLO
MIGRANTI E TERRITORI 119
Fiammetta FANIZZA, Fiorella SPALLONE
EFFETTO DELLA CONTACT THEORY SULLE POLITICHE DI
INTEGRAZIONE 123
Emanuele STOCHINO
IL METODO COLLABORATIVO NELLE POLITICHE TERRITORIALI 127
Natalia COPPOLINO
TERRITORI ACCOGLIENTI NEL NORD-OVEST DELLA SARDEGNA 131
Romina DERIU, Antonietta MAZZETTE, Daniele PULINO, Sara SPANU
TERRITORI E POLITICHE DI ACCOGLIENZA 135
Luca DACONTO, Luca BOTTINI, Simone CAIELLO
Per approfondire 139
Gli autori 145
Introduzione
A seguito dell’esperienza del La migrazione assume forme speci-
Manifesto dei Sociologi e delle Sociologhe fiche, può essere volontaria o forza-
dell’Ambiente e del Territorio sulle Città ta, temporanea o permanente e ridi-
e le Aree Naturali del Dopo Covid-19, il segna la morfologia socio-culturale,
Consiglio scientifico della Sezione giuridica e spaziale di uno Stato.
di Sociologia dell’Ambiente e del
Mentre l’attenzione dell’opinione
Territorio dell’Associazione Italiana
pubblica e delle autorità governati-
di Sociologia ritiene di esprimersi
ve, in Italia, si concentra sugli sbar-
pubblicamente su un altro tema di
chi dal mare, è importante ricordare
straordinaria attualità, lanciando una
che gli sbarchi non sono l’immigra-
call su “Ambiente, Territori E Processi
zione. La popolazione immigrata
Migratori” al fine di approdare alla
in Italia nel complesso è stabile da
redazione di un Libro-Manifesto
una dozzina d’anni, intorno ai cin-
della Sezione che renda evidente il
que milioni di residenti regolari, più
contributo che si può dare – come
4-500.000 persone in condizione ir-
comunità scientifica – in indirizzi di
regolare. Questi numeri non bastano
Policy e di Terza Missione.
più a soddisfare i fabbisogni di ma-
Sappiamo che le migrazioni rap- nodopera: lo stesso governo ha pre-
presentano una costante nella storia visto 450.000 nuovi ingressi dall’e-
dell’umanità. Gli individui si muo- stero in tre anni. La maggior parte
vono per una molteplicità di ra- dei residenti stranieri sono donne,
gioni, individuali o di gruppo, eco- quasi la metà sono europei, per cir-
nomiche, politiche, socio-culturali ca tre quinti provengono da paesi di
e climatiche. Questa mobilità può tradizione culturale cristiana.
avvenire a vari livelli: si attraversa-
Gli ingressi dal mare sono stati 66.317
no i confini verso altre città e regio-
al 31 dicembre 2024 (nel 2023 sono
ni; si attraversano confini nazionali,
stati 157.651 e nel 2022 erano sta-
si varcano le frontiere continentali.
ti 105.131). La grande maggioranza
degli immigrati non è entrata in nonostante, gli sbarchi sono aumen-
Italia via mare. Tra l’altro, chi arri- tati. Parlare di emergenza come di
va per asilo, riconosciuto o meno, un fenomeno nuovo, improvviso e
di solito cerca di transitare verso al- imprevedibile, e scambiare gli arrivi
tri Paesi. La maggior parte del milio- dal mare con l’immigrazione, sono
ne circa di persone arrivate dal mare degli approcci comunicativi che di-
nell’ultimo decennio oggi non si vergono dai dati di realtà.
trova più in Italia. Non è vero, dun-
Si giustifica inoltre la chiusura del-
que, che l’Italia sia “il campo profu-
le frontiere con la motivazione del-
ghi d’Europa”. Nel 2022 su 965.000
la lotta ai trafficanti, dimenticando
prime domande d’asilo nell’UE, l’I-
però che nel Sud del mondo è pra-
talia ne ha ricevute circa 77.000 (cir-
ticamente impossibile per le perso-
ca l’8% del totale), la Germania più
ne comuni procurarsi un visto d’in-
di 200.000, Francia e Spagna oltre
gresso e i mezzi legali per entrare in
100.000. Non va dimenticato, per
Europa. I previsti ingressi per lavoro
contro, che l’UE ha accolto in pochi
non riguardano paesi destabilizzati
mesi nel 2022 circa quattro milioni
da conflitti e repressioni, come Siria
di rifugiati ucraini, l’Italia 170.000,
e Afghanistan, e in ogni caso scalfi-
senza polemiche e distinguo. Nel
scono solo marginalmente questo
2023, l’Italia, con un incremen-
regime di mobilità profondamente
to (del 69,1%), insieme alla Lettonia
disuguale.
(+198,2%) e alla Grecia (+98,8%), è tra
i Paesi che ha registrato i maggiori L’Italia, fra contesti urbani e rura-
aumenti relativi di richiedenti asilo. li, vive queste dinamiche ormai da
secoli, ma il turning point storico è
Gli sbarchi non sono neppure una
collocabile tra la fine degli anni ’80 e
novità, e i flussi attuali non hanno
i primi anni ’90, con alcuni temi ed
dimensioni eccezionali. Si verifica-
eventi che hanno accelerato il rico-
no da circa tre decenni. Già nel 2004
noscimento pubblico del fenomeno,
Lampedusa aveva ricevuto la me-
tra i quali le polemiche ricorrenti dei
daglia d’oro al valor civile per il suo
sindaci di alcune città turistiche sul-
impegno nell’accoglienza dei pro-
la presenza dei lavoratori ambulanti
fughi, che nel 1999 avevano sfiorato
africani; l’uccisione di Jerry Masslo il
le 50.000 unità. Nel 2016 gli sbarchi
25 agosto del 1989 a Villa Literno e la
avevano superato quota 180.000. Le
successiva prima manifestazione na-
ONG, nuovamente additate come
zionale contro il razzismo il 7 ottobre;
fattore di attrazione dei viaggi per
il dibattito intorno alla legge Martelli
mare, nel 2022 avevano soccorso
(Legge 39/1990); l’arrivo a Bari del-
circa il 12% dei naufraghi, nel 2023
la nave Vlora l’8 agosto 1991, in viag-
soltanto il 10%, a causa delle limita-
gio da Durazzo. Ciononostante,
zioni imposte alle loro attività. Ciò
una parte consistente della società
10 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
italiana, e ancor più della politica di programmazione, ma soprattutto
italiana, sembra riluttante a pren- conteneva una visione semplicistica
dere consapevolezza della profon- del mercato del lavoro degli immi-
da trasformazione in senso multiet- grati, accompagnata da una serie di
nico e multiculturale che vivono da meccanismi complessi. Negli anni
allora i nostri territori. In Europa, a seguire, con la legge 39/1990 (c.d.
ben prima del 1991, si facevano lar- Legge Martelli) si ebbe un primo
go – non senza retoriche pubbliche tentativo di trattare in modo organi-
e provvedimenti d’urgenza – mo- co la questione, dando la sensazione
delli ispirati all’assimilazionismo (in che si potesse intravedere una politi-
Francia), alla centralità della dimen- ca italiana in tema di immigrazione.
sione comunitaria (in Germania), al In realtà nasceva per rispondere a si-
differenzialismo (in Gran Bretagna) tuazioni emergenziali e, forse, non è
o alla multiculturalità (in Svezia). È un caso che rappresenti ancora oggi
vero che tali modelli venivano spe- la base della legislazione in mate-
rimentati in un contesto storico di- ria. L’introduzione del Testo Unico
verso, ma hanno comunque consen- sull’immigrazione nel 1998, a segui-
tito di fondare sistemi di accoglienza to della legge 40/1998 (c.d. Legge
e inclusione dei migranti a tutt’og- Turco-Napolitano), è stato sicura-
gi operativi, evitando quantomeno mente un passaggio significativo, ma
di abbandonare il fenomeno ad un non determinante al fine di offrire
oblio intervallato da decretazioni in un modello italiano di accoglienza
stile reattivo-emergenziale. e inclusione, anche perché pesante-
mente riformata in senso restritti-
Di certo, la produzione legislativa
vo dalla legge 189/2002 (c.d. Legge
non è mancata, anche se fino alla metà
Bossi-Fini). Segue un ventennio se-
degli anni Ottanta del Novecento, la
gnato dall’avvicendarsi di “pacchet-
Repubblica Italiana, contraddicen-
ti sicurezza” (protagonisti soprat-
do le disposizioni dettate dall’art.
tutto i Ministri dell’Interno Maroni,
10, c.2 della Costituzione, regola-
Minniti, Salvini e Piantedosi), men-
va l’afflusso di cittadini stranieri
tre le ripetute sanatorie (otto in 34
sul proprio territorio rifacendosi al
anni) hanno rappresentato di fatto
Testo Unico delle Leggi di Pubblica
il pilastro delle politiche dell’immi-
Sicurezza del 1931, integrandolo pe-
grazione, configurando un model-
riodicamente con circolari mini-
lo di “accoglienza riluttante” di 2,4
steriali per colmare le lacune del-
milioni di lavoratori. Per i rifugiati,
la normativa fascista. Sarà la legge
mai destinatari di una legge organi-
943/1986 (c.d. Legge Foschi) il pri-
ca, sono state ripetutamente denun-
mo intervento normativo degno di
ciate pratiche discriminatorie dei
rilievo in materia di flussi migrato-
diritti umani nel farraginoso sistema
ri, anche se non prevedeva elementi
dell’accoglienza, fra hotspot, CPT,
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 11
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
CARA, CAS e nel sistema dei rimpa- spiegarsi i tempi prolungati di per-
tri, con i centri CIE-CPR, e di accor- manenza nel sistema di accoglienza
di con Paesi, quali la Libia, la Tunisia e l’insostenibilità dello stesso in ter-
e, da ultimo, l’Albania per contenere mini di rispetto dei diritti umani e,
gli arrivi o praticare vere e proprie altresì, come possa permanere nella
forme di respingimento, come è sta- condizione di cittadino a metà an-
to riconosciuto anche da sentenze, che chi, immigrato o immigrata ma
come nel caso “Hirsi Jamaa e altri residente regolarmente in Italia da
contro l’Italia”. diversi anni, non gode dei diritti di
elettorato attivo e passivo (soprattut-
Fanno eccezione rari casi di misure
to se extracomunitario), anche se in-
in materia di protezione internazio-
cide sulla composizione dei collegi
nale e di scelte che andrebbero raf-
elettorali (al primo gennaio 2023, gli
forzate per realizzare progetti soste-
stranieri regolarmente residenti in
nibili di accoglienza; è il caso, per
Italia sono 5,050 milioni, l’8,6% della
esempio, dell’ex Sistema di prote-
popolazione totale. Rispetto al 2022,
zione per richiedenti asilo e rifugiati
la presenza straniera si è accresciu-
(SPRAR), oggi Sistema di accoglien-
ta di 20 mila unità, +0,4%). Dunque,
za e integrazione (SAI), costituito
l’immigrato vive da suddito in un
dalla rete degli enti locali, che nel
Paese di cittadini.
2023 ha compiuto vent’anni dalla
sua istituzione, anche se il dibattito Ancor più dequalificante per una so-
giornalistico e politico sembra aver cietà democratica è la questione del-
dimenticato questo “anniversario” la cittadinanza con riferimento ai fi-
caratterizzato dal positivo protago- gli dei cittadini stranieri. Anche se
nismo delle città e delle società loca- nati in Italia, e quindi non migranti,
li. Fra le eccezioni, anche il grande vigendo lo jus sanguinis sono discri-
lavoro di molto volontariato laico e minati per ragioni biologiche e poco
religioso che tanto si spende su que- importa se condividono stili di vita,
sto fronte. dialetti e pratiche sociali dei coeta-
nei autoctoni. Infine, c’è il dramma
Forse, a ben vedere, ad oltre trent’anni
di quanti sono ridotti in schiavitù
dall’attracco della nave Vlora al porto
per consentire che una parte con-
di Bari, l’Italia un modello di acco-
sistente dell’economia agricola non
glienza e di inclusione per i rifugiati
vada in crisi!
l’ha elaborato ispirandosi alla cultu-
ra dell’emergenza e della sicurezza. Il tempo trascorso dall’approvazione
Per i lavoratori, è prevalso invece un della legge Martelli non sarà ricorda-
modello implicito d’inclusione, affi- to come un trentennio glorioso per
dato ai dinamismi del mercato, delle l’Italia in tema di politiche migra-
reti etniche e dell’attivismo della so- torie e modelli di accoglienza e in-
cietà civile. Diversamente è difficile clusione. Gli effetti della pandemia
12 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
da Covid-19 e della cultura politica dunque finalizzata a individuare e
di destra-centro che va diffonden- a promuovere ricadute sui contesti
dosi nel Paese stanno alimentando socio-territoriali, ma nel tempo ha
un sentimento di estraneità e con- anche sviluppato una serie di rap-
trapposizione per evitare/discrimi- porti con altre discipline– pensiamo
nare l’altro, soprattutto se immigra- all’urbanistica e alla geografia, sol-
to, innescando conflittualità latenti tanto per fare due esempi – che ne
o manifeste tra un “noi”, al quale la fanno uno snodo cruciale per la defi-
cittadinanza apparterrebbe per na- nizione delle traiettorie di benessere
scita, storia, tradizione, sangue e ra- e di sviluppo delle comunità locali,
dicamento territoriale, e un “loro”, i a varia scala, attraversate dagli effetti
nuovi arrivati, che – stando a taluni dei processi migratori: dal quartiere,
– “non possono” e “non devono” ri- alla città, all’area metropolitana, alla
vendicare diritti. Va anche detto che regione.
le soluzioni alternative alla politica
Si tratta di confrontarsi con una ge-
dell’emergenza frutto di alleanze tra
ografia della globalizzazione che as-
soggetti pubblici e privati, come le
socia la dispersione spaziale delle
esperienze virtuose dell’accoglienza
attività economiche di una singola
diffusa, risultano fortemente pena-
impresa in più Paesi, con la centra-
lizzate dalla ‘mediatizzazione’ del ri-
lizzazione a livello metropolitano di
fugiato come “untore” e come usur-
una serie di attività di controllo e di
patore delle risorse del welfare, la
management. Al contempo, va detto
cui rappresentazione emblematica
che tali sistemi urbani transnazio-
ricorre nel “reato di solidarietà”.
nali necessitano anche di un tipo di
In questa situazione assai critica e lavoro manuale, scarsamente retri-
ormai insostenibile, la Comunità buito e poco qualificato, che sembra
dei Sociologi e delle Sociologhe invisibile nell’economia globale, ma
dell’Ambiente e del Territorio ha che garantisce funzioni essenziali. È
molto da dire. Innanzitutto, perché la componente immigrata che più
la sociologia delle migrazioni è nel- spesso fornisce manodopera nell’e-
la tradizione della disciplina, e in se- dilizia, nei servizi di pulizia, di fac-
conda battuta perché alcuni di noi chinaggio e di trasporto, nei servizi
hanno, in questi anni, condiviso nel domestici e alla persona e, ancora,
campo della terza missione percor- nelle “attività affaristiche ancillari”,
si di impegno civile, partecipazio- quali boutique o ristoranti di lus-
ne politica, attività legate alla “que- so frequentati dai businessmen. Su
stione migratoria”. La Sociologia molti di questi lavori sembra che il
dell’Ambiente e del Territorio si velo di invisibilità sia stato squarcia-
qualifica non soltanto per essere de- to dalle emergenze sociali ed econo-
finita come una sociologia applicata, miche innescate dal Covid-19 anche
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 13
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
se, superata la fase pandemica, sem- di marginalità che maturano nelle
brano “ritornati nell’invisibilità”. città, dai centri storici alle periferie,
Una presenza, quella immigrata, che ma anche nelle campagne, a segui-
potrebbe – ispirandosi agli studi di to dello sfruttamento dei migranti in
Guido Martinotti – far ipotizzare agricoltura, come pure nel mercato
il consolidarsi di una “metropoli di della tratta a fini di sfruttamento ses-
quarta generazione” dove gli stranie- suale. La concentrazione spaziale è
ri abitano, lavorano e consumano. aggravata da processi di stigmatizza-
Prendono forma modelli territoria- zione, esito di strategie di etichetta-
li in cui gli immigrati ripropongono, mento e criminalizzazione di zone e
sebbene inseriti in una dimensione quartieri abitati da popolazioni im-
transnazionale, la centralità dei luo- migrate segregate come “classi pe-
ghi della loro quotidianità; soprat- ricolose”. Sono noti gli esempi di
tutto attraverso il lavoro, ma anche criminalizzazione con riferimento
declinando i legami familiari in vir- a problemi di natura sociale (come
tù di matrimoni misti o ricongiun- l’accattonaggio o il vivere senza di-
gimenti, esprimendo le rispettive mora) o di pratiche informali (come
pratiche religiose, educando i figli, l’ambulantato non registrato o le
alimentando rapporti di vicinato e occupazioni a scopo abitativo). Lo
promuovendo le culture di origine; stigma si attacca anche alle secon-
rivendicando legittimamente nuovi de e terze generazioni e si riprodu-
diritti di cittadinanza. ce nelle rappresentazioni allarmiste
che “razzializzano” la devianza mi-
La società italiana sembra accetta-
norile come fenomeno di gang di
re l’immigrato individualmente, in
immigrati.
quanto rispondente a precisi fabbi-
sogni sociali ed economici, ma di- In questo scenario emerge la crisi
venta tendenzialmente riluttante della città quale luogo di incontro e di
nei confronti dei nuovi arrivati se creatività culturale, quale fonte ine-
questi si insediano nei territori cer- sauribile di innovazione. Una temati-
cando spazi di socialità e avanzan- ca che torna ad essere, oggi, di straor-
do pratiche di riconoscimento. Un dinaria attualità, in quanto evidenzia
tema di straordinaria attualità se si che il diritto alla centralità porta in sé
pensa ai processi migratori che stan- quello a non essere periferizzati e se-
no attraversando il Mediterraneo e, gregati; pertanto, i cittadini devono
più in generale, l’Europa negli ulti- poter esprimere nei contesti urba-
mi anni, con episodi sempre più ri- ni il loro bisogno di socializzazione,
correnti di segregazione razziale, nonché di simboli, di immagini e di
sociale ed economica. A questi si ag- emozioni che gli scenari urbani sono
giungono tensioni, individuali e col- capaci di evocare. Un diritto alla cit-
lettive, alimentate dalle condizioni tà che deve essere riconosciuto anche
14 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
alle cittadine e ai cittadini stranieri processi di government e di parte-
immigrati e ai loro figli. cipazione alle decisioni che la po-
litica fa per il governo dei territori,
Al contempo si assiste ad un signi-
nonché agli effetti delle scelte degli
ficativo mutamento dei contesti ru-
amministratori locali con riferimen-
rali, per effetto di una profonda tra-
to alla trasformazione in senso mul-
sformazione dell’agricoltura, per
tietnico della società italiana.
i diversificati stili di consumo del-
le popolazioni urbane e per le nuo- Il livello locale va inteso ovviamen-
ve occasioni di residenzialità che la te come terminale di un fenomeno
campagna può offrire, dagli agritu- strutturalmente multiscalare, lad-
rismi alle diverse forme di agricol- dove nei territori si coagulano cre-
tura sociale. Proprio in contesti di scenti minacce globali, drammati-
piccoli e medi comuni, taluni deci- che configurazioni geopolitiche e
samente spopolati, si possono pre- nodi irrisolti in seno alle organizza-
sentare nuove occasioni di impiego zioni internazionali. Criticità parti-
per gli immigrati, nonché opportu- colarmente salienti se si osservano
nità residenziali a costi sostenibili, numeri, traiettorie e forme di gover-
purché i luoghi di lavoro e i servizi no delle migrazioni forzate per ra-
non siano troppo lontani. Senza di- gioni ambientali e climatiche, fermo
menticare che da Nord a Sud, mol- restando che i rifugiati ambientali,
te di queste realtà rurali si caratteriz- per quel che sappiamo, sono essen-
zano per economie agricole fondate zialmente interni, o comunque non
sullo sfruttamento degli immigra- fanno molta strada, stante una con-
ti, costretti in condizioni di vita da dizione di povertà che li costringe
sottoproletariato. La Sociologia ad essere forzatamente radicati. La
dell’Ambiente e del Territorio inten- stima – minimalista – della Banca
de interrogarsi sulle contraddizioni Mondiale prevede, comunque, 220
che nascono da una ruralità sempre milioni di persone in movimento
più urbanizzata, nonché sul signifi- per ragioni climatiche entro il 2050.
cato e sul ruolo che l’agricoltura ur- Di contro, come noto, nonostante il
bana può occupare per una migliore crescente contenzioso e gli impor-
qualità dell’ambiente di vita indi- tanti pronunciamenti dell’Interna-
viduale e collettivo, ma anche sulla tional Organization for Migration
necessità di restituire dignità e dirit- e dello Human Rights Council del-
ti alle cittadine e ai cittadini stranieri le Nazioni Unite, risulta quanto mai
immigrati e ai loro figli che vivono lontana l’istituzionalizzazione di una
in contesti rurali. filiera di accoglienza centrata sul-
la figura del rifugiato ambientale.
L’approccio socio-territorialmen-
Le migrazioni sono del resto feno-
te orientato non può non rivolge-
meni multicausali, come molti altri
re, altresì, particolare attenzione ai
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 15
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
fenomeni sociali: le cause ambienta- risposte concrete e puntuali, ma al
li s’intrecciano con altre nel produr- tempo stesso inserite in visioni inte-
re spostamenti di popolazione, per grate e capaci di guardare ad un fu-
esempio esasperando i conflitti per il turo di medio-lungo periodo con la
controllo di risorse scarse come l’ac- consapevolezza che fare Sociologia
qua o le terre coltivabili. dell’Ambiente e del Territorio con
riferimento al tema dei processi mi-
Per concludere, in un contesto den-
gratori e al loro impatto sui territo-
so di rischi e di incertezze per il go-
ri significa anche operare per il con-
verno dei processi migratori e per
solidamento della Cultura e delle
l’offerta di accoglienza e di inclu-
Istituzioni democratiche del nostro
sione, si delineano compiti urgen-
Paese.
ti per la Sociologia dell’Ambiente e
del Territorio che dispone di un pa-
trimonio di ricerche e di strumen-
ti che possono concorrere a un mi-
gliore governo del fenomeno, senza
rinunciare alla possibilità di pro-
blematizzare nuove categorie ana-
litiche. Il problema centrale non è
soltanto quello di difendere e conso-
lidare la propria ragion d’essere nel
mondo accademico o in quello del
sapere esperto. Prima ancora, la sfi-
da è rappresentata dall’esigenza di
contribuire ad affrontare problemi
sociali di crescente gravità per l’Italia
– quale quello in questione – offren-
do il proprio contributo in un qua-
dro sempre più contrassegnato dalla
necessità di oltrepassare gli steccati
disciplinari e di lavorare in sinergia
con studiosi di varia estrazione, con-
frontandosi anche con i saperi diffu-
si e le istanze che provengono dalle
Istituzioni, dalla popolazione e dalla
società civile.
Tale approccio richiede una più di-
retta relazione con i problemi che
si delineano su varie scale spazia-
li; problemi ai quali si tratta di dare
16 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Spazi e margini
MIGRANTI, MARGINI E CITTÀ: A CHE PUNTO
SIAMO?
Alcune riflessioni sui processi di periferizzazione ed espulsione
La distribuzione dei migranti nel
tessuto urbano ha sempre suscitato Maria Grazia MONTESANO
interesse nel dibattito pubblico e po-
litico, in Italia soprattutto dalla fine
degli anni Novanta del secolo scorso.
La presenza degli immigrati ha de-
stato una certa preoccupazione, in
particolare si è diffusa la paura del
“ghetto” come generatore di mar-
ginalità e violenza, simbolo di una
mancata integrazione dei migranti, di “soglie di tolleranza”. Nondimeno,
pericolosa per le città. Sul tema, nel sappiamo che la distribuzione degli
1983 viene pubblicato “Il ghetto dif- stranieri raramente ha portato alla
fuso” di Paolo Caputo, un contributo configurazione di veri e propri ghet-
pioneristico nel contesto italiano in ti nel contesto italiano. A parte la si-
tema di dinamiche abitative e pro- tuazione dei ghetti rurali che carat-
cessi di territorializzazione della po- terizza la vita dei braccianti, spesso
polazione straniera. La concentra- più che di ghetti si tratta di aree cir-
zione degli immigrati è vista come coscritte con concentrazione di po-
un pericolo per la coesione sociale; polazione non italiana e con una cer-
si parla infatti di “patologia del ghet- ta visibilità di migranti nei luoghi di
to” e si diffonde l’idea che sia ne- aggregazione (esercizi commerciali
cessario “isolare e dissolvere i foco- “etnici”, bar, piazze).
lai della patologia”. Tuttavia, diversi
Diversi studi sociologici hanno mo-
contributi hanno evidenziato come
strato che la condizione abitativa dei
la concentrazione degli stranie-
migranti si è caratterizzata fin dagli
ri non rappresenti di per sé un ele-
anni Novanta per una crisi che è poi
mento problematico, mettendo in
di fatto diventata permanente (Tosi,
discussione la necessità di politiche
1993; Petrillo, 2018). Gli immigrati
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 19
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
vivono negli spazi residuali in città, arrivare ad anni più recenti (2018) in
le abitazioni con gli standard abita- cui la presenza straniera è nettamen-
tivi peggiori, nelle aree meno desi- te più significativa nelle aree periferi-
derabili e a prezzi più bassi, talvolta che. Il meccanismo di periferizzazio-
occupando l’inabitabile. Si è parlato ne ed espulsione che investe questo
di “interstizi” e di “spazi liminali”, di particolare segmento di popolazione
condizioni di sovraffollamento, di si concretizza in una forza centrifu-
marginalità e disagio abitativo anche ga che spinge verso le aree più lonta-
estremo, di un mercato abitativo se- ne, talvolta nei quartieri caratterizzati
condario con affitti maggiorati in cui da profili socioeconomici più fragili,
gli immigrati si sono trovati di fat- dove evidentemente le case sono più
to intrappolati. Se è vero che i mi- accessibili, talvolta nella provincia
granti occupano ancora questi “spazi esterna ai confini della città.
di marginalità” (si pensi alle occupa-
Il processo di periferizzazione ed
zioni abitative, ai ghetti delle cam-
espulsione è generato da profon-
pagne, alle diverse situazioni di ho-
di cambiamenti che riguardano il
melessness), è anche vero che la loro
mercato immobiliare e l’accessibili-
distribuzione in città – in particolare
tà dell’alloggio. Da questo punto di
dei residenti stranieri – è significati-
vista, infatti, l’impatto del turismo e
vamente cambiata nel corso degli ul-
delle piattaforme di affitto breve sui
timi vent’anni.
prezzi delle case e sulla disponibili-
Da uno studio condotto sulle città tà di alloggi, ma anche i processi di
di Bologna e Milano è emerso come gentrificazione e rigenerazione ur-
la popolazione straniera residen- bana di ex-quartieri popolari, insie-
te sia investita da un crescente pro- me all’assenza di politiche abitative
cesso di espulsione dalle aree cen- pubbliche realmente efficaci, rap-
trali e di periferizzazione (Daconto, presentano il motore di processi di
Bergamaschi, Montesano, 2021). La espulsione che riguardano non solo
metodologia utilizzata, di caratte- la popolazione migrante ma tutti i
re quantitativo e georeferenziato, ha gruppi sociali più vulnerabili. Per
permesso di osservare la distribuzio- dirla in altri termini, le trasforma-
ne territoriale in prospettiva diacro- zioni urbane che investono alcune
nica e di individuare delle tendenze aree delle città, rendendole di fatto
trasformative nella distribuzione re- sempre più centrali, da un lato atti-
sidenziale della popolazione stranie- rano alcuni gruppi sociali, dall’altro
ra. Infatti, se in una prima fase, fino ne espellono altri, portandoli ad al-
all’inizio degli anni Duemila, i mi- lontanarsi (Semi, 2015). Insomma,
granti mostravano una distribuzio- l’altra faccia della medaglia del-
ne più marcata nelle aree del centro la periferizzazione è rappresenta-
storico delle città, circa dieci anni ta dai processi di centralizzazione,
dopo la tendenza si inverte, fino ad che portano alcune zone della città
20 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
ad essere “valorizzate”. Non sarebbe socio-spaziale che questi posso-
corretto, infatti, definire il centro e no produrre. Nella nuova stagione
la periferia solo in termini geografi- per la lotta per la casa che si aperta
ci: è evidente che i processi di peri- dopo la pandemia da Covid-19, alcu-
ferizzazione e centralizzazione non ni movimenti per il diritto all’abita-
riguardano unicamente la localizza- re – caratterizzati da un grande pro-
zione fisica di un luogo, ma processi tagonismo migrante – hanno saputo
di valorizzazione multidimensionali focalizzare le loro rivendicazioni sul
(economici, sociali, simbolici). diritto alla centralità, denunciando i
silenziosi meccanismi di espulsione
Inoltre, il processo di periferizza-
in atto e producendo forme di resi-
zione risulta di fatto invisibile per-
stenza e conflitto utili a mostrare le
ché non genera il dibattito politico
contraddizioni e le tensioni urbane
che invece la “paura del ghetto” ha
della città in trasformazione.
prodotto. Da questo punto di vista,
il rischio è quello di non riconosce-
re e quindi rendere invisibili i mec-
canismi di espulsione della popo-
lazione migrante e la marginalità
Occupazione abitativa a Bologna, Aprile 2023.
Fonte: foto dell’Autrice
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 21
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
CENTRI STORICI E IMMIGRATI FRA
MARGINALITÀ SOCIALE E PRATICHE DI
RADICAMENTO TERRITORIALE
Louis Wirth definiva la città come
“un modo di vita” – storicamente Carlo COLLOCA
melting-pot di popoli e culture – le
cui caratteristiche sarebbero tanto
più distintive quanto più essa è am-
pia, densamente popolata ed etero-
genea. Una città che può tornare a
essere guardata come “complesso di
città nella città”, di cui i centri stori-
ci ne sono parte integrante, e dove
differenti gruppi di abitanti e modi
di vita ‘lasciano tracce’ in ogni quar- reciprocamente (Bergamaschi e
tiere in maniera caratteristica, im- Lomonaco, 2022: 13-14) “rintraccia-
primendo nei luoghi sentimenti, re il tessuto significativo dei rappor-
tradizioni e storia. L’immigrazione ti primari a cui i tradizionali abitan-
contribuisce, in effetti, a trasformare ti hanno abdicato per un abitare più
le città, sia in senso sociale e demo- astratto e relegato nel privato della
grafico che in senso spaziale, gene- residenza” (La Cecla, 2000: 141).
rando una molteplicità di ambienti,
La specificità distributiva della popo-
visibili nella semplice ‘impronta’ ap-
lazione immigrata nei centri storici
portata dalla cultura materiale delle
delle città del Sud Italia rappresenta
nuove popolazioni che le abitano,
un modello insediativo, rispetto alle
che siano i luoghi del commercio et-
aree delle periferie geografiche del-
nico o i luoghi di culto. In un mondo
le città del Nord che – per spiegare
di “sradicati”, sembrano essere pro-
più approfonditamente la minore
prio gli immigrati, e più di frequen-
o maggiore mescolanza/separazio-
te nei centri storici, a testimoniare il
ne tra abitanti autoctoni e stranie-
rapporto circolare fra forme sociali
ri immigrati – chiama in causa una
e forme spaziali, che si definiscono
combinazione di fattori: differenze
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 23
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
di reddito e preferenze individuali, Quindi, possono essere schematica-
mercati immobiliari e del lavoro lo- mente rintracciate due visioni del-
cali, politiche pubbliche e forme di la città mediterranea in rapporto
discriminazione, nonché la diversa all’inclusione abitativa degli immi-
concentrazione dei vari gruppi na- grati. Una posizione che ne celebra
zionali immigrati. La collocazione il carattere armonico e di continu-
periferica può essere legata ad una ità, sottolineando la ricchezza sto-
bassa capacità trasformativa del con- rico-culturale delle città mediter-
testo e a un abitare limitato soltanto ranee, sedimentatasi in millenni di
a funzioni quali il dormire, che limi- commistione tra popoli e culture
ta le occasioni di interazione e di in- differenti; e una posizione che, al
staurazione di relazioni sociali signi- contrario, denuncia le incongruenze
ficative entro il contesto di quartiere e le spaccature che il fenomeno mi-
(Castrignanò, 2021). Le ragioni del- gratorio contribuisce a far emergere
la scelta insediativa sono parimen- anche nelle città del Sud Europa.
ti motivate da ragioni economiche,
Nella prima prospettiva, si esalta la
dal momento che si è in presenza
caratteristica di eterogeneità che fa
di centri urbani dove il costo della
proprio delle città del Mediterraneo
vita è più basso; al contempo occor-
uno “spazio-movimento”, ripren-
re contemplare motivazioni lega-
dendo le parole di Braudel (1987),
te alla volontà di mantenere vivo il
dove il disordine apparente non è al-
tessuto relazionale con la comunità
tro che la prosecuzione della loro an-
dei connazionali, per motivi affettivi
tica storia di “accatastamento di civil-
(presenza di associazioni e luoghi di
tà”. Proprio il Mediterraneo avrebbe
culto) o strumentali (sviluppo di eco-
da sempre fatto delle città che vi si
nomie etniche). La maggiore insi-
affacciano, naturali crocevia di po-
stenza di attività di vita quotidiana –
poli e civiltà differenti, lasciando in
risiedere, lavorare, e consumare, per
eredità un repertorio di modelli di
riprendere le categorie proposte da
socialità che possono essere letti nei
Martinotti – in alcune zone della cit-
reticoli di vie, cortili e piazze. Così,
tà, e particolarmente nei centri sto-
dopo decenni di progressivo svuota-
rici, potrebbe favorire maggiormen-
mento, i centri storici sarebbero tor-
te forme di radicamento territoriale.
nati al loro ruolo di centro attrattivo,
Maggiori chances di partecipazione
dando vita a modelli di insediamen-
sociale derivano dalle ‘disordinate’
to e di convivenza di gruppi e atti-
reti di relazione che più facilmente
vità differenziate. Forme dell’abitare
si profilano nella città compatta, che
e di vita in comune che fanno delle
coinvolgono anche gli autoctoni, e
città mediterranee un ambito privi-
sono spesso rafforzate dalla presen-
legiato di osservazione di processi di
za di forme di associazionismo etni-
ampia portata, in cui globale e locale
co o religioso.
24 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
trovano un terreno di incontro pro- frontiere simboliche sul piano spa-
prio nelle pratiche di vita quotidiana ziale: da distinzione culturale a occu-
che, utilizzando strumenti culturali pazione di territori, in cui la presen-
differenti, elaborano nuova cultura. za degli immigrati è costruita come
pericolosa, non soltanto perché gli
I mutamenti socio-culturali e terri-
stranieri si mescolano a noi, metten-
toriali della città, a seguito della pre-
do in questione le precarie certezze
senza degli immigrati, possono ren-
e le incerte identità degli autoctoni,
dersi visibili, però, anche nei luoghi
ma soprattutto perché si temono i
e nelle pratiche dell’esclusione spa-
costi dell’accoglienza e un peggiora-
ziale e sociale. Si tratta di persone
mento della qualità della vita dei ter-
private della possibilità di ‘materia-
ritori. Sono più spesso i residenti di
lizzare’, se non in forme provviso-
origine straniera a sommare in sé si-
rie e d’urgenza, la propria presenza;
tuazioni di marginalità sociale e pre-
oppure denunciare nuove forme di
carietà abitativa, suscitando il timore
ghettizzazione e segregazione ur-
dei residenti autoctoni di rimanervi
bana, che separa i gruppi deboli dal
invischiati, oltre ad essere, questi ul-
resto della società; oppure, ancora,
timi, già immersi in un clima ansio-
dare vita a conflitti di tipo culturale e
geno per gli effetti socio-territoriali
a reazioni contrastanti da parte delle
della c.d. ‘accoglienza diffusa’, quale
popolazioni autoctone. Come ricor-
risultato della distribuzione territo-
da Giandomenico Amendola, “la cit-
riale dei migranti in arrivo. La pre-
tà ancora una volta si divide in quelli
senza immigrata, per buona parte, si
che hanno e quelli che non hanno.
inserisce all’interno della porzione
Quelli che non hanno possono di-
di ‘popolazione trascurata’ che abi-
ventare l’incubo di quelli che hanno”
ta le città, che dà vita a nuove pra-
(1997: 41). Le popolazioni immigra-
tiche di radicamento nello spazio,
te sono il fattore ‘specchio’ anche di
facendo rivivere vecchi quartieri ab-
una fisica delle disuguaglianze che
bandonati e spazi pubblici in disuso,
si manifesta nella relazione ordina-
ma è percepita quasi esclusivamente
ria soggiacente al trattamento di vite
come ‘alterità incomprensibile’. Gli
precarie, minacciate e discriminate.
immigrati sono rappresentati, infat-
L’immigrazione è tematizzata e fatta
ti, come una ‘classe pericolosa’ com-
oggetto di discorsi politici principal-
posta dagli altri lavoratori dell’eco-
mente come ‘invasione’ territoria-
nomia globale, dagli altri giovani
le. Se da un lato, è possibile indivi-
delle periferie, dagli altri ambulanti
duare, entro una visione culturalista,
che occupano i marciapiedi, dagli al-
l’ancestrale opposizione tra noi e loro,
tri che bivaccano nei giardini pubbli-
quale regola ordinatrice e di signifi-
ci. Per parafrasare Pierre Bourdieu,
cazione del mondo, dall’altro lato,
le vite non si caratterizzano soltanto
si consuma uno spostamento delle
per la loro “condizione”: esse devono
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 25
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
essere comprese anche in termi- in una relazione mediata dalle isti-
ni di “posizione” nello spazio e, nel tuzioni, anche locali, che contribui-
caso degli immigrati, tale presenza li scono a mantenere e legittimare tali
fa percepire come ‘ostili’. La vita dei disuguaglianze. Considerare la vita
senza – che si tratti di persone senza nella prospettiva della disuguaglian-
permesso di soggiorno, senza citta- za offre una nuova intelligibilità del
dinanza, senza un domicilio o un la- mondo sociale, ma anche nuove
voro – si può comprenderla soltanto possibilità di intervento. Permette,
in relazione alla vita dei con, ossia di infatti, di passare da letture commi-
quanti beneficiano di queste risor- seranti e compassionevoli al ricono-
se, generalmente date per scontate, scimento dell’ingiustizia.
Catania, Villa Bellini, maggio 2024.
Fonte: foto dell’Autore
26 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
IL VIVERE MIGRANTE
FORME DI PERIFERICITÀ SOCIO-SPAZIALE E SCARRING EFFECT
Le forme “straniere” della
Valentina PANTALEO
perifericità socio-spaziale
La frammentazione del modello di
integrazione ha favorito condizioni
di subalternità del vivere e dell’esse-
re - nel senso di “trovarsi” - stranie-
ro immigrato in Italia. Una linea di
frattura con direttrici spaziali mul-
tiple (centro-periferia, nord-sud,
urbano-rurale) e temporali (prima di continue negoziazioni e riven-
e seconda accoglienza) che riferi- dicazioni con diversi attori sociali;
scono delle forme attuali del vive- inoltre, accanto a talune forme di se-
re migrante. Spesso irto di ostacoli gregazione nel mercato del lavoro,
nell’accesso al mercato del lavoro e il disagio abitativo interessa in ma-
ai servizi pubblici, alla vita culturale niera esponenzialmente più elevata
e politica, agli spazi urbani. Una tra- questo segmento di popolazione. La
ma che, nel contesto italiano, sem- percentuale di questa in condizione
bra ricomporsi in molteplici profili di povertà e di esclusione sociale as-
di perifericità socio-spaziale. sume un valore quasi doppio rispet-
Per coloro che migrano e che, tem- to a quella italiana rappresentando
poraneamente o stabilmente, appro- un concreto ostacolo all’acquisto di
dano in un nuovo contesto, la casa una casa (IDOS, 2023) e condizio-
non si esaurisce soltanto nello spazio nando fortemente la disponibilità
fisico dedito al ristoro e all’intimità reddituale per il soddisfacimento di
privata, ma si arricchisce dell’espe- ulteriori bisogni fondamentali.
rienza dell’ambiente sociale e cultu- Nel quadro di un progressivo in-
rale circostante. Già dalla prima ac- vestimento sulla proprietà privata,
coglienza, l’alloggio diviene l’esito
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 27
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
dell’esigua offerta di edilizia residen- spesso caratterizzata da condizioni
ziale pubblica e del mancato inve- di sovraffollamento e da standard
stimento sulle politiche della casa, abitativi inadeguati.
il disagio abitativo penalizza coloro
Un mosaico di diseguaglianze terri-
i quali non dispongono delle risor-
toriali che riflette processi di margi-
se economiche necessarie a far fron-
nalizzazione crescente e che invita
te alle richieste del mercato privato
a considerare la trasmissione del-
dell’affitto.
lo svantaggio intergenerazionale tra
Secondo le recenti stime, l’inciden- vecchi e nuovi abitanti.
za della componente residente stra-
niera si attesta al 8.5% al dicembre
2021, con una maggiore concentra- Il giovane migrante e lo
zione nel Nord-Ovest italiano e una scarring effect
percentuale più contenuta nel Sud e
La condizione del minore di origine
nelle isole (ISTAT, 2023). La variega-
straniera riassume le molte contrad-
ta articolazione della residenzialità
dizioni interne al welfare italiano di
straniera in Italia, tuttavia, restitui-
impronta familistica e le principali
sce un quadro in cui spinte differenti
sfide che deve superare chi vive in
costituiscono arcipelaghi di disegua-
uno stato di vulnerabilità socio-ter-
glianze socio-territoriali lungo l’as-
ritoriale. Di contro, vige una rap-
se centro-periferia. Accanto a for-
presentazione che non facilita una
me meno marcate di segregazione
sistematica comprensione dei flus-
spaziale rispetto ad altri contesti del
si in atto, delle rotte e dei percorsi
Nord Europa, tuttavia, si sperimenta-
intrapresi che producono esiti mol-
no forme complesse di segregazione
to differenti nei contesti di appro-
nelle realtà urbane italiane (Arabaci,
do. La morfologia del “territorio mi-
2007). Si tratta di un “turn over
grante” condiziona sensibilmente le
all’interno di quelle aree della città
possibilità di sfuggire dalla trappola
(centrali, periferiche o suburbane)
della povertà e dell’esclusione socia-
dove il bene casa è economicamente
le (Agustoni et al., 2015) in un paese
più accessibile” (Censis e Nomisma,
in cui “la trasmissione intergenera-
2017: 8): può trattarsi di quartieri o
zionale delle condizioni di vita sfa-
rioni centrali degradati della città
vorevole è particolarmente intensa”
compatta come nel caso delle grandi
(Istat, 2023: 46).
città del Centro-Sud Italia, di nuclei
suburbani lontani dal core urbano o, I dati sui minori stranieri in Italia ri-
ancora, di spinte centrifughe come feriscono di particolari condizioni
nel capoluogo lombardo e in rapido di indigenza che ostacolano concre-
aumento a seguito della crisi pande- tamente il processo di integrazione
mica. Un’edilizia “straniera” molto cadenzato dal sovente verificarsi di
28 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Densità di popolazione straniera al 2021 in alcune città italiane.
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat, 2021
eventi biografici che amplificano i notevolmente (ISMU ETS, 2024:
fattori di rischio quali, tra gli altri, 86-89). Gli studenti immigrati di
la bassa scolarità e la fragilità edu- prima generazione, ovvero quan-
cativa, l’isolamento sociale (Benassi, ti sono giunti in Italia con la fami-
2023). Dunque, può essere interes- glia/il genitore, conseguono risul-
sante riflettere su quanto la segrega- tati peggiori nelle competenze di
zione residenziale incida sui percor- base rispetto agli studenti autocto-
si formativi e sulla qualità della vita ni e ai coetanei di seconda genera-
dei “nuovi italiani”. Il background zione per i quali, verosimilmente, è
socio-economico e culturale, infat- già in atto un processo di inclusione
ti, può generare esiti differenti nei che registra non poche battute d’ar-
processi di inclusione di tale seg- resto - “in bilico tra appartenenza ed
mento della popolazione scolastica estraneità” (Ambrosini, 2004: 39) - e
che, nell’anno scolastico 2021/2022, tende ad abbattere le differenze cul-
rappresentava il 10,6% del totale; turali, in primis linguistiche. Inoltre,
una percentuale destinata a crescere molto frequente è il fenomeno
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 29
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
dell’abbandono scolastico e della di- in accordo con un’accezione ampia
spersione nel passaggio tra i diversi dell’abitare che racchiude istanze le-
gradi della scuola superiore, un re- gate non soltanto al bene casa, ma
taggio che si traduce spesso in un all’accesso ad ulteriori servizi essen-
precario inserimento lavorativo. ziali (sanitari e formativi ad esempio)
e alle varie opportunità culturali e
Sebbene occorra considerare la di-
ricreative che si offrono nei contesti
versa composizione delle popola-
di vita. Occorre investire sulle risor-
zioni residenti nelle macro-regioni
se e sulle opportunità locali, sul ca-
italiane, il fenomeno della segrega-
pitale umano e sociale presente nei
zione scolastica appare certamente
vari contesti, per contrastare forme
diffuso nelle regioni a maggiore in-
di “vulnerabilità caleidoscopiche” e
cidenza di studenti stranieri; tuttavia
di cui il disagio abitativo rappresenta
anche nelle regioni meridionali, a
espressione eloquente. Una riflessio-
fronte di una minore incidenza sul-
ne che invita la comunità dei socio-
la popolazione scolastica, la concen-
logi e delle sociologhe dell’ambiente
trazione di studenti immigrati nelle
e del territorio ad approfondire con
scuole appare elevata, probabilmen-
sempre maggior rigore le dinamiche
te a causa della maggiore segrega-
e gli intrecci delle diseguaglianze so-
zione residenziale (INAPP, 2023:
cio-spaziali che possono riprodurre
49-50).
forme di svantaggio sistemico, in un
Il fenomeno particolarmente diffu- mondo sempre più globalizzato.
so in Italia della povertà educativa
che può interessare anche i giovani
migranti, o non più tali in quanto di
“seconda generazione”, rappresenta
una forma particolarmente ambigua
che spesso si traduce nell’impossi-
bilità di sviluppare le competenze
chiave utili ad affrontare un mondo
in rapido mutamento. Appare ne-
cessario, allora, riuscire a contrasta-
re lo scarring effect (“effetto cicatrice”)
prodotto da condizioni di estrema
povertà, prima ancora che soprag-
giunga l’abbandono scolastico dif-
fuso tra gli ultimi anni del percorso
scolastico e la disoccupazione a bre-
ve o medio termine. Importante, in-
fine, immaginare interventi al croce-
via tra le diverse politiche settoriali
30 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Fonte: Thrasher Frederic M. (1923-1926), Chicago’s Gangland
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 31
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
ERP E SPAZIALIZZAZIONE DELLA POPOLAZIONE
STRANIERA A BOLOGNA
Elementi essenziali dell’e-
dilizia residenziale pubbli- Manuela MAGGIO
ca in Italia
Lo stock abitativo pubblico posse-
duto colloca l’Italia agli ultimi posti
delle classifiche europee per la per-
centuale di alloggi sociali con circa il
5% di alloggi popolari. La questione
abitativa, fortemente sentita a livel-
lo europeo, assume sempre più rile- l’individuazione di zone da de-
vanza nel contesto italiano, dove tra stinare alla creazione di comparti
il 1994 e il 2003, sono stati (s)venduti ERP, ma anche dei processi di alie-
oltre 100.000 alloggi pubblici. nazione del patrimonio pubblico
ai sensi della L. 24 Dicembre 1993,
Lo strumento dell’edilizia residen-
n. 560, della L. 23 Dicembre 2005,
ziale pubblica (ERP), ovvero di al-
n. 266 e della L. 23 Maggio 2014,
loggi di proprietà pubblica destinati
n. 80 che, oltre ad incentivare la
all’affitto per le fasce di popolazione
vendita del patrimonio abitativo
meno abbienti, ha delle caratteristi-
pubblico, hanno favorito la vendi-
che ben precise in Italia:
ta degli alloggi di proprietà pubbli-
• risulta spazialmente concentra- ca collocati in edifici a quota mag-
ta, con agglomerati più o meno giormente privata;
densi di alloggi di proprietà pub- • si rifà a norme di accesso poten-
blica destinati alle fasce più vulne- zialmente variegate tra un territo-
rabili del tessuto sociale. Questo rio locale e un altro in virtù della
a seguito della cosiddetta zoniz- cosiddetta regionalizzazione; tali
zazione dell’ERP ai sensi sia del- differenze comunque negli ultimi
la L. 167/1962, che ha previsto anni tendono ad armonizzarsi alla
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 33
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
luce di un generale inasprimento 2011, il 76% dei non autoctoni risie-
dei requisiti di accesso (Costarelli e deva in un alloggio in affitto, spesso
Maggio, 2021); in abitazioni peggio conservate; era
• va residualizzandosi, processo con- sovra-rappresentato all’interno di
troverso e allo stesso tempo cor- edifici costruiti prima del 1960, risie-
tocircuito esito da un lato dei dendo in alloggi in media di mino-
processi di privatizzazione del pa- ri dimensioni rispetto agli autoctoni
trimonio, dall’altro dell’indebo- e, conseguentemente, era maggior-
limento delle fasce della popola- mente esposto al rischio di sovraf-
zione che riescono ad accedervi. Il follamento (Maggio e Lomonaco,
turn over all’interno degli alloggi 2020).
ERP è infatti particolarmente bas-
Bologna, all’interno del panorama
so, la domanda di accesso all’ERP
italiano, è una tra le città con le più
sempre più corposa e articolata
alte quote di alloggi dedicati all’af-
ma anche sempre più complessa
fitto; una parte di questi sono affit-
in termini di bisogni sociali, di-
tati a canone sociale, rientrando nel
namica che impatta a livello mi-
comparto ERP che, seppur non suf-
cro-spaziale e di comparto abitati-
ficiente a soddisfare tutte le esigen-
vo (Bergamaschi e Maggio, 2020).
ze espresse a livello locale, intercet-
Probabilmente anche a fronte di
ta il fabbisogno di una buona parte
questa dinamica, con l’intento di
di popolazione con cittadinanza non
rendere maggiormente eterogenei
italiana residente a Bologna, sia in
i caseggiati e i contesti ERP miti-
termini di domanda di casa, sia in
gando e arginando i possibili effetti
termini di assegnazione di alloggi.
avversi di una marcata sovrapposi-
Rispetto alla domanda di ERP, ad
zione tra fragilità sociale e concen-
esempio, se fino al 2009 la maggior
trazione spaziale della stessa, sono
parte dei richiedenti possedeva citta-
in corso di inserimento in alcune
dinanza italiana, negli ultimi anni si
normative regionali o regolamen-
è osservata un’inversione di tenden-
ti ERP locali riferimenti espliciti o
za e oggi circa il 60% delle doman-
impliciti al principio del mix so-
de proviene da persone con cittadi-
ciale (Costarelli e Maggio, 2021).
nanza non italiana (dato aggiornato
al 2020). La medesima dinamica ha
Stranieri e alloggi a Bologna interessato alcune delle più recenti
La popolazione straniera presente in assegnazioni di alloggi ERP. Inoltre,
Italia rientra in quella quota di resi- all’interno delle abitazioni ERP è os-
denti che più frequentemente si tro- servabile la sovra-rappresentazione
va in condizioni abitative più pre- di alcune cittadinanze straniere. Nel
carie. Nella città di Bologna, sulla 2016, ad esempio, il 6% della popo-
base della rilevazione censuaria del lazione totale residente a Bologna
34 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
viveva in un alloggio ERP ma, se il pdf), tutte aree dove l’alloggio ERP
5% dei residenti italiani ne era inte- risulta sovra-rappresentato (coin-
ressato, le percentuali risultavano volgendo dal 16% al 37% del tota-
particolarmente elevate per altre cit- le degli alloggi) e alcune peculiari-
tadinanze: oltre il 50% delle persone tà socio-demografica evidenziabili.
marocchine residenti in città abitava Nell’area Cavedone, ad esempio, nel
un alloggio ERP, stessa dinamica per 2018 il 60% dei residenti stranieri vi-
oltre il 40% dei tunisini, il 38% degli veva all’interno di un alloggio ERP e
eritrei, il 20% degli egiziani, e in per- tra essi risultavano la totalità dei re-
centuale variabile tra il 10% e il 19% sidenti bangladesi, cinesi, marocchi-
erano coinvolti albanesi, bangladesi, ni, pakistani e tunisini e buona par-
indiani, nigeriani, peruviani, srilan- te di peruviani e srilankesi; abitava
kesi (Bergamaschi e Maggio, 2019; inoltre un alloggio popolare l’89%
Comune di Bologna, 2018). dei residenti nati in un paese ex-
tra-UE, il 76% della popolazione re-
sidente straniera con età compresa
La relazione tra ERP e vul- tra 0 e 18 anni e la totalità di quella
nerabilità sociale a Bologna con almeno 70 anni. Dinamica simi-
le riguardava l’area Croce del Biacco
Il contesto bolognese negli ulti-
dove l’alloggio popolare coinvolge-
mi anni ha ispirato alcune ricerche
va il 54% dei residenti con cittadi-
e permette di portare avanti la ri-
nanza non italiana: tra questi quasi
flessione sull’evoluzione della que-
la totalità dei residenti marocchini,
stione abitativa e sulla metamorfo-
tunisini, srilankesi e ucraini e gran
si dei contesti ERP. Il Nuovo Piano
parte di quelli nigeriani, pakistani e
Urbanistico Generale (PUG), entrato
peruviani; abitava inoltre un allog-
in vigore nel 2020, individua 8 am-
gio popolare l’89% delle persone re-
biti territoriali (aree statistiche) parti-
sidenti nate in un paese extra-UE e
colarmente fragili in base all’indice
gran parte di giovanissimi e anziani
di vulnerabilità ideato dal Comune
stranieri (il 60% nel caso di giovani
di Bologna: Cavedone, Croce
fino a 18 anni e il 74% degli anziani
del Biacco, Mulino del Gomito,
con almeno 70 anni). A Mulino del
Pescarola, Piazza dell’Unità, Pilastro,
Gomito, dove erano presenti un to-
Via del Lavoro e Villaggio della
tale di 78 alloggi ERP, vi alloggiava
Barca (per un maggiore approfon-
il 96% dei residenti nati in uno stato
dimento si rimanda al link: https://
extra-UE e residente in area, la mag-
[Link]/alfresco/d/d/
gior parte dei giovani stranieri fino a
workspace/SpacesStore/ad08c574-
18 anni (il 53%) e la totalità degli stra-
b57a-4863-9deb-36fde7343c75/02_
nieri con almeno 70 anni.
ApprofondimentiConoscitivi-l_
D i m e n s i o n e S o c i a l e _ A P P Rwe b .
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 35
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Aree a rischio di marginalità sociale (PUG – Bologna), tratti distintivi per presenza
ERP ed evoluzione percentuale della popolazione non autoctona (anni 2018-2023).
Fonte: dati 2018 e ERP dal Piano Urbanistico Generale, Comune di Bologna, 2020;
dati 2023 elaborazione personale su dati del Comune di Bologna
Queste aree, tutte connotate da un delle popolazioni straniere e quale
alto tasso relativo di ERP, ad oggi, pre- l’impatto a livello micro-territoria-
sentano un aumento della popola- le? Non tutti i contesti ERP in Italia
zione non autoctona particolarmen- registrano le medesime evoluzioni
te rapido (con un aumento da 0 a 5 ma si ritiene essenziale monitorarne
punti percentuali nell’arco di cinque l’andamento vagliando potenzialità
anni). Quale, ci si domanda allora, il e criticità mantenendo l’attenzione
ruolo dell’ERP nella spazializzazione sui territori e sulle peculiarità locali.
36 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
LA SOCIOLOGIA DI FRONTE ALLA COLONIALITÀ
DELLO SPAZIO
La sociologia e l’agire
dominante Marianna RAGONE
Gennaro AVALLONE
In un’intervista fatta a Pierre
Bourdieu nel 1977 sul canale radio
di France Culture, lo studioso affer-
ma che la sociologia consiste nella
demolizione del soggetto. Nella sua
proposta metodologica, il lavoro dei
sociologi e delle sociologhe dovreb-
be consistere nella distruzione delle terza generazione. Le persone che
ragioni incoscienti dell’individuo e, vivono la condizione di emigrazio-
quindi, delle idee e dei comporta- ne-immigrazione sono descritte per
menti incorporati che riproducono quello che fanno o che dovrebbero
la struttura agendo i rapporti di do- fare al fine di rispondere agli inte-
minazione. Questa ambizione non ressi dello Stato di arrivo e non per
ha liberato la sociologia dall’agire quello che sono: appunto, persone
dominante e questa consapevolezza che vivono l’esperienza della mobi-
dovrebbe aiutare chi la pratica a in- lità spaziale internazionale.
terrogarsi maggiormente sulla pro-
duzione dei saperi proposti.
Sociologia e saperi coloniali
Nel campo della sociologia delle mi-
grazioni, ad esempio, vigono tuttora Pensiamo che accogliere questo mo-
linguaggi e strumenti di analisi che nito potrebbe non solo rendere la
potrebbero rivelarsi deumanizzan- disciplina più riflessiva riguardo ai
ti, basti pensare alle parole utilizzate saperi già consolidati, ma anche più
nei nostri articoli e libri per ragiona- sensibile a temi su cui ci si è sof-
re sui processi migratori: integra- fermati poco e sui motivi che han-
zione, flussi, manodopera, seconda/ no portato a questa selettività. Tra
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 37
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
questi temi, evidenziamo che una per tutti), ma sono ancora al centro
ridotta attenzione è stata dedicata al del modo in cui lo spazio è conce-
fenomeno coloniale come sistema pito in Europa, ad esempio nel-
sociale, spaziale ed epistemico e agli la separazione tra le zone residen-
effetti che esso continua a produrre ziali per le classi sociali benestanti
anche in contesti storici e geografici e quelle destinate all’edilizia pub-
formalmente post-coloniali. blica, così come accade in una par-
te delle enclave agricole, con le aree
La sociologia dell’ambiente e del
di baracche e “ghetti” rurali abitati
territorio in Italia, infatti, nonostan-
da braccianti e lavoratori immigrati
te si sia occupata sin dagli albori del-
(Avallone e Torre, 2016).
la disciplina delle migrazioni e dello
spazio urbano, ha tralasciato spes-
so la questione coloniale che è col- Razzializzazione e organiz-
legata sia ai processi migratori che
zazione sociospaziale
alla produzione dello spazio. Come
messo in luce da Giovanni Picker e Alla base di questo fenomeno c’è il
Noa K. Ha nella loro introduzione al processo di razzializzazione, an-
libro ‘European cities. Modernity, race ch’esso piuttosto assente nell’analisi
and colonialism’ (2022), nella sociolo- della sociologia del territorio a di-
gia contemporanea europea manca spetto dell’importanza che ha ini-
una riflessione sulla persistenza de- ziato ad assumere nella sociologia
gli effetti dell’organizzazione colo- contemporanea a partire dagli anni
niale degli spazi sulle città europee. Settanta, dal momento che ha per-
Il colonialismo storico non è soltan- messo di studiare i processi di ge-
to una delle cause fondamentali di- rarchizzazione sociale generati dal-
rette e indirette della maggior par- la costruzione socioculturale della
te delle migrazioni dal Sud Globale “razza” (Frisina, 2020), la quale, non
verso l’Europa, ma è anche un di- avendo un significato biologico, è il
spositivo spaziale ancora strutturan- prodotto di complessi intrecci so-
te. Per il potere coloniale è stato ed cioculturali connessi anche, ma non
è tuttora imprescindibile occupare solo, al colonialismo.
lo spazio per occupare i corpi: il caso
Le persone e gli spazi sono defini-
della Palestina ne è senza dubbio un
ti anche in base al modo in cui ven-
esempio feroce e mortale.
gono razzializzati (Howell e Korver-
I saperi coloniali che hanno permes- Glenn, 2021) e ciò significa che il
so l’organizzazione spaziale delle processo di valutazione economica,
città non sono rimasti attivi in modo sociale e simbolica avvantaggia prin-
esclusivo nei territori colonizzati, né cipalmente i prodotti, i luoghi e le
si sono estinti con la decolonizzazio- persone “bianche”, mentre la svalu-
ne (avvenuta per alcuni gruppi e non tazione ricade principalmente sulle
38 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
persone, e le relative aree spaziali, queste persone ad “oggetti coloniali”
“non bianche” (Dantzler, 2021). delle politiche spaziali.
In definitiva, la critica dei saperi co-
Per una critica pratica del- loniali potrebbe permettere alla so-
ciologia di proporre una critica delle
lo spazio coloniale politiche spaziali gerarchizzanti, fa-
Queste indicazioni scientifiche do- vorendo il suo contributo a un abita-
vrebbero farci considerare nuove re democratico.
strade epistemologiche e riflessi-
ve che potrebbero rivelarsi utili per
studiare le migrazioni, le trasfor-
mazioni urbane, la gentrificazione,
le disuguaglianze sociospaziali, la
segregazione e la periferizzazione
territoriale, anche attraverso le len-
ti della razzializzazione e dell’orga-
nizzazione coloniale dello spazio. Le
stesse indicazioni dovrebbero esse-
re considerate dagli organismi isti-
tuzionali e si potrebbero tradurre in
politiche spaziali, alle quali andreb-
bero accompagnate politiche sulla
liberalizzazione dei visti, sul salario
e sul reddito. Nel caso delle enclave
agricole si potrebbero immaginare
decisioni statali che mettano al cen-
tro della progettazione abitativa e
spaziale le rivendicazioni delle per-
sone che, in forme stabili, stagionali
o saltuarie, si trovano a vivere e lavo-
rare in queste aree, riconoscendo ri-
levanza alle forme di organizzazione
autonoma dello spazio. Si potrebbe,
in questo modo, aspirare a delle po-
litiche dell’abitare politicamente ne-
goziate, che potrebbero permettere,
almeno in parte, di superare le dure
condizioni di vita ma anche di met-
tere in discussione la riduzione di
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 39
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
IDENTITÀ ETNICA E SVILUPPO TURISTICO
IL CASO DELLE COMUNITÀ ARBËRESHE DI SICILIA1
Introduzione
Antonino Mario OLIVERI
L’identità etnica è un fenomeno Gabriella POLIZZI
complesso, definibile tramite le sue
varie dimensioni costituenti come
“un sentimento di appartenenza al
proprio gruppo, una chiara com-
prensione del significato della pro-
pria appartenenza, atteggiamenti
positivi nei confronti del gruppo, fa-
miliarità con la sua storia e cultura, e
riferimento al cosiddetto “turismo
il coinvolgimento nelle sue pratiche”
etnico” (Yang and Wall, 2009), per
(Phinney et al., 1994: 169).
il quale l’esistenza di lingue di mi-
Tra identità etnica, turismo e svilup- noranza – oltre che di tutto il ricco
po locale esiste una relazione ambi- patrimonio culturale associato – co-
valente. Se, da una parte, l’arrivo di stituisce un fattore di attrazione turi-
flussi turistici su un territorio è un stica e una potenziale leva di svilup-
fattore che rischia di compromette- po dei territori.
re l’integrità sia dell’ambiente fisico
Al fine di rilevare l’identità etnica
sia dell’identità culturale delle co-
dei residenti appare necessario co-
munità locali, dall’altra parte, è sta-
struire e utilizzare idonei strumen-
to osservato che il turismo, se ade-
ti di misurazione, obiettivo al quale
guatamente gestito, può contribuire
recentemente ha mirato una ricer-
a preservare e a valorizzare l’identi-
ca condotta in due comuni siciliani
tà culturale delle comunità ospitanti,
di origine arbëreshe. Tale origine è
anziché danneggiarla (Greathouse-
quella che identifica la minoranza
Amador, 2005). Si fa specifico
linguistico-culturale degli “Albanesi
1 Il lavoro è frutto della responsabilità congiunta dei due autori. Antonino Mario Oliveri
ha steso i paragrafi 3 e 4. Gabriella Polizzi ha steso i paragrafi 1 e 2.
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 41
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
d’Italia”, discendenti da quel vasto Palermo. Tuttavia, come in altri co-
gruppo di abitanti dell’Albania che, a muni dell’entroterra siculo, anche
partire dal XV secolo, si stanziarono questi, in anni recenti, risultano af-
in Italia meridionale e insulare. fetti da un progressivo spopolamen-
to. Dal trasferimento dei più giovani
Di tale ricerca sono presentati di se-
in altre città italiane o straniere deri-
guito alcuni risultati, che possono
va un aumento nel numero di matri-
costituire la base conoscitiva di par-
moni “misti” e la conseguente nasci-
tenza per la progettazione di poli-
ta di figli che non parlano la lingua
tiche culturali e turistiche volte a
arbëreshe. Ne consegue che, nell’ar-
preservare e a valorizzare l’identità
co di poche generazioni, perfino i
etnica dei residenti intesa come at-
comuni arbëreshë con una più forte
trattore turistico.
identità etnica potrebbero perdere le
loro peculiarità. Da qui l’idea che il
Le comunità arbëreshe di turismo etnico responsabile e rela-
Sicilia tra rischio di spopo- zionale possa costituire la leva prin-
cipale e più naturale per la preserva-
lamento e potenzialità di zione e lo sviluppo socio-economico
sviluppo turistico dei territori a minoranza linguistica
Nel XV secolo e nei seguenti, a segui- e culturale.
to dell’occupazione dell’Albania da In questo contesto assumono un
parte dell’impero ottomano, si ve- ruolo centrale le comunità ospitan-
rificò una diaspora che condusse in ti, dato che qualunque politica turi-
Italia meridionale e insulare migliaia stica – per essere efficace – necessita
di esuli. Questi costituirono in Italia del loro coinvolgimento e suppor-
varie comunità, alcune delle quali to (Harrill, 2004), all’interno di una
tuttora caratterizzate da tratti cultu- visione di “empowerment” delle
rali distintivi, quali la lingua – l’ar- comunità locali e di applicazione
bërisht – oggi per lo più tramandata dei principi già enunciati nel sum-
oralmente, il culto cattolico orienta- mit di Rio del 1992, in Agenda 21 e,
le di rito bizantino e tradizioni e fe- più recentemente, in Agenda 2030.
ste locali. Affinché una politica turistica locale
In Sicilia i comuni in cui si insedia- possa essere centrata sull’identità et-
rono inizialmente gli Albanesi sono nica dei residenti occorre che tale at-
numerosi, anche se in parecchi si è trattore sia presente e rilevabile.
quasi persa la memoria delle origi-
ni, lingua inclusa. L’arbërisht si con-
tinua a parlare diffusamente nei
La ricerca
tre comuni di Piana degli Albanesi, Con lo scopo di rilevare l’identità
Santa Cristina Gela, Contessa etnica delle popolazioni arbëreshe
Entellina, situati in provincia di presenti in Sicilia, nel 2016 è stato
42 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
costruito un questionario succes- Castriota Skanderbeg. La percen-
sivamente somministrato alle fa- tuale si abbassa al 30% quando si
miglie degli studenti dell’Istituto tratta di riferire alcune sue impre-
Comprensivo Statale “Skanderbeg”, se; percentuali simili sono state ri-
situato nei comuni di Piana degli levate per quanto riguarda la cono-
Albanesi e Santa Cristina Gela in scenza nei confronti di chi autorizzò
provincia di Palermo (Oliveri and gli Albanesi ad insediarsi in Italia.
Polizzi, 2023). Rispetto all’uso della lingua, se più
dell’85% riferisce di parlare l’arbëris-
Il focus della ricerca è stato duplice:
ht con i nonni, con i genitori e con i
• un filone è consistito nel rilevare fratelli-sorelle, il 76,5% parla la lingua
l’identità etnica con riferimento a con il/la coniuge e meno del 70% la
tutte le dimensioni teoriche costi- parla con i figli. Coerentemente, cir-
tutive del concetto; ca il 70% vorrebbe che i figli impa-
• un altro filone ha analizzato le ca- rassero a leggere, scrivere o parlare
ratteristiche psicometriche del- l’arbërisht. Per quanto riguarda l’au-
le scale inserite nel questionario, to-identificazione dei rispondenti, essi
che derivano in parte dai diffe- si percepiscono come “arbëreshë” e
renti strumenti di misurazione “italiani” ma non come “siciliani” af-
utilizzati in letteratura, vale a fermano di non conoscere bene la
dire: Multigroup Ethnic Identity cultura siciliana e il dialetto sicilia-
Measure (MEIM); Ethnic Identity no, di non parlarlo tra loro né con i
Scale (EIS); Familial Ethnic siciliani. Riguardo ai consumi alimen-
Socialization Measure (FESM). tari a casa, afferma di mangiare piat-
Sono stati restituiti 207 questionari, ti della tradizione albanese lo 0,6%,
178 dei quali sono stati inclusi nel- piatti della tradizione arbëreshe il
lo studio sulla base dei due criteri 17,4%, piatti della tradizione siciliana
di ammissibilità seguenti: il posses- il 63,4% e piatti della tradizione ita-
so della cittadinanza italiana da par- liana l’80,1%. È degno di nota il fat-
te dei rispondenti e un’auto-valuta- to che i comuni arbëreshë di Sicilia
ta capacità di parlare e comprendere siano rinomati non per la produzio-
l’arbërisht orale. I risultati della ri- ne di cibi o dolci arbëreshë ma per la
cerca hanno confermato la comples- produzione del cannolo alla ricotta,
sità della situazione precedentemen- uno dei dolci più tipici della tradi-
te rappresentata. zione siciliana.
Per quanto riguarda la conoscenza del-
le proprie origini arbëreshe, solo il 22%
Conclusioni e prospettive
ritiene di conoscere la storia e le tra-
dizioni arbëreshe meglio di quel-
di ricerca futura
le italiane o siciliane. Il 70% conosce La ricerca ha evidenziato che
la figura dell’eroe nazionale Giorgio nei due Comuni siciliani presi in
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 43
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
considerazione diversi elementi co- La ricerca sarà prossimamente ri-
stituenti l’identità etnica risultano petuta ed ampliata sulla popola-
deboli e bisognosi di rafforzamento: zione dei comuni arbëreshë italia-
si pensi, ad esempio, alla conoscen- ni sfruttando le opportunità offerte
za della storia condivisa e alle tradi- dal Progetto di Rilevante Interesse
zioni enogastronomiche; invece, gli Nazionale (PRIN) 2022 dal titolo
aspetti maggiormente legati all’uso “[Link]-Archivio Linguistico
della lingua sembrano al momento ARbëresh e Italo-romanzo in
meno bisognosi di interventi urgenti Contatto” (Coordinatore nazionale il
di tutela. prof. Francesco Altimari, Università
della Calabria).
Festa in abito tradizionale nel comune di Piana degli Albanesi.
Fonte: Shutterstock
44 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
L’IMPRENDITORIA IMMIGRATA
SPAZI DI OPPORTUNITÀ E MECCANISMI RELAZIONALI NELLE STRATEGIE DI IMPRESA
L’imprenditoria di immigrati Maria Camilla FRAUDATARIO
La partecipazione degli immigrati al
mercato del lavoro è cruciale per l’in-
tegrazione in altre sfere della società.
Il miglioramento delle condizioni
economiche facilita l’accesso ad abi-
tazioni dignitose, aumenta le capa-
cità di consumo, e migliora la quali-
tà della vita. Tra le varie modalità di
partecipazione al lavoro, l’impren-
prospettiva di economia nazionale:
ditoria immigrata è stata oggetto di
secondo una stima della Fondazione
particolari attenzioni nell’ambito
Leone Moressa (2023), il contributo
della nostra disciplina che ne ha ana-
dei lavoratori immigrati, comprese
lizzato gli effetti a livello individuale,
le imprese da loro avviate, rappre-
comunitario e territoriale.
senta il 9% del PIL italiano.
Per molti immigrati, il lavoro auto-
Spostando l’attenzione sui contesti
nomo fornisce un espediente per
locali, molti studi hanno osservato
migliorare il proprio status socioe-
come le imprese possono stimola-
conomico. La creazione di attività
re cambiamenti positivi o segnare il
commerciali, al contempo, contri-
declino di un’area. Ad esempio, vari
buisce all’organizzazione delle co-
ristoranti etnici e take-away hanno
munità etniche nei paesi di destina-
innescato processi di trasformazione
zione, perché fornisce beni e servizi
urbana, riattivando il commercio in
difficilmente reperibili e crea posti di
quartieri degradati e rendendoli più
lavoro solitamente a beneficio della
vivaci e sicuri (come è accaduto in via
comunità. L’impatto delle imprese
Sarpi a Milano o nel Rione Sanità a
straniere è significativo anche da una
Napoli). Tuttavia, la concentrazione
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 45
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
di esercizi commerciali in quartieri incontrate nell’ottenimento di mi-
poveri può anche suscitare reazioni gliori posizioni occupazionali e ben
ambivalenti tra i residenti, dove la remunerate. In questo senso, l’im-
percezione di un’invasione culturale prenditorialità celerebbe un’inte-
può sollevare forti tensioni e situa- grazione apparente, risultante dal
zioni di conflitto (Agustoni e Alietti, sistematico svantaggio subito nel
2009). mercato del lavoro dipendente, rap-
presentando un’alternativa alla di-
Per comprendere a fondo i mecca-
soccupazione (Ambrosini, 2015).
nismi dell’imprenditorialità immi-
grata, è necessario considerare sia Nelle sezioni successive si analizza la
le condizioni di partenza dei singo- consistenza dell’imprenditoria stra-
li che le opportunità in determina- niera in Italia e si discutono alcuni
ti settori economici. La creazione risultati di sintesi di una ricerca con-
di attività economiche riflette spes- dotta sulle attività economiche de-
so una fase matura dell’immigra- gli srilankesi a Napoli nel triennio
zione, caratterizzata da una presen- 2019-2021.
za straniera stabilizzata da tempo in
un territorio. Prima di approdare in
regime di lavoro autonomo, molti La consistenza delle impre-
immigrati hanno accumulato espe- se di immigrati in Italia
rienza come lavoratori dipendenti,
Secondo i dati di Infocamere del 31
oltre a risorse finanziarie, relazioni e
dicembre 2023, le imprese stranie-
informazioni necessarie per avviare
re attive in Italia sono 663.615, di cui
una mobilità lavorativa. In una ana-
l’80% gestite da individui di origi-
lisi di costi e benefici, gli immigrati
ne extraeuropea. Tra queste, la for-
valutano le opportunità di mercato,
ma giuridica prevalente è l’impre-
anche in relazione ai quadri norma-
sa individuale (79%), mentre il 15% è
tivi che regolano l’accesso ai settori.
registrato come società di capitali.
In Italia, dove le imprese sono for-
Le imprese operano nel commer-
temente regolate, gli immigrati si
cio (47%), nelle costruzioni (24%) e
orientano verso i settori più flessibili
nei servizi (17%) e sono di piccole di-
(es.: edilizia, agricoltura, commercio,
mensioni, con un massimo di 5 ad-
tessile, ristorazione e servizi), che
detti (70%). Le nazionalità dei tito-
sono meno attrattivi per gli autoc-
lari vedono una predominanza di
toni, ma che soddisfano la domanda
cinesi (13%), marocchini (11%), alba-
delle comunità straniere.
nesi (10%), bengalesi (6%), riflettendo
Non vanno trascurate le motivazio- la distribuzione delle comunità nel
ni che sottendono le strategie di au- territorio italiano. Nel 73,8% dei casi,
toimpiego, le quali possono anche sono uomini piuttosto giovani (30-
riflettere una risposta alle difficoltà 49 anni).
46 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
La distribuzione territoriale mo- individuali è il desiderio di riscatto
stra una maggiore incidenza di im- sociale e di avanzamento professio-
prese nel centro-nord: Toscana e nale. Dopo anni di lavoro subalterno
Liguria (16%), Friuli-Venezia Giulia come badanti e personale impiegato
(14%), Emilia-Romagna e Lombardia nella ristorazione, fare impresa è un
(13,8%), Piemonte e Veneto (12%). mezzo per l’autorealizzazione.
Nel sud Italia e nelle isole, l’inciden-
Esplorando i meccanismi generati-
za media è del 6,5%. In riferimen-
vi dell’impresa srilankese, emerge il
to all’imprenditoria srilankese, fo-
ruolo assunto dalle reti sociali e dal-
cus di questo contributo, il rapporto
le risorse veicolate al loro interno
del 2023 del Ministero del Lavoro
(Fraudatario et al, 2024). Nelle fasi
e delle Politiche Sociali segnala che
iniziali, il supporto della famiglia e
la più elevata incidenza di impre-
dei connazionali è essenziale per svi-
se è in Campania (39,7%), seguita da
luppare le idee imprenditoriali e ot-
Lombardia (19%) e Sicilia (11,7%).
tenere un sostengo finanziario.
Quando gli srilankesi si interfaccia-
I meccanismi generativi no con le istituzioni locali emergono
dell’imprenditoria srilanke- i primi vincoli, che si traducono in ri-
se a Napoli tardi nell’avvio delle attività. In par-
ticolare, l’adempimento di procedu-
Nell’ultimo decennio, il Rione Sanità re per le registrazioni alla Camera
nella municipalità III di Napoli, dove di Commercio e l’accesso a consu-
è concentrata la comunità srilankese, lenze legali e amministrative sono
ha visto una proliferazione di attivi- percepiti come iter farraginosi. Per
tà commerciali: minimarket, agen- rispondere a bisogni di questo tipo,
zie di viaggio, money transfer, risto- le reti si estendono alle conoscenze
ranti e take-away. Contestualmente, instaurate con gli autoctoni, al fine
l’area ha beneficiato di iniziative di di trovare mediazioni efficaci tra le
rigenerazione promosse dal basso, proprie necessità e le istituzioni.
con il recupero di siti archeologici
di pregio e le aperture di nuovi lo- Le imprese così realizzate dipendo-
cali e strutture ricettive (Corbisiero no da un fragile equilibrio di media-
e Zaccaria, 2020). In questo fermen- zioni e rapporti informali. Questa
to, l’imprenditoria srilankese offre dinamica si riscontra persino nei
un’opportunità di apprendimen- rapporti di fornitura, dove, oltre ai
to per comprenderne le traiettorie grossisti italiani e cinesi, si svilup-
future di consolidamento sul terri- pano pratiche di scambio a livello
torio. A tal fine, sono stati intervi- di quartiere, con esercenti napole-
stati 18 imprenditori srilankesi. Un tani che rifornisco le attigue attività
tema ricorrente nelle aspirazioni
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 47
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
srilankesi, così alimentando una mi- di formazione mirati alla gestione
croeconomia di sussistenza. aziendale, alla conoscenza del qua-
dro normativo e degli strumenti fi-
L’insieme di questi fattori crea un
nanziari (ad esempio, il microcre-
modello imprenditoriale fragile, a
dito), per supportare l’avvio e, in
rischio fallimento e poco sostenibi-
particolare, la sopravvivenza di que-
le nel lungo periodo. Tuttavia, que-
ste realtà economiche. Differenziare
ste condizioni offrono indicazioni
i servizi del territorio contribuirebbe
utili per migliorare le traiettorie del-
a creare un ambiente più favorevole
le esperienze imprenditoriali. È pri-
per le imprese di immigrati, miglio-
oritario implementare programmi
rando il successo delle iniziative.
Figura: Minimarket in via dei Miracoli, Napoli.
Fonte: foto dell’Autrice
48 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Lavoro agricolo
CAPORALATO E LAVORO IMMIGRATO IN
AGRICOLTURA
DALLE POLITICHE “REPRESSIVE” ALLA REVISIONE DEL SISTEMA AGROALIMENTARE
Immigrazione e sfrutta-
mento del lavoro in agri- Fabio BERTI
Andrea VALZANIA
coltura
La questione dello sfruttamento del-
la manodopera in agricoltura non è
di certo un tema nuovo nel nostro
Paese. Nel corso degli anni si è se-
dimentata un’importate letteratura
che attraverso approcci storici, eco-
nomici, antropologici e anche socio-
logici ha affrontato l’evoluzione del- al rischio di sfruttamento, invece di
la vita nelle campagne italiane fatta scomparire sopraffatti dal processo
spesso di miseria, sfruttamento e di modernizzazione e dal riconosci-
prevaricazioni di ogni sorta. Solo du- mento dei diritti dei lavoratori, han-
rante la seconda metà del Novecento, no passato il testimone ai braccianti
grazie alle dure lotte sindacali, alla stranieri.
meccanizzazione e, paradossalmen-
Rispetto alla tradizionale debolezza
te, anche grazie al processo di indu-
dei braccianti, la manodopera stra-
strializzazione che ha ridotto sensi-
niera si trova in una situazione di
bilmente la disponibilità di occupati
ulteriore vulnerabilità ed è pertanto
in agricoltura, abbiamo assistito ad
più esposta al rischio di sfruttamento
un “apparente” miglioramento del-
(Omizzolo, 2019). I migranti, soprat-
le condizioni dei lavoratori agricoli.
tutto gli ultimi arrivati e i richieden-
Tuttavia, i braccianti - e il braccian-
ti asilo, si trovano in una situazione
tato - che hanno sempre rappresen-
esistenziale, giuridica ed economica
tato una manodopera a basso costo,
di grande fragilità: non solo hanno
solitamente poco rivendicativa dei
la necessità di lavorare ma si trova-
propri diritti, e fortemente esposta
no nella condizione di non potere
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 51
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
scegliere, accettando qualsiasi forma le quali verrebbero depotenziate, se
e/o modalità di impiego proposta. non annullate, le forme di protezio-
Da qui l’asimmetria di potere che ne sociale ancora vigenti, rendendo
caratterizza – nella sostanza – il rap- poco distinguibile il lavoro contrat-
porto tra imprenditore agricolo e la- tualizzato da quello in nero già am-
voratore e che poi, nella pratica quo- piamente presente nel settore.
tidiana, si traduce nella mediazione
Lavoro grigio ed esternalizzazione
tra il lavoratore e i soggetti che si in-
dei servizi stanno rimpiazzando il
terpongono tra lui e l’imprenditore.
caporalato anche nei territori in cui
Per questi motivi, gli stranieri occu- questo era storicamente più presen-
pati in agricoltura sono sempre mol- te. Lo sfruttamento si struttura su
to esposti al rischio del caporalato e più livelli, con sfumature diverse e
di rimanere vittime della malavita con forme legali e para-legali capaci
organizzata. Il migrante è una sor- di renderlo meno evidente, pur infil-
ta di nuovo “intoccabile” in grado di trandosi in contesti in cui prima era
garantire la presenza di manodopera marginale o assente.
infinita, sfruttabile e remissiva.
Si tratta di dinamiche possibili grazie
Oggi lo sfruttamento lavorativo dei alla rapida diffusione di un uso im-
migranti risulta sempre più visibi- proprio del contoterzismo. Quello
le - e studiato - nelle regioni del sud che accade, infatti, molto spesso ri-
Italia anche in relazione alle sue vi- entra nella fattispecie prevista dal-
cende storiche; in realtà è sempre la legge, ma risulta essere per lo più
più evidente la sua diffusione su una modalità di esternalizzazione ad
tutto il territorio nazionale seppur alta intensità di manodopera e scarsa
con forme, modalità organizzative e meccanizzazione.
conseguenze sui lavoratori, talvolta
La maggior parte delle operazioni in
differenti (Berti, 2024).
pieno campo sono ormai realizza-
te attraverso il ricorso a contratti di
Dal caporalato allo sfrutta- appalto che permettono alle azien-
de agricole di abbattere i costi della
mento “legale” manodopera scaricando tutte le re-
Rispetto a quanto ampiamente co- sponsabilità sulle spalle dei conto-
nosciuto e analizzato sul fenomeno terzisti e, a caduta, su quelle dei la-
del caporalato più classico, oggi assi- voratori più fragili.
stiamo alla diffusione di pratiche di
Quindi, anche se il fenomeno si re-
sfruttamento possibili nelle maglie
alizza all’interno di dispositivi giuri-
della legalità. In particolare, il setto-
dici formalmente legali, non si altera
re agricolo evidenzia il diffondersi di
la sostanza dello sfruttamento, che
modalità di lavoro grigio attraverso
vede alti margini di profitto per gli
52 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
imprenditori e i contoterzisti, a di- esempio interessante lo troviamo
scapito dei lavoratori. Si tratta, quin- in Toscana dove molte aree rurali
di, di una forma di sfruttamento che sono ormai fortemente gentrificate
nasce “dietro la legalità formale del e piegate alle logiche turistiche, pur
soggetto intermediario (cooperative mantenendo una spiccata vocazione
sociali, società a responsabilità limi- agricola come nel caso del settore vi-
tata, agenzie interinali sia nazionali tivinicolo. In questi contesti il ricor-
che transnazionali), dei soggetti be- so al contoterzismo ha prodotto una
neficiari (imprese che appaltano de- separazione tra i luoghi di residenza
terminate prestazioni, salvo poi or- e quelli di lavoro. La Figura 1 mostra
ganizzarne e dirigerne il lavoro), dei bene come spesso vi sia un rappor-
contratti in cui si concretizza l’inter- to inversamente proporzionale tra
mediazione (salvo il caso di appalti la percentuale di stranieri residen-
fraudolenti), dei contratti di lavoro e ti e la superficie agricola utilizzata
delle buste paga (salvo scoprire che (Sua). In particolare, alcuni comuni
gli uni e le altre non corrispondono della zona del Monte Amiata e delle
al lavoro svolto né ai compensi ero- Colline Metallifere, pur non avendo
gati)” (Oliveri, 2018: 213). grandi superfici coltivate, sono ca-
ratterizzati dall’elevata presenza di
Nelle maglie di questa riorganizza-
residenti stranieri (superano spes-
zione del lavoro si annidano forme
so il 20% e in alcuni casi il 30% del-
di lavoro grigio ancora più insidiose
la popolazione), la maggior parte dei
perché permettono di eludere facil-
quali occupati proprio in agricoltu-
mente i controlli e le sanzioni.
ra. Poiché i luoghi di lavoro (come
Possiamo parlare di un “sistema le- nel caso delle vigne del Chianti)
gale dello sfruttamento”, quindi, per sono molto distanti, lo sfruttamento
delineare un fenomeno diffuso che avviene anche grazie all’intermedia-
si caratterizza per: presenza di for- zione, più o meno lecita, del traspor-
me societarie legali che ricevono un to nei luoghi di lavoro.
appalto da un’altra azienda; capacità
di reclutare forza-lavoro per svolge-
re specifiche fasi della produzione; Dalla repressione alla revi-
pratiche diffuse di evasione contri- sione del sistema agroali-
butiva e irregolarità contrattuali. mentare
Queste dinamiche di sfruttamento, Nella complessità dell’intero siste-
inoltre, si intrecciano con fenomeni ma agroalimentare e, in particolare,
territoriali che prendono forma a li- nelle dinamiche che legano imprese
vello locale e micro-locale, coinvol- agricole, società contoterziste e an-
gendo diverse dimensioni, su tutte che i distributori finali dei prodotti,
quelle dell’abitare e dei trasporti. Un le sole leggi repressive non risultano
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 53
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
più efficaci per contrastare lo sfrut- sfruttamento del lavoro. Il mancato
tamento del lavoro. Le ispezioni, le controllo dell’intera filiera, come nel
indagini, i processi, sono evidente- caso dell’acquisto da parte di un’im-
mente indispensabili, soprattutto presa di beni prodotti utilizzando
se condotti all’interno di un quadro lavoro sfruttato, potrebbe portare a
normativo ben strutturato e orga- una sorta di reato di ricettazione per
nizzato sulla base di quanto avvie- “inchiodare” alle loro responsabili-
ne realmente nei campi e non sulla tà tutti gli attori coinvolti (Mongillo,
base di fattispecie astratte. Tuttavia, 2019: 667 e ss.).
le attività “repressive” sono destinate
Tali azioni dovrebbero essere inte-
a perdere la loro efficacia, o a rima-
grate e andare di pari passo con un
nere interventi spot, se non accom-
cambiamento radicale del modello
pagnate da una revisione dell’intero
produttivo e della distribuzione dei
sistema agroalimentare per tenere
prodotti agricoli, con una revisione
insieme gli interessi dei lavoratori,
della regolamentazione dell’intera
quelli delle imprese produttive e an-
filiera agroalimentare.
che quelli della grande distribuzione
(Faleri, 2021). Per quanto tali considerazioni possa-
no apparire poco realistiche e non in
In questo contesto, quindi, andreb-
linea con le dinamiche economiche
bero rafforzate nuove strategie da
in corso – che chiedono semplice-
affiancare a quelle repressive: in pri-
mente “prezzi bassi” per i consuma-
mo luogo, al fine di garantire la tra-
tori – senza il coinvolgimento di una
sparenza dell’intera catena produt-
pluralità di attori, compresi i consu-
tiva, andrebbe imposto alle imprese
matori, lo sfruttamento del lavoro
che rappresentano il terminale della
rischia di non essere arginato e, anzi,
catena un analogo dovere di cono-
finisca per essere tollerato proprio
scenza e rintracciabilità delle aree
per garantire i consumi dei gruppi
geografiche e delle entità che parte-
sociali impoveriti (oltreché per ga-
cipano – a vari livelli e in diverse for-
rantire ampi profitti agli attori più
me – al processo produttivo; in se-
forti della filiera). Tra le strategie di
condo luogo, andrebbe imposto alle
contrasto segnaliamo quindi anche
imprese un vero obbligo di due dili-
la necessità di favorire processi di
gence sulla catena produttiva; si trat-
“ricontadinizzazione” dell’agricoltu-
ta di un dovere di verifica preventiva
ra con imprese meno dipendenti da-
in merito al fatto che i beni e i ser-
gli input esterni della grande distri-
vizi utilizzati lungo tutto il percor-
buzione e più vicine ai consumatori
so produttivo, quindi dentro e fuori
e una ridefinizione sostanziale del
l’azienda, tenendo conto anche del-
settore nella prospettiva dell’agri-
le “maglie più distanti” della catena
coltura sostenibile, che non significa
produttiva, non siano il risultato di
solo introdurre pratiche produttive a
54 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
basso impatto ambientale ma anche e sicure, distribuendo in maniera
garantire condizioni di lavoro giuste equa i benefici dell’agricoltura.
Popolazione straniera (% su popolazione residente, 2023) e SAU
(superficie agricola utilizzata, 2020) per comune, Toscana.
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat, Censimento Agricoltura 2020
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 55
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
LUOGHI: MIGRAZIONE, LAVORO AGRICOLO,
INTEGRAZIONE
DUE CASI DI LAVORO AGRICOLO NEL SUD PIEMONTE
Migrazione, lavoro agricolo
e luoghi Enrico ERCOLE
Un’analisi “localizzata” del fenome-
no migratorio può mettere in luce
come le problematiche di integra-
zione, e di inclusione nel mercato
del lavoro, derivano da aspetti non
solo di carattere generale ma anche
locale, e come sovente sono questi
ultimi aspetti che contraddistinguo-
no le criticità e i necessari interventi. stagionali durante il periodo della
Per quanto riguarda il lavoro agrico- vendemmia e della raccolta - emer-
lo, le problematiche sono certamen- ge come in realtà l’origine delle pro-
te legate alle normative nazionali blematiche riguardasse un territorio
(come ad esempio il Decreto flussi), ben più ampio, in quanto Canelli e
ma sono legate anche ad altri aspetti Saluzzo erano un hub per i lavorato-
specifici di cui, prendendo in esame ri stranieri cosiddetti “riservisti” in
un luogo, emerge l’importanza. cerca di lavoro nell’area del moscato
Ad esempio, la concentrazione spa- intorno a Canelli e nei cosiddetti i 23
ziale dei fenomeni: per quanto ri- “comuni della frutta” nel Saluzzese.
guarda la situazione del lavoro in vi- Un altro aspetto riguarda il tipo di
ticoltura a Canelli e in frutticoltura coltivazione locale: la temporalità e
a Saluzzo - entrambi centri del Sud precarietà del lavoro nella frutticol-
Piemonte che negli anni passati sono tura, e in particolare nella viticoltu-
stati oggetto di ampia copertura me- ra. Quest’ultima è caratterizzata dal-
diatica e causa di tensioni con la co- la conformazione del terreno (il sorì
munità autoctona per via delle pessi- richiede più del doppio delle ore di
me condizioni di vita dei lavoratori lavoro di un vigneto normale), dai
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 57
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
modi e tempi di lavorazione del- Bisogna però sempre ricordare che
la vite, dai picchi della produzione il lavoro (e la divisione del lavoro tra
concentrata in un brevissimo lasso stranieri e autoctoni), se non è ac-
di tempo e caratterizzata dall’urgen- compagnato dallo sviluppo di nuovi
za (Fondazione CRC, 2021: 92-100; rapporti di solidarietà, diventa coer-
Donatiello e Moiso, 2017: 197-198). citivo, come ricordava Durkheim già
a fine Ottocento. Oltre alle compe-
Un’analisi delle trasformazioni del-
tenze appena ricordate, è stato dun-
la società locale mette poi in luce
que importante un altro fattore in-
come la mano d’opera straniera si è
tegrante: l’inserimento in paesi di
resa necessaria dal progressivo veni-
piccole dimensioni dove è più faci-
re meno di quella stagionale locale.
le conoscersi reciprocamente, stabi-
lire relazioni e sviluppare un senso
L’analisi localizzata del la- di appartenenza, sia pure “adotti-
voro agricolo va”, piuttosto che in anonimi quar-
tieri-dormitorio delle periferie
Per quanto riguarda il Canellese, la metropolitane.
presenza di lavoratori stranieri in vi-
Per quanto riguarda la componente
ticoltura è diventata rilevante a par-
non stabile, ci sono gli “stagionali di
tire dagli anni Novanta; provenienti
lungo periodo”, che si fermano per
dapprima dal Maghreb, soprattut-
un periodo più esteso di quello della
to marocchini, e in seguito dall’Est
vendemmia: sono soprattutto di na-
Europa, soprattutto macedoni e poi
zionalità macedone e spesso hanno
rumeni e bulgari, e recentemente
legami di conoscenza o parentela con
dall’Africa Sub-Sahariana. Parlare in
i connazionali residenti. Arrivano a
generale di stranieri è però impre-
partire da marzo, quando comincia
ciso, in quanto è presente una com-
il risveglio della vigna, e sono impe-
ponente inserita in modo perma-
gnati in lavori di pulitura dei terreni,
nente sul territorio (alcuni sindaci
potatura, trattamenti antiparassitari,
dei piccoli comuni della zona sono
spollonatura, ecc. In genere giungo-
immigrati) e un’altra più instabile
no avendo già un accordo con i pro-
e flessibile che si muove seguendo
prietari o con una cooperativa, e ne-
la stagionalità delle attività agrico-
gli anni tendono a instaurare rapporti
le. Per quanto riguarda la compo-
di fiducia e a lavorare per lo stesso
nente permanente, principalmente
datore di lavoro. Ci sono poi gli “sta-
macedone, ci sono condizioni legate
gionali brevi”, che arrivano verso fine
all’inclusione nel mondo del lavoro
agosto per l’alta stagione. Sono ma-
che facilitano l’integrazione, come
cedoni, rumeni e bulgari e, come
le competenze del lavoro agricolo, o
gli stagionali di lungo periodo, fan-
perlomeno del mondo rurale, posse-
no affidamento sull’ospitalità degli
dute da gran parte degli immigrati.
58 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
immigrati residenti. Infine, ci sono i 2021: 68-69; IRES Piemonte, 2020:
“riservisti della vendemmia”, in pre- 30-32). Tre quarti circa dei lavorato-
valenza rumeni o bulgari e, negli ulti- ri agricoli sono stranieri con contrat-
mi anni, africani, che arrivano senza ti a tempo determinato più o meno
alcun ingaggio e sovente si accampa- lunghi che vanno da pochi giorni a
no in aree dismesse in sistemazioni sei mesi (Fondazione CRC, 2021: 72).
di fortuna. I riservisti costituiscono la
Seppure ancora attraversato da ten-
parte della manodopera straniera più
sioni e conflitti legati a situazioni ir-
ricattabile e vulnerabile, esposta allo
risolte di sfruttamento e di preca-
sfruttamento dei capisquadra delle
rietà abitativa, la gestione dei flussi
pseudo-cooperative che li reclutano
di stranieri non residenti permanen-
direttamente in strada senza preoc-
ti è stata qui facilitata dalla presen-
cuparsi di dove possano dormire, la-
za di una rete di supporto fatta di
varsi e mangiare (Donatiello e Moiso,
attori locali: istituzioni, associazio-
2017: 196). I riservisti sono diventa-
ni, enti di volontariato laico e reli-
ti necessari per il progressivo veni-
gioso che forniscono aiuto e solida-
re meno della forza lavoro stagiona-
rietà (Donatiello e Moiso, 2017: 210;
le locale, composta tradizionalmente
Lannutti e Hoxha, 2015).
da pensionati, casalinghe e studenti
(Donatiello e Moiso, 2017: 188-192). Trova dunque conferma l’impor-
tanza di azioni volte a favorire il
Le problematicità appena ricorda-
processo di integrazione da par-
te, che caratterizzano una specifica
te di componenti della società civi-
situazione locale, richiedono azio-
le (Ambrosini, 2020), le cosiddette
ni altrettanto specifiche e locali che
advocacy coalition (Zincone, 2006)
siano in grado di incidere in modo
formate da organizzazioni sindacali,
efficace sulla situazione, e che negli
antirazziste, ecclesiali e solidaristi-
anni passati sono state carenti nel
che che svolgono azione di lobbying
Canellese.
operando su due livelli: da una parte,
È interessante a questo riguardo a livello centrale, per ottenere leggi
il caso di Saluzzo, dove arrivano e procedure amministrative più fa-
centinaia di migranti provenienti vorevoli per i lavoratori stranieri;
dall’Africa subsahariana attirati dal- dall’altra parte, a livello locale, ope-
la possibilità di trovare lavoro nella rando sovente in collegamento i ser-
frutticoltura in uno dei più impor- vizi pubblici, per realizzare situazio-
tanti distretti agroindustriali del pa- ni più accoglienti.
ese, che hanno sostituito albanesi,
marocchini, romeni e polacchi che,
a loro volta, avevano sostituito gli Conclusioni
abitanti delle valli alpine circostan- Dai due casi presentati trova con-
ti e gli studenti (Fondazione CRC, ferma l’importanza di analisi
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 59
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
spazialmente e temporalmente deli- locali e, dall’altra parte, delle risor-
mitate che evitino di applicare mo- se localmente attivabili – siano esse
delli generali a situazioni che gene- materiali o immateriali – al fine di
rali non sono, bensì specifiche. In migliorare i livelli di inclusione lavo-
tal modo si facilita l’individuazione, rativa e integrazione.
da una parte, delle problematiche
Vendemmia 2023.
Fonte: «L’Ancora», 21 agosto 2023
60 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
FUGA E CICLI MIGRATORI NEL MONDO RURALE
MERIDIONALE
L’eterna fuga dalle campa-
gne Francesco Saverio CARUSO
Camilla MACCIANI
La storia dello sviluppo capitalisti-
co in Italia è una storia di incessan-
ti migrazioni dalle campagne alle
città. Senza andare troppo indietro
nella storia, basta volgere lo sguar-
do indietro di pochi decenni nelle
campagne meridionali per cogliere
in modo nitido l’esodo e la conse-
guente “grande trasformazione” del nelle aree interne attraverso for-
mondo rurale, con i suoi milioni di me anche estreme di pendolarismo
migranti diretti verso le grandi città quotidiano o stagionale, poi la decisa
del triangolo industriale. Il miracolo femminilizzazione del lavoro agri-
economico per molti rappresentò la colo durante la fase dello sviluppo
speranza del superamento delle dif- fordista, per poi arrivare all’attua-
ficili condizioni sociali ed economi- le quadro di dipendenza strutturale
che della vita rurale, ma in partico- dell’agricoltura mediterranea dalla
lare l’affrancamento dal duro lavoro manodopera migrante.
bracciantile.
Infatti, nelle regioni meridionali as-
Non a caso il lavoro agricolo è sem- sistiamo già dagli anni ‘80 a questa
pre stato caratterizzato dal tentativo forte interconnessione sociale tra il
di fuga da parte dei “dannati della modello mediterraneo delle migra-
terra” e il ciclico tentativo di sostitu- zioni, fondato sull’inclusione infor-
zione da parte di coloro i quali trae- male degli immigrati in paesi stori-
vano e traggono profitto dal sudore camente “attrezzati” per il governo
del lavoro bracciantile: dapprima le delle emigrazioni, e la progressi-
strategie di reclutamento di braccia va californizzazione dell’agricoltura,
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 61
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
il cui regime di intensivizzazio- più emarginante ed escludente di
ne colturale necessita di un bacino quei “ghetti rurali” presi ad emble-
di forza lavoro precaria, mobile e ma dello sfruttamento nelle campa-
intermittente. gne meridionali italiane, all’interno
dei quali le reti e legami comunita-
Da allora ha avuto luogo un signifi-
ri attutiscono in una certa misura la
cativo processo di trasformazione
condizione di marginalizzazione ed
della composizione etnica e sociale
esclusione sociale. I lavoratori mi-
del lavoro agricolo e del mondo ru-
granti in questo senso hanno per-
rale: basti considerare che solo ven-
messo non solo l’affrancamento dei
ti anni fa i braccianti stranieri nelle
contadini dal lavoro nei campi, per-
campagne meridionali erano poco
mettendo loro di concentrarsi sugli
meno del 3%. A distanza di venti
aspetti che potremmo definire più
anni, la componente straniera è or-
imprenditoriali e manageriali, ma
mai oltre il 25%, dato sottostimato
anche di “urbanizzarsi”, trasferen-
alla luce dell’alta percentuale di la-
dosi nei limitrofi nuclei urbani e affi-
voro nero e irregolare, caratteristica
dando ai lavoratori anche la funzio-
storica e strutturale del settore pri-
ne di guardiania.
mario meridionale. Insomma, la te-
nuta e il successo del settore agro-
alimentare italiano passa anche da La stratificazione del brac-
questo inconfutabile dato.
ciantato migrante tra fu-
Sebbene nel corso degli ultimi anni ghe e intrappolamenti
si sia assistito ad una, seppur parzia-
le, regolarizzazione dei rapporti di Un’analisi dei dati statistici sul lavo-
lavoro in agricoltura, frutto di quel ro agricolo permette di evidenziare
processo definito come “giuridifica- come l’elevato tasso di impiego dei
zione dello sfruttamento” (Olivieri, lavoratori migranti nelle campa-
2015:47), l’invisibilità sociale dei gne italiane nasconda al suo interno
braccianti migranti permane, essen- una stratificazione dinamica in cui
do legata, da un lato, alla precarietà gruppi sociali differenti si alterna-
del loro status giuridico e, dall’altro, no nell’esercizio del diritto di fuga:
alla configurazione socio-spaziale una delle dinamiche più rilevanti da
delle loro esistenze. In tal senso, l’i- questo punto di vista è certamen-
solamento rurale, la dispersione ter- te la fuga dei lavoratori comunitari
ritoriale, la sovrapposizione tra luo- dell’Est Europa, in primis originari
ghi di lavoro e luoghi di vita, porta della Romania, dalle campagne ita-
alla segregazione di questo segmen- liane avviatasi a partire dal 2018 ma
to sociale in casolari, poderi, masse- rafforzatasi nel contesto della pan-
rie. Questa forma di “ghetto diffu- demia da Covid-19.
so” diviene paradossalmente ancora
62 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
La presenza dei lavoratori rumeni in Italia nel 2008 erano appena 65
impiegati nel settore agricolo, dopo sono cresciuti costantemente, rag-
aver subito un’impennata in seguito giungendo il numero di 6.227 nel
all’ingresso della Romania nell’Unio- 2023. Lo stesso può dirsi per i citta-
ne Europea nel 2008, ha raggiunto il dini nigeriani, che nelle sole regioni
picco di 114.824 braccianti agricoli meridionali passano nel corso di un
nel 2015 (metà dei quali concentra- decennio da 147 a 2.922 braccianti,
ti tra Campania, Puglia, Calabria e una crescita esponenziale che si re-
Sicilia), per poi ridursi a 70.649 nel gistra anche tra le fila dei lavoratori
2023. Lo stesso può dirsi per i brac- senegalesi, guineani e gambiani. Da
cianti bulgari passati nel medesimo questo punto di vista, è rilevante evi-
periodo da 14.290 a 7.230 o ancor denziare non solo il numero assolu-
più nel caso del crollo dei lavoratori to di lavoratori agricoli provenienti
agricoli polacchi, che dai 28.853 pre- da alcuni Paesi dell’Africa occiden-
senti in Italia nel 2008, arrivano oggi tale, quanto la loro presenza parti-
a essere 6.254, dei quali appena 935 colarmente pronunciata nel settore
residenti nelle regioni meridionali dell’agricoltura. Infatti, il rapporto
(Osservatorio Stranieri INPS, 2023). tra impiegati in agricoltura e impie-
gati in altri settori produttivi rag-
Alla fuga dei lavoratori comunitari si
giunge al sud picchi del 42% per i cit-
è affiancato il fenomeno parallelo di
tadini gambiani o addirittura del 61%
“profughizzazione del lavoro agri-
per i cittadini maliani.
colo” (Dines e Rigo, 2015), attraverso
il quale il fabbisogno di manodope- Questa segmentazione etnica non è
ra del settore agricolo è stato in mi- di certo il frutto di un’attitudine o
sura crescente soddisfatto attraverso addirittura una vocazione al lavoro
l’assunzione di richiedenti protezio- bracciantile, ma piuttosto il risulta-
ne internazionale arrivati in Italia to delle politiche migratorie italiane
attraverso la rotta del Mediterraneo e della segregazione occupazionale
centrale. Ciò ha comportato una cre- a danno dei lavoratori migranti non
scente stratificazione della manodo- comunitari e razzializzati che, a par-
pera non solo dal punto di vista dello tire dal loro arrivo in Italia, hanno
stato giuridico, ma anche dal punto vissuto un processo di marginalizza-
di vista della segmentazione etni- zione e ghettizzazione dal punto di
co-razziale. Difatti, in corrispon- vista lavorativo, sociale e territoriale,
denza con l’aumento degli arrivi via favorito attraverso la riproduzione
mare verificatosi soprattutto a parti- di dispostivi di controllo incentra-
re dal 2011, si assiste ad un’impenna- ti sul rafforzamento della precarietà
ta della componente di manodopera giuridica.
originaria dell’Africa subsahariana:
Se nei contesti urbani lo sguar-
ad esempio i braccianti maliani che
do egemonico-securitario tende a
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 63
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
schiacciare la questione dell’immi- “protezione speciale”, sembra esser-
grazione sui dispositivi governa- si avviato un nuovo processo di fuga
mentali della devianza e del panico dalle campagne del Sud Italia anche
morale, nelle aree rurali meridionali da parte dei richiedenti protezione
il ciclico ripresentarsi della carenza internazionale originari dell’Afri-
di manodopera porta a far prevalere ca occidentale. Tuttavia, questa di-
uno sguardo economicista che non namica di affrancamento dal lavoro
solo tollera la fragilità giuridico-am- bracciantile e dalle dure condizio-
ministrativa dei richiedenti asilo, ma ni di vita nei ghetti rurali rischia di
anzi ne trae fondamentale giova- subire una battuta d’arresto a causa
mento alla luce del loro intrappola- dell’approvazione del D.L. 20/2023
mento nelle campagne, ove la rigidi- – c.d. Decreto Cutro – che, con la
tà della documentazione necessaria sostanziale abrogazione della prote-
ai fini della sottoscrizione del con- zione speciale e l’irrigidimento del-
tratto di lavoro varia spesso a secon- la normativa in tema di protezione
da della domanda di manodopera. internazionale, favorirà un processo
di illegalizzazione di massa, di retro-
In tal senso, a partire dal 2020, con il
cessione nelle campagne e di acui-
processo di regolarizzazione avvia-
zione delle forme di sfruttamento
to attraverso l’introduzione della c.d.
lavorativo e lavoro nero.
Lavoratori occupati in agricoltura per nazionalità. Annualità 2011-2023.
Elaborazione dati INPS (2023)
64 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Lavoratori migranti impiegati nella raccolta dei carciofi, Foggia, novembre 2019.
Fonte: Foto di Camilla Macciani
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 65
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Ambiente e clima
CRISI CLIMATICA, AMBIENTE, MIGRAZIONI
L’ARDUO RICONOSCIMENTO DI UNA RELAZIONE
Introduzione
È ben noto il divario mediatico tra Gilda CATALANO
il riconoscimento dell’innalzamen-
to della temperatura terrestre e uno
dei suoi effetti più eclatanti: gli spo-
stamenti delle popolazioni. Anche a
livello di studi, però, sul tema della
“migrazione climatica” vi sono una
letteratura sociologica ed una lette-
ratura giuridica che procedono per
vie non convergenti, le cui analisi
un ancor più fragile auto-riconosci-
necessiterebbero di essere meglio
mento di questa categoria all’inter-
allineate nell’ottica di una più pre-
no degli studi sociali? Senza voler
cisa delineazione concettuale. Se dal
ridimensionare il ruolo attuale del-
punto di vista dell’analisi sociologi-
le culture politiche nel circoscrive-
ca urge una definizione più chiara
re le cornici attorno al concetto di
di questo processo migratorio - che
“migrazione climatica”, mi soffer-
potrebbe anche influire su un suo ri-
mo sulla incerta propensione teori-
conoscimento condiviso nel discor-
ca a fornirgli una precipua soggetti-
so pubblico - dal punto di vista della
vità nella disciplina sociologica. A tal
traduzione giuridica, invece, preme
fine, i prossimi paragrafi seguiranno
l’individuazione degli aspetti nor-
tre punti argomentativi:
mativi di quei percorsi sempre più
legati alla perdita di abitabilità dei • Il riconoscimento della categoria
territori. In queste pagine avanzo la dentro un sapere condiviso.
seguente domanda: in che misura • Il riconoscimento istituzionale e
il debole etero-riconoscimento de- legittimato giuridicamente.
gli effetti del mutamento climatico • Il riconoscimento della categoria
sui percorsi migratori è sintomo di come distinta, in sé e per sé.
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 69
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Il fragile riconoscimento l’inscindibilità fra fattori economici,
territoriali e culturali nel generare le
del concetto di migrante migrazioni.
ambientale e climatico in
Da questa seconda corrente conse-
un sapere condiviso
gue l’individuazione di una suffi-
Oggi vi è una parziale concordanza ciente capacità adattiva del singolo
sul concetto di “migrazioni ambien- al contesto territoriale, marcando
tali”, e nello specifico sulla definizio- così la componente “volontaria” del
ne data dall’International Migration migrare nel ricercare opportunità di
Organization, che indica “quanti la- vita altrove. Differentemente, l’at-
sciano la propria casa, in modo per- tenzione della corrente massimalista
manente o transitorio, a causa di si sofferma soprattutto sugli aspetti
fattori ambientali a lenta o rapida vincolanti (forzati) insiti nel degra-
insorgenza”. Val la pena di ricorda- do ambientale, che originano spo-
re che il primo a coniare il termi- stamenti di massa sia di breve che di
ne di “rifugiati ambientali” è Lester lunga distanza.
Brown nel 1976, mentre il concetto
viene ripreso da Essam El-Hinnawi
nel 1985. Malgrado la pregressa af- Il debole riconoscimento
fermazione della parola “rifugiato giuridico della categoria di
ambientale”, negli anni successivi è “rifugiato climatico”
rimasta un’ambiguità di fondo nel
riconoscere le migrazioni ambien- Riconoscere legalmente lo status di
tali, che si trasmette anche a quelle “rifugiato climatico” è problemati-
climatiche. A tal riguardo si menzio- co dal punto di vista politico: esso
na il dibattito - oggi attutitosi - fra aprirebbe la possibilità di richiesta
due correnti di pensiero. Una cor- di asilo a milioni di persone, atto che
rente “massimalista” - chiamata an- oggi non sembra confacente a mol-
che “esodista” o “allarmista” - espres- ti contesti governativi. A livello in-
sa da Norman Myers, che conferisce ternazionale non è dunque condi-
all’ambiente una specificità causa- visa la volontà giuridico-politica ad
le indipendente, consentendo così estendere la parola “rifugiato” anche
di elevare la posizione del “rifugia- a chi è minacciato da eventi naturali
to ambientale” ad uno status meno di matrice antropizzata - prova ne è
generico. Una seconda corrente - la Convenzione di Ginevra del 1951 e il
definita “minimalista” e nota anche successivo Protocollo del 1967, che re-
come “resiliente” - ove emergono stringono questo status a chi è per-
maggiormente gli aspetti adattivi dei seguitato su base etnica, religiosa o
soggetti ai mutamenti ambientali: ne politica. La principale argomenta-
fa parte Étienne Piguet che marca zione giuridica contro tale estensio-
ne risiede nell’impossibilità da parte
70 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
del “rifugiato climatico” di dimo- richiesta - motivata dall’assunto che
strare di non poter tornare indietro la Repubblica di Kiribati è in grado
(non è detto, si afferma, che un mu- di intervenire con misure protettive
tamento ambientale sia irreversibile) - essa resta la sentenza con maggio-
e di provare che un evento climati- re eco internazionale e, al contem-
co, soprattutto se a lenta insorgenza po, mostra il peso di un principio
(degrado ecosistemico), possa rap- vincolante, ovvero “niente status di
presentare una diretta minaccia fi- rifugiato se un Paese è in grado di ri-
sica per la persona. È così che l’am- spondere alle fragilità climatiche”.
bigua individuazione della minaccia
diretta del cambiamento climatico,
della forzatura dello spostamento La categoria di migrante
a causa di una minaccia da appura- climatico in sé e per sé
re, della difficoltosa dimostrazione
La letteratura più recente sottoli-
dell’irreversibilità del processo si
nea come i migranti climatici resti-
trasformano in un insieme di vincoli
no spesso all’interno del continente
i cui elementi sono di difficile prova
o della regione colpita da un degra-
per il migrante. Ciò non toglie che,
do territoriale a rapida insorgenza
per impedire il rimpatrio, talvolta le
(un’esondazione) o a lento esordio
Corti Internazionali di Giustizia fac-
(la siccità), così come fa emergere
ciano ricorso a meccanismi giuri-
la difficoltà da parte degli stessi mi-
dici flessibili, come la Dichiarazione
granti a testimoniare il proprio eso-
Universale dei Diritti Umani del 1948,
do come un percorso dovuto ad una
la Convenzione Internazionale dei
variabile isolata, climatica o ambien-
Diritti Civili e Politici del 1966, la
tale. Questi due aspetti, ricorrenti
Convenzione sullo Status degli Apolidi
nella letteratura sociologica, tendo-
del 1954, o il recente Global Compact
no a trascurare un terzo fattore: il
for Safe, Orderly and Regular Migration
peso attuale degli spostamenti sen-
del 2018.
za ritorno sia nello stesso continen-
Fra le contese legali che detengono te sia a livello extra-continentale. Sui
una risonanza in termini di ricono- numeri recenti dei profughi clima-
scimento di “rifugiato climatico” tici le stime hanno cifre oscillanti a
è noto il caso del kiribatiano Ioane seconda delle fonti di classificazione
Teitiota. Nel 2015, Teitiota chie- (Banca Mondiale, UNHCR oppure
de protezione alla Nuova Zelanda OIM). Tuttavia, la maggior parte di
sostenendo che la vita dei suoi fa- queste fra cui l’Internal Displacement
miliari è a rischio a causa dell’in- Monitoring Centre concorda nel pre-
nalzamento del livello del mare. vedere che nel 2050 vi saranno cir-
Anche se nel 2020 la Commissione ca 220 milioni di migranti per cause
ONU per i Diritti Umani rifiuta la sua ambientali, così come una presenza
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 71
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
di circa nuovi 22 milioni di Internally questa “privazione” di habitat con-
Displaced people (IDP) per anno. sente anche di non distogliere lo
sguardo dal leggere nel mutamento
Porre, dunque, attenzione ai numeri
climatico un effettivo motore di re-
dello spostamento interno o di lunga
distribuzione della popolazione su
percorrenza implica non solo con-
scala mondiale. Quindi, una chiave
centrarsi sull’estesa perdita di abita-
di lettura demografica per i futuri
bilità di molti territori. Riconoscere
scenari geo-politici.
Vite sull’acqua di Vinh Nguyen.
Fonte: [Link] 2020
72 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
ADATTAMENTO VS MIGRAZIONI CLIMATICHE
EVOLUZIONE DELLA NARRAZIONE DEL RISCHIO AMBIENTALE
Premesse
Il rischio ambientale non è prero- Vincenzo MINI
gativa esclusiva dell’Antropocene,
poiché è sempre esistita una parti-
colare attività, la variabilità climati-
ca, e le popolazioni, durante il corso
dei secoli ne erano ben consapevoli.
Con Antropocene si definisce la pri-
ma Era, non è possibile definirla geo-
logica (poiché il termine ancora non
è accettato in quanto tale dall’orga-
effetto una localizzazione geografi-
nismo preposto a riconoscerne l’esi-
ca adeguata, e nell’evoluzione delle
stenza), nella quale le attività dell’uo-
norme e delle istituzioni, la nascita e
mo hanno influito direttamente sul
il consolidamento della cooperazio-
clima. Denominazione dell’Era, che
ne solidale con a supporto una nar-
coincide con quella attuale, che ebbe
razione minima nei contenuti e nel-
inizio plausibilmente con la rivo-
le forme. E in presenza di fenomeni,
luzione industriale ma che come
qualche volta catastrofici legati alla
termine, nell’ambito divulgativo e
variabilità climatica con avversità
scientifico, fu inizialmente usato ne-
atmosferiche estreme o movimenti
gli anni Ottanta del ventesimo seco-
tellurici devastanti che sono sempre
lo dal biologo Eugene F. Stoermer
esistiti, ci trovavamo di fronte a ri-
ma divenne di uso comune dall’anno
scontri documentali minimi e con-
Duemila a seguito dell’uso del voca-
seguente narrazione quasi inesisten-
bolo da parte del premio Nobel per
te anche e non soltanto dovuta alla
la chimica Paul Crutzen (Crutzen e
presenza, in quantitativi non signi-
Stoermer, 2000). Tornando alla cita-
ficativi, di insediamenti dell’essere
ta consapevolezza, degli esseri uma-
umano.
ni nel passato, che aveva come primo
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 73
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
A partire dagli anni Settanta del ven- significativamente diverso altamen-
tesimo secolo si è avuto un cambia- te complesso, differenziato. Irrompe
mento di lessico, coinciso con un un nuovo approccio per le tematiche
aumento vertiginoso delle attività ambientali, che semplifichiamo con
dell’umanità, e il rischio ambientale l’aggettivo sostenibile, che ha biso-
diventa crisi ambientale e tra l’altro gno di una sua metodologia di co-
comporta migrazioni intense provo- municazione e conseguente narra-
cate da eventi climatici estremi. zione per non incorrere negli sbagli
che hanno permeato la prima fase
di risposta ai cambiamenti climati-
Approccio temporale ci (Newig et al., 2013) e conseguente
Le prime risposte che possiamo far impatto sulla percezione dei feno-
risalire alla fine del ventesimo seco- meni migratori.
lo, hanno, qualunque possa essere il
rischio ecologico del cambiamento
climatico, abbracciato un processo
La proposta
di comunicazione diverso al riguar- La proposta si esplica in diverse fasi
do (cioè, il modo in cui il rischio del in cui la fase propedeutica consi-
cambiamento climatico è percepito ste nella delimitazione delle diver-
o, come alcuni vorrebbero, social- se accezioni: comunicazione sulla
mente costruito e comunicato). Con sostenibilità; comunicazione di so-
narrazioni in cui gli scienziati han- stenibilità e comunicazione per so-
no politicizzato la questione, i poli- stenibilità. Da sottolineare che ci tro-
tici hanno ridotto le complessità e le viamo di fronte a un percorso non
incertezze scientifiche a obiettivi di solo temporale ma concettuale non
riduzione delle emissioni di CO2 e limitato all’inserimento di congiun-
i media tradizionali hanno ignora- zioni o preposizioni semplici o arti-
to le incertezze e le hanno trasfor- colate. Successivamente è necessario
mate in una sequenza di eventi che riscontrare nei diversi sottosistemi
portano alla catastrofe e richiedo- -società civile, istruzione, mass me-
no un’azione immediata (Weingart dia, scienza, politica, economia - la
et al., 2000). Rileviamo che queste rilevanza della disciplina della co-
evidenziate discrepanze si riscontra- municazione riferita al contesto.
no in un contesto mediatico molto Nel caso, non auspicabile ma che dai
poco innovativo, anche solo nei ca- primi riscontri (Hoffstaedter, 2000)
nali di comunicazioni, ancora non è emerso, di uno scarso e sbagliato
completamente avvolto nella Rete e metodo, si rende necessario solleci-
in cui si potevano, non solo doveva- tare la strategicità dell’approccio co-
no, essere presenti spazi di confron- municativo indicato e indicare le fasi
to costruttivi. Arrivati nel ventune- per farne acquisire la consapevolezza
simo secolo, entriamo in un mondo tese al raggiungimento dell’obiettivo
sviluppo sostenibile da coniugare partecipa a sensibilizzare sul tema
con la tematica fenomeni migratori. l’opinione pubblica. Nell’economia
Osservando queste modalità di co- che coordina le preoccupazioni rela-
municazione inerenti alla sosteni- tive alla sostenibilità degli stakehol-
bilità rispetto ai sottosistemi prece- der con i cittadini. Da queste atti-
dentemente citati e sottolineando la vità, nei diversi sottosistemi e con
rilevanza degli stessi per il raggiun- interazioni specifiche, si giunge così
gimento dello sviluppo sostenibile alla possibilità di affrontare la sfi-
si ha un quadro complesso ma con da dell’incertezza e della adeguata
alcuni punti che è essenziale sottoli- narrazione dei fenomeni migratori,
neare. Importanza sempre crescen- producendo una conoscenza social-
te, in tutti i sottosistemi, della co- mente solida, con visioni condivise
municazione per la sostenibilità che della sostenibilità e decisioni meglio
porta a una consapevolezza sociale accettate anche dai diversi pubblici
generale, della tematica, più perva- interessati.
siva. Da rilevare, infine, che ogni sot-
tosistema mostra modalità operative
interne distinte che portano a for- Prime conclusioni
me di comunicazione specifiche nel Se la sostenibilità implica un profon-
sottosistema per quanto riguarda la do cambiamento di paradigma, an-
sostenibilità. Nei diversi sottosiste- che la narrazione specifica esige atti-
mi, inoltre, esiste la consapevolezza vità altrettanto diverse e con questo
del valore della comunicazione rela- atteggiamento mentale si può pen-
tiva alla sostenibilità per il raggiun- sare di affrontare la tematica dell’im-
gimento dello sviluppo sostenibile. migrazione coniugando le diverse
Con le diverse attività dei sottosiste- esigenze e non scadendo nella sem-
mi, che nella società civile, portano plice proposizione di messaggi crea-
all’introduzione di preoccupazioni, ti e diffusi da opposte tifoserie. Dato
idee e soluzioni dal basso nella so- questo necessario shift culturale, ol-
cietà. Nell’istruzione che consento- tre a veicolare informazioni empi-
no alle persone di svolgere un ruolo riche sembra opportuno racconta-
attivo nello sviluppo sostenibile. Nei re una visione complessiva, capace
mass media che contribuiscono alla di motivare e superare inerzie. Ciò
consapevolezza sociale dei proble- deve portare a una comunicazione:
mi di sostenibilità. Nella scienza che corretta ed efficace; chiara e visibile;
individua apporti alla soluzione dei accurata e specifica; rilevante e coe-
problemi di sostenibilità e consape- rente; comparabile. Con una infor-
volezza della società. Nella politica mazione accompagnata dall’utilizzo
che sistematizza le diverse percezio- di dati ottenuti applicando metodo-
ni della tematica sviluppo sosteni- logie diffuse, riconosciute e ripro-
bile, coniugando interessi diversi e ducibili. Esplicita rispetto ai modi e
alle condizioni necessarie affinché il in maniera pervasiva poiché il tem-
beneficio connesso si possa manife- po è scaduto.
stare. Le proposte accennate devono
essere realizzate immediatamente e
Rischio ambientale Transizione Adattamento.
Fonte: immagine dell’Autore
MIGRANTI CLIMATICI
PERCHÉ LA SFIDA CLIMATICA È SOCIALE
Introduzione
Mariaclaudia CUSUMANO
Prendere consapevolezza della Crisi
climatica significa meglio affrontare
i molteplici impatti socioeconomi-
ci che questa produce in modo più
stridente nel Sud globale. La man-
canza di norme specifiche nell’ordi-
namento internazionale sui rifugiati
ambientali (Brown, 1976), rende l’u-
tilizzo di tale concetto problematico.
In questo contributo saranno utiliz-
diventano fattori che impattano sui
zati indistintamente i concetti di mi-
sistemi sociali (OIM, 2022).
granti climatici e rifugiati ambientali, a
fare da sfondo è la definizione di mi- Le attuali politiche globali, quale il
grante ambientale dell’OIM: Global Compact for Migration si con-
centrano esclusivamente sugli effet-
Una persona che a causa di cambia-
ti migratori, mentre la ricerca delle
menti dell’ambiente improvvisi o
cause delle mobilità globali rimane
progressivi che influiscono negativa-
sottaciuta quanto scorporata tanto
mente sulle condizioni di vita è co-
dalle politiche quanto dalla narrativa
stretta a lasciare i luoghi in cui risiede
mainstream, eppure, la relazione tra
abitualmente (OIM, 2021).
cambiamento climatico e migranti è
Condizioni climatiche improvvi- consolidata.
se quali alluvioni o eventi estremi
In questo contesto, appare neces-
oppure il lento declino delle condi-
sario interrogarsi sulle conseguen-
zioni ambientali che ne indebolisce
ze del cambiamento climatico sulle
i sistemi naturali quali suolo, baci-
mobilità umane.
ni idrici, innalzamento delle acque,
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 77
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Effetti del cambiamento dei fattori climatici che lentamente
deteriorano la qualità della vita fino
climatico: siccità, tropica- a rendere inevitabile le migrazioni.
lizzazione, innalzamento Dal 1960 al 2022 si è assistito all’au-
dei mari mento delle ondate di caldo estremo
Nel 2002 il rapporto “Abrupt Climate (+29%), un fenomeno che mette a ri-
Change” del National Research Council schio la sicurezza idrica, sanitaria e
dell’Accademia delle Scienze de- la produzione di cibo (Romanello et.
gli Stati Uniti, mise in luce campa- al, 2023) generando sistemi sociali
gne di rilevazione dall’Antartide al incapaci di autosostenersi che incep-
Venezuela, le riflessioni teoriche e pano nelle catene delle dipendenze
i modelli studiati portavano a una dai sistemi globali, sistemi sociali
drammatica conclusione: non ci sono destinati ad essere gli esclusi globali
da attendere i decenni a venire, ci tro- su cui incardinare relazioni di scarto
viamo già nel passaggio all’instabilità (Armiero, 2021).
del clima, con tutte le conseguenze Secondo gli scenari dell’IPCC, entro
sempre più accelerate che lo scon- le prossime due decadi, numerose
volgimento climatico comporta: in- aree rischiano di essere sommerse,
nalzamento delle temperature, fu- tra queste l’area del Beijing in Asia,
sione delle grandi masse ghiacciate cento milioni di persone, saranno
del polo Artico, dell’Antartide e dei costrette a mettersi in marcia verso
grandi ghiacciai del Quaternario, nuove terre.
tropicalizzazione del clima, esten-
La siccità degli ultimi 10 anni in al-
dersi della siccità a aree sempre
cune aree del Madagascar ha fat-
più vaste, moltiplicarsi degli even-
to registrare una diminuzione del
ti meteorologici estremi (Angelini
30% della popolazione. In Mongolia,
e Scalia, 2017). Il 2023 è stato l’an-
le variazioni climatiche, l’inverno
no più caldo registrato nella storia
particolarmente rigido e primave-
degli ultimi 100.000 anni (WMO,
ra scarsamente piovosa, stanno diri-
2024), ma se da un lato il Nord glo-
gendo centinaia di migliaia di perso-
bale detiene conoscenze, tecnologie,
ne a spostarsi dalle aree rurali.
capacità di investimento per fron-
teggiare le conseguenze del cambia- Le popolazioni delle Isole Caribbean
mento climatico e si trova anche in e del Pacifico incorrono in un rischio
posizioni geografiche di vantaggio, climatico particolarmente elevato:
il Sud globale assiste ad un costan- a Cuba, Dominica e Tuvalu, circa il
te impoverimento dei territori, non 5% della popolazione ogni anno la-
solo a causa della depredazione di ri- scia i territori a causa di eventi estre-
sorse naturali sia per mano del Nord mi come uragani e cicloni tropi-
capitalista e globalizzato sia a causa cali che si verificano con maggiore
78 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
intensità e violenza. Nelle isole SIDS I dati di Save the Children fornisco-
tra il 2008 e il 2018 si è assistito ad no un taglio intergenerazionale sulla
uno spopolamento del 95% (OXFAM, questione: più di 1 miliardo di bam-
2019). Nel Corno d’Africa, in partico- bini vive nelle aree rurali costiere a
lare Etiopia, Sud Sudan e Sudan agli rischio climatico. In Mozambico,
sfollati da conflitti armati (3,8 milio- si stima che 11,3 milioni di bambi-
ni), si aggiunge un milione da disa- ni vivano lungo gli argini dei fiumi
stri climatici; per il 2019, in Somalia o nelle pianure alluvionali. Nelle Fiji
è stato riscontrato che il 67% dei qua- sono 303.000 i bambini che vivono
si 700.000 sfollati si era spostato a in aree costiere a bassa quota. Quasi
causa della siccità che aveva messo 160 milioni di bambini vivono in
in crisi il sistema economico locale zone aride. Si prevede che entro il
basato sulla produzione agricola. 2040, circa 600 milioni di bambini
(quasi 1 su 4 nel mondo) vivranno in
aree sottoposte a stress idrico estre-
Proiezioni per il futuro dei mamente elevato (UNICEF, 2020).
migranti climatici Inoltre, 222 milioni vivono in re-
gioni montuose esposte a forti piog-
Il cambiamento climatico agisce
ge, siccità, forti venti (Perù), circa
come sistema multi-causale all’in-
93.000 vivono a valle di laghi glacia-
terno di contesti già particolarmente
li, esposti a inondazioni improvvise
fragili e vulnerabili dal punto di vi-
(Save the Children, 2021). Gli scena-
sta socioeconomico. La fascia equa-
ri di Myers al 2020 proiettavano 50
toriale si presenta come l’area geo-
milioni di rifugiati ambientali, men-
grafica più soggetta all’impatto del
tre per il 2050 ne attestava 250 mi-
Global Warming, registrando i mag-
lioni (Myers, 2002). Nel 2018 Rigaud
giori aumenti della temperatura ri-
et al., 2018 hanno stimato migrazio-
spetto ad altre fasce del Pianeta. Le
ni per 143 milioni di persone che si
previsioni per i prossimi anni indi-
sarebbero spostate a causa delle con-
cano un aumento della temperatura
seguenze dell’aumento delle tempe-
media globale al 2040 di 1,5°, mentre
rature. I dati attuali superano le pro-
per la fascia subsahariana, come da
iezioni: nel 2020 le persone che si
figura 1, si stima uno scenario cata-
sono spostate al di fuori del proprio
strofico di crescita della temperatura
paese sono state 282 milioni, secon-
di 4,0° (IPCC, 2023).
do l’OIM questo numero è destinato
Nel Sahel le proiezioni suggeriscono a salire e rischia di raggiungere i 400
un aumento della temperatura pari milioni entro il 2050, qualora non si
a 4,3° entro il 2080. Somalia e India attuino strategie globali per arrestare
hanno probabilità che si verifichino
la crisi climatica.
eventi estremi quattro volte superio-
ri rispetto ai paesi ad alto reddito.
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 79
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
La sfida climatica è la sfida 2019), aspetti ambientali e socia-
li sono intersezionali, questioni da
sociale affrontare congiuntamente per af-
Guardare al futuro delle migrazio- frontare il futuro. Agire per il cam-
ni richiede uno sguardo attento su biamento climatico significa preoc-
quanto sta accadendo nel Sud glo- cuparsi dei territori della comunità
bale, guardando a quelle regioni av- globale, senza lasciare nessuno in-
vitate alla povertà, periferie globali dietro. È la sfida del secolo.A fronte
che dovranno pagare ingiustamente delle proiezioni per il futuro dei mi-
il conto del modello economico in- granti ambientali, è auspicabile che
sostenibile dei Paesi ad alto reddi- le politiche migratorie non siano de-
to che nella rincorsa alla crescita del clinate solo sull’immigrazione, ma
PIL annichilisce risorse, incluso l’uso per un futuro più equo, bisognereb-
delle fonti fossili, principali respon- be rafforzare la cooperazione inter-
sabili del Global warning. La ricchez- nazionale e le politiche economiche
za dell’1% della popolazione mondia- per risollevare le comunità locali del
le continua a minacciare le economie Sud attuando adesso politiche ambi-
e il benessere del Sud globale, nella ziose verso la decarbonizzazione e la
misura in cui il cambiamento clima- Transizione ecologica per tutti.
tico impatta maggiormente nei pa-
esi a basso reddito. Il cambiamento
climatico contribuisce alle disegua-
glianze socioeconomiche tra i pae-
si per il 25% (Diffenbaugh e Burke,
Rischi e impatti previsti dei cambiamenti climatici sui sistemi naturali e umani a diversi livelli
di riscaldamento globale. Fonte: IPCC Sixth Assesment Report, 2023
80 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Genere e generazioni
LINEE GUIDA PER LA TUTELA DELLA SALUTE E
L’INTEGRAZIONE DELLE DONNE MIGRANTI
Nella programmazione transfronta-
liera Interreg Italia-Slovenia 2014- Giovanni DELLI ZOTTI
2020 è stato finanziato il progetto Ornella URPIS
“Integra. Rete transfrontaliera per le Moreno ZAGO
donne migranti: integrazione socia-
le, salute sessuale e riproduttiva” con
capofila il Dipartimento di Scienze
politiche e sociali in collaborazione
con quello di Scienze mediche, chi-
rurgiche e della salute dell’Univer-
sità degli Studi di Trieste e il coin- sfida per la loro integrazione a tutti
volgimento della Facoltà di Scienze i livelli istituzionali. Nel solo Nord-
della salute dell’Università del Est, sono circa 458mila le straniere
Litorale, dell’Irccs materno infantile non comunitarie presenti: 187mila
Burlo Garofolo e dell’Ospedale per provenienti dall’Europa centro-o-
le malattie femminili e l’ostetricia rientale, 116mila dall’Africa e 118mila
di Postumia. Il progetto ha affronta- dall’Asia e Medioriente.
to un argomento poco esplorato: la
Nei processi migratori, le lealtà al
tutela della salute delle donne mi-
modello tradizionale della famiglia
granti provenienti da aree del mon-
patriarcale spesso rimangono inva-
do dove le culture sono fortemente
riate. Le dinamiche migratorie si in-
connotate da un’impronta patriar-
trecciano alle strategie matrimonia-
cale che influisce direttamente sul-
li delle famiglie o delle comunità e
la loro salute sessuale e riproduttiva.
l’osservanza di certe pratiche tradi-
Trovandosi lungo la rotta balcani-
zionali, tra cui il matrimonio forza-
ca, l’area al confine nord-orientale
to, diventa funzionale al manteni-
conosce flussi costanti di migranti
mento dei confini dell’identità e al
provenienti dai paesi mediorientali
sistema sociale di origine. Osservare
e dall’Africa che rappresentano una
la salute sessuale e riproduttiva delle
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 83
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
donne è perciò un buon indicatore femminili) sono indicatori utili per
di integrazione delle comunità cul- comprendere il grado di inclusione
turali poiché rivela le capacità di au- sociale delle donne e di integrazio-
tonomia e autodeterminazione del- ne delle loro comunità nel paese di
le donne, condizione fondamentale accoglienza.
per il riconoscimento dei loro diritti
Le barriere linguistiche che intercor-
e di identificazione con i modelli e
rono tra le immigrate e il personale
con i valori di una società democra-
sanitario sono un esempio delle dif-
tica. L’accesso delle donne alle strut-
ficoltà di intervento e di inclusione.
ture sanitarie e del territorio, i fre-
Queste barriere sono spesso causa-
quenti aborti, la presenza di ripetute
te dall’assenza di interpreti/media-
malattie sessuali, la conoscenza della
tori culturali e la mancata forma-
pianificazione familiare e della lin-
zione del personale fa sì che questi
gua del paese di accoglienza, le ca-
non comprendano l’importanza del-
pacità di autonomia e di scelta sulla
la mediazione, così come non com-
riproduzione, l’abbandono dei com-
prendano che la mancata conoscen-
portamenti di sottomissione alle
za della lingua non faciliti le donne
tradizioni (matrimoni endogamici
straniere nell’accesso ai diritti alla
o forzati e mutilazioni dei genitali
salute. L’educazione interculturale
Fonte: [Link]
del personale sanitario, finalizzata a pianificare le gravidanze e l’acquisi-
riconoscere le norme e pratiche del- zione di conoscenze sul funziona-
la salute riproduttiva in contesti cul- mento del proprio corpo, della ses-
turali diversi, rappresenta una ne- sualità e della contraccezione viene
cessità all’interno di un approccio culturalmente ostacolata. Le linee
sistemico alla salute. Così facendo, guida e buone pratiche individuate
il personale sanitario garantirebbe dal progetto includono la consulen-
alle migranti un’assistenza sanitaria, za contraccettiva e la prevenzione
un’educazione e una promozione del ricorso all’interruzione di gra-
della salute culturalmente adeguate. vidanza. Si raccomanda di propor-
re e/o fornire la contraccezione al
Il progetto ha previsto una formazio-
momento dell’interruzione di gra-
ne specifica per gli operatori sociali e
vidanza o alla dimissione dal parto,
sanitari focalizzata sul superamen-
fornire colloqui individuali e mate-
to delle difficoltà di comunicazione
riale informativo tradotto nella lin-
interculturale e, per i soli operato-
gua della paziente.
ri sanitari, una formazione medica
specifica per la cura delle donne mi- Molte pazienti straniere provenienti
granti anche nei casi più gravi come da diverse regioni geografiche sono a
la mutilazione genitale femminile. rischio di problemi di salute specifici
Inoltre, ha previsto una formazione legati, ad esempio, alle mutilazioni
dei mediatori interculturali per una genitali per le migranti provenienti
loro specializzazione nel settore sa- dall’Africa sub-sahariana. È impor-
nitario e organizzato dei tavoli con tante accertare altresì l’eventuale pa-
gli operatori istituzionali per sensi- rentela con il partner in caso di gra-
bilizzarli ai temi della salute sessuale vidanza – soprattutto per quelle che
e riproduttiva e ai diritti delle donne provengono dal Pakistan e dai pae-
di recente immigrazione e con vis- si arabi del Medioriente o dell’Afri-
suti culturali e di salute diversi. ca – e offrire gli screening genetici in
funzione di quanto emerso. È fon-
Le pazienti straniere sono in aumen-
damentale per queste donne orga-
to nei reparti di ostetricia e gineco-
nizzare colloqui individuali e, even-
logia e pongono sfide uniche al per-
tualmente, prevedere più incontri
sonale sanitario la cui formazione
qualora sia utile o possibile avviare
tradizionale spesso non include una
un percorso condiviso di coppia.
preparazione specifica in risposta ai
bisogni di salute di queste persone. Per la prevenzione e tutela delle vit-
Un indicatore di rischio per la salute time di violenza, si ricorda di appli-
riproduttiva è l’interruzione di gra- care le raccomandazioni dell’Oms
vidanza che è più frequente tra le in tema di accoglienza in ospedale
cittadine migranti in Italia. In alcu- delle donne vittime di violenza, pre-
ni paesi, alle donne non è consentito stando particolare attenzione alle
richieste di interruzione volontaria riguarda la salute riproduttiva. È
della gravidanza o agli aborti spon- opportuno scegliere, se possibile,
tanei, alle infezioni pelviche e del una mediatrice donna per affronta-
tratto urinario. Gli operatori devo- re i problemi di salute riproduttiva
no essere consapevoli del fatto che la e fornire materiale informativo tra-
violenza costituisce un problema di dotto nella loro lingua. Anche la let-
salute e, se necessario, coinvolgere i tera di dimissione con tutte le indi-
Centri antiviolenza. cazioni necessarie va scritta in una
lingua comprensibile alla paziente.
Nel contesto nutrizionale, è impor-
tante incoraggiare la donna a parlare Infine, la Carta dell’Unione euro-
delle sue abitudini alimentari duran- pea dei diritti fondamentali garanti-
te la prima visita ostetrica per sonda- sce l’accesso ai servizi sanitari a tut-
re comportamenti a rischio e inda- ti i cittadini, ma esistono disparità in
gare la disponibilità della donna ad Europa. L’Italia, ad esempio, ha in-
assumere carne nella propria dieta. I trodotto il tesserino STP (Straniero
consigli per una corretta dieta in gra- Temporaneamente Presente) che dà
vidanza vanno tarati sulla persona, accesso a tutti i servizi sanitari. In
tenendo conto di cultura, religione e Slovenia, le donne migranti non as-
caratteristiche individuali. sicurate tendono ad evitare cure non
urgenti a causa del sistema basato
Per i casi di pazienti straniere con
sull’assicurazione obbligatoria.
forte diversità culturale, è opportu-
no prevedere un’équipe multidisci- Le pazienti migranti hanno mag-
plinare che coinvolga un mediatore giori rischi di salute riproduttiva ri-
e altri specialisti ritenuti utili. In caso spetto alle non migranti e garantire
di incomprensioni o difficoltà relati- loro l’accesso ai servizi sanitari, ab-
ve ai consensi alle procedure, si con- battendo gli ostacoli legati alle diffi-
siglia di avvalersi anche della consu- coltà linguistiche, di comunicazione
lenza del medico legale o del giudice e burocratiche, alla scarsa conoscen-
tutelare e/o coinvolgere le Direzioni za dei servizi sanitari e alla difficoltà
sanitarie. È sconsigliato avvalersi di a raggiungerli, non può che miglio-
parenti della donna per la media- rare la loro salute e l’autonomia rela-
zione culturale ma preferire un pro- zionale con l’ambiente sociale.
fessionista, soprattutto per quanto
Donne burkinabè mentre preparano il cibo all’Associazione Culturale Islamica di Pordenone.
Fonte: foto di Ornella Urpis
QUANDO IL LAVORO È DONNA
MIGRANTI E PROCESSI DI FEMMINILIZZAZIONE DEL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA
Verso una crescente fem-
Licia LIPARI
minilizzazione delle migra-
zioni
Nell’analisi delle migrazioni, il filo-
ne degli women studies pone in pri-
mo piano la crescente presenza delle
donne e il ruolo sempre più centra-
le da esse svolto, tanto da assistere a
modelli migratori declinati “al fem-
minile”. Quando si parla di tale feno- pressocché invisibili, ritenute dipen-
meno si tende ad etichettarlo come denti dai mariti e mai protagoniste.
innovativo e tipico della contem- A partire dagli anni Novanta, la ca-
poraneità, anche se da una più at- duta del blocco sovietico rappresen-
tenta analisi ciò appare fuorviante. ta un cleavage importante per i flussi
Già Ravenstein (1889) nei suoi studi migratori che aumentano e mutano
a fine Novecento evidenza l’incisivi- da un punto di vista quanti-qualita-
tà del ruolo delle donne nei processi tivo sotto numerosi aspetti, tra cui la
migratori. provenienza e il profilo socio-demo-
grafico. Con la forte emigrazione dai
Nel panorama mondiale più re-
Paesi dell’Europa orientale, in preva-
cente la sociologa e politologa
lenza composta da donne, il proces-
Morokvasic nel numero monogra-
so di femminilizzazione acquisisce
fico “Women in Migration” del-
centralità nel dibattito scientifico,
la rivista The International Migration
prima, e politico, poi. Dai dati delle
Review, pubblicato a metà degli anni
Nazioni Unite, dagli anni Novanta la
Ottanta del Novecento, sottolinea
quota di donne sul totale dei migran-
quanto, per circa un secolo di lette-
ti internazionali nel mondo oscilla
ratura sul tema, le donne siano state
attorno al 49%. Dai dati più recenti,
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 89
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
nel continente europeo la presenza è correlata ai cambiamenti che han-
femminile è mediamente maggio- no investito il mercato del lavoro e
re (attorno al 51%) sino a raggiunge- alle nuove esigenze della società po-
re il 55% nei Paesi dell’est (UNDESA, stindustriale. In particolare, sono le
2020). Sebbene il ricongiungimen- mansioni di cura e di assistenza ad
to familiare permanga tra i fattori essere svolte da donne immigrate. La
di spinta principali, cresce la quota concatenazione di processi socio-e-
di donne che partono per desiderio conomici – tra cui la progressiva
di emancipazione, sottraendosi, ad emancipazione delle donne autocto-
esempio, a modelli patriarcali rigidi ne, avvenuta anche grazie al suppor-
dei Paesi di provenienza. Al di là del- to lavorativo delle donne migranti,
la motivazione, un aspetto che acco- e l’indebolimento dei supporti sta-
muna le donne migranti è la parte- tali – hanno condotto all’instaurar-
cipazione attiva al mondo del lavoro si di un modello di welfare “legge-
e, dunque, al bilancio economico fa- ro”, per cui le famiglie delegano ad
miliare nel Paese di destinazione. Da altri la gestione di importanti aspetti
questo breve quadro, emerge come delle relazioni private (la cura di an-
l’analisi delle migrazioni femminili ziani, bambini). Nonostante la tra-
necessita di un approccio dinamico, dizionale declinazione al femmini-
complesso e, soprattutto, che tenga le del terziario, dalla comparazione
conto dell’estrema variabilità inter- tra il 2018 e il 2022, emerge in Italia
na del fenomeno (Ambrosini, 2008). un decremento dell’11% di donne
straniere impiegate, ancor più spic-
cato nelle regioni del Centro (-19%)
Il lavoro “al femminile”: dif- e del Sud (-25%). Va evidenziato che
ferenze territoriali in Italia il terziario è stato il più colpito da-
gli effetti della pandemia da COVID
Nel 2022 i cittadini residenti di na-
19 – basti pensare al comparto della
zionalità straniera in Italia superano
ristorazione e della ricettività – e nel
i 5 milioni e le donne rappresentano
quadriennio è il settore che ha perso
il 51% del totale. I primi tre Paesi con
il maggior numero di occupati. Con
una significativa quota di donne im-
attenzione agli altri settori, il proces-
migrate sono in ordine decrescente
so di femminilizzazione cresce nel
l’Ucraina, le Filippine e la Romania.
settore secondario (+16%), specie in
Il 40% delle donne immigrate resi-
quei comparti dell’industria in cui
denti (circa 1 milione) è formalmen-
la disponibilità di manodopera au-
te inserito nel mercato del lavoro, di
toctona si è drasticamente ridotta
cui il 18% risulta impiegato nel set-
per via di condizioni di scarsa tute-
tore primario, il 16% nel secondario
la e di mansioni per lo più a bassa
e il 56% nel terziario. La prevalen-
qualificazione.
za di impiegate nel settore terziario
90 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Dall’analisi dei dati (tab. 1), emer- nel Centro e nel Nord-Est. Nel Sud
gono delle differenze territoriali in Italia diminuisce la presenza di ma-
Italia che evidenziano modelli pe- nodopera immigrata regolare a cau-
culiari di inserimento nel merca- sa della profonda crisi che il mercato
to del lavoro delle donne migran- del lavoro sta attraversando, in parti-
ti. Nel post-pandemia, la presenza colare sono proprio le donne i sog-
delle donne è aumentata nel setto- getti più vulnerabili, con maggiore
re primario nel Nord-Ovest e nel rischio di licenziamento.
Centro Italia; nel settore secondario
Settore primario Settore secondario Settore terziario
v.a.
var.% v.a. var.% v.a. var.%
*1.000
2018-22 *1.000 2018-22 *1.000 2018-22
Nord-ovest 3.7 28.6 36.8 3.8 295.7 -7.5
Nord-est 5.7 -24.6 43.0 25.3 227.1 0.0
Centro 6.3 15.9 27.4 28.5 221.7 -18.9
Sud e Isole 11.9 -6.7 5.5 -7.4 105.4 -25.2
Italia 27.5 -3.5 112.6 16.2 849.9 -11.5
Donne di nazionalità straniera occupate nel mercato del lavoro,
2018-22 (valori assoluti e variazioni).
Fonte: nostra elaborazione su dati Istat, [Link], 2018-22
Nel 2022 si conferma l’attrattivi- Oltre le vulnerabilità: quali
tà delle grandi aree metropolitane
scenari futuri
italiane per via dell’alta e variegata
offerta di opportunità lavorative e Le donne immigrate sono ritenu-
di servizi. Nello specifico emergo- te soggetti ad alta vulnerabilità in
no: in Lombardia Milano, Bergamo quanto oggetto di forme di discri-
e Brescia; in Piemonte Torino; in minazione stratificata, legata al ge-
Emilia Romagna Bologna e Modena; nere, alla “razza” e allo status socia-
in Veneto Venezia e Padova; in le (Tognetti Borgogna, 2012). Nel
Toscana Firenze, Prato, Pistoia; in mercato del lavoro sono più espo-
Lazio Roma e al Sud l’area di Napoli ste degli uomini a forme di sfrutta-
è l’unica ad alto grado di attrattività mento, di segregazione e di violen-
(ns. elab. su dati Istat). za, specie quando sono inserite in
circuiti informali o illegali/crimina-
li. Ma la fragilità delle donne immi-
grate emerge anche nei circuiti for-
mali. Mediamente la forza lavoro
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 91
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
femminile detiene un titolo di stu- condizionata dal cambiamento dei
dio più elevato dei connazionali uo- gruppi geo-culturali di provenien-
mini, con una maggiore incidenza di za; della composizione per genere,
diplomi e lauree, eppure è impiegata età e titolo di studio oltre che del-
in mansioni poco qualificate, a bas- le motivazioni per cui si emigra. Le
sa retribuzione e con scarse tutele donne vanno assumendo un ruolo di
contrattuali. Inoltre, per via del ge- azione nuovo sia in ambito pubblico
nere, le immigrate condividono con – abbiamo visto l’eterogeneità della
le autoctone la penalizzazione nella partecipazione al mercato del lavo-
partecipazione al mercato del lavoro ro nei paesi di destinazione – ma an-
italiano. Sono soggette a forme con- che in ambito privato (Sassen, 2008).
trattuali precarie, al part-time invo- Non va trascurato il protagonismo
lontario o subiscono penalizzazioni delle donne sui processi di stabiliz-
per lo status familiare a causa della zazione delle migrazioni in virtù del
carenza di supporti statali in Italia ruolo svolto nella vita associativa
in tale ambito. Anche la nazionalità delle comunità e negli spazi dome-
può rappresentare un discrimine, in stici familiari.
quanto vi sono comunità tradizio-
Dinnanzi ad uno scenario sempre
nalmente ben inserite nei circuiti la-
più mutevole, pertanto, la sociolo-
vorativi (la filippina e la cinese) e al-
gia e, nello specifico, quella dell’am-
tre invece molto fragili (la indiana e
biente e del territorio, può svolgere
la bengalese).
un contributo fondamentale nell’a-
In un quadro dai tratti controversi, nalisi socio-territoriale della condi-
in Italia si rilevano anche tendenze zione femminile migrante per com-
positive che pongono la donna mi- prendere i nuovi processi di agency e
grante al centro di processi di eman- di buone pratiche.
cipazione e di indipendenza socio-e-
conomica. In particolare, nell’ultimo
decennio aumentano: i matrimoni
misti (+50%); i ricongiungimenti fa-
miliari a carico di donne capofami-
glia (+25%); le esperienze di donne
imprenditrici (+40%); si affermano
sempre più sul territorio nazionale
associazioni che danno supporto e
visibilità alle donne immigrate.
La condizione delle donne migranti
si caratterizza, perciò, per l’alta varia-
bilità che continuerà probabilmente
ad aumentare. Questa tendenza è
92 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Leonid Mujiri/World Bank, “A textile-manufacturing company in Batumi,
Georgia’s Black Sea city”.
Fonte: [Link]
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 93
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
PROMUOVERE OPPORTUNITÀ PER GIOVANI
RIFUGIATI: IL PROGETTO CORRIDOI
UNIVERSITARI
L’Università, un contesto
multiculturale Silvia MUGNANO
Veronica GUIDOTTI
Il 15% della popolazione giovanile in
Italia tra i 20 e 29 anni è migrante
o ha un background migratorio. La
letteratura sul tema dei percorsi edu-
cativi dei ragazzi/e migranti o con
genitori immigrati - le cosiddette se-
conde generazioni - si è concentrata
particolarmente sulla scuola dell’ob-
bligo. Tuttavia, un numero sempre L’Italia presenta una bassa mobilità
maggiore, sebbene ancora limitato, intergenerazionale, con una persi-
riesce a perseguire percorsi educa- stenza delle disuguaglianze occupa-
tivi oltre la scuola dell’obbligo, ma zionali e di istruzione tra le genera-
un numero esiguo arriva ad ottene- zioni. Le università italiane stanno
re il titolo di laurea. Gli Stati mem- assistendo ad un aumento della pre-
bri dell’UE hanno fissato l’obiettivo senza di studenti con background
di portare al 45% la quota della po- migratorio, ma il numero rimane
polazione tra i 25 e i 34 anni che ha ancora relativamente basso rispetto
completato l’istruzione terziaria en- al potenziale. Secondo il MIUR, gli
tro il 2030. L’Italia rimane tra i paesi studenti non italiani rappresentano
dell’UE con il tasso di laurea più bas- il 10,3% dell’intera popolazione stu-
so, attestato al 29% (Eurostat, 2020). dentesca universitaria, di cui il 66,7%
La prevenzione dell’abbandono pre- sono studenti di seconda genera-
coce dell’istruzione costituisce an- zione (nati in Italia da genitori mi-
cora una sfida, soprattutto nel caso granti o emigrati con i loro genito-
di studenti provenienti da contesti ri quando erano piccoli). Tale cifra è
migratori. aumentata negli ultimi cinque anni
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 95
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
di oltre 74 mila unità, registrando un valorizzando il capitale sociale e
incremento del 14,7%. umano di ciascun partecipante.
Il Piano d’Azione UE per l’Integra-
zione e Inclusione 2021-2027 sotto- L’accesso degli studenti
linea che l’istruzione e la formazione
rifugiati ai contesti univer-
costituiscono il fondamento per una
partecipazione soddisfacente nella sitari
società e rappresentano strumenti Nel mondo solo il 5% dei rifugia-
potenti per costruire una società più ti ha accesso all’università; rispetto
inclusiva (Commissione Europea, ai dati dell’anno precedente è stato
2020). registrato un aumento del 2%. Entro
Il modello a tripla elica (Etzkowitch il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo
e Ley DesDorff, 2000) evidenzia il di raggiungere un tasso di iscrizio-
ruolo sempre più importante del- ne del 15% a programmi di istruzio-
la terza missione dell’Università, ne superiore per i rifugiati in Paesi
la quale sembra essere sempre più terzi, in particolare attraverso l’am-
chiamata ad una missione “trans-cul- pliamento di vie di accesso sicure
turale” (Morin, 2000). In linea con (UNHCR, 2021).
quanto detto gli atenei italiani, ri- Nell’ultimo decennio gli Atenei si
conoscendosi nei principi generali sono impegnati nelle sfide migrato-
di uguaglianza, accoglienza, cono- rie attuali favorendo processi di in-
scenza, integrazione, valorizzazio- gresso nel paese, attraverso l’accesso
ne delle differenze e partecipazione, agli studi universitari. La presenza
hanno firmato nel 2019 il Manifesto di rifugiati nelle università italiane è
dell’Università Inclusiva promos- una realtà ancora poco nota, ma in
so da UNHCR. ll Manifesto, che ad crescita, parte di un processo avvia-
oggi conta 53 Università italiane fir- to recentemente e in costante fase
matarie, ha l’obiettivo di facilitare di rielaborazione. Ogni istituzione
l’accesso all’istruzione terziaria per accademica presenta configurazioni
i rifugiati e di promuovere proces- variabili rispetto all’evoluzione ma-
si di integrazione di studenti e stu- turata nel corso degli anni in meri-
dentesse rifugiati/e all’interno della to a questi temi. Oltre alle iniziative
vita accademica. Nei confini dell’a- nazionali uniformi, emergono pro-
teneo, l’interazione tra la comu- getti specifici che riflettono le com-
nità accademica e i rifugiati può petenze e attività dei singoli atenei.
dar vita a una dinamica identificata In generale si può affermare che i
come “terza cultura” (Bennet, 2002). programmi di inclusione nei siste-
Questo incontro promuove la for- mi universitari rivolti ai rifugiati si
mazione di nuovi soggetti e contesti, concretizzano in erogazione di bor-
se di studio e di servizi di supporto
96 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
per rifugiati già presenti in Italia o l’accompagnamento e il progetto
che sono rifugiati in un Paese Terzo prevedono diverse linee di interven-
e che grazie ai meriti accademici e to che integrano in modo interes-
grazie a dei canali regolari possono sante il sistema di accoglienza uni-
entrare in Italia con un visto di stu- versitario con il sistema cittadino e
dio. Cronologicamente i primi pro- territoriale più complesso.
getti rivolti ai titolari di protezione
internazionale sono stati quelli fi-
nanziati dalla CRUI in collabora- I corridoi Universitari e il
zione con il Ministero dell’interno e patto con il territorio
ANDISU che dal 2016 eroga annual-
Unicore – University Corridors for
mente 100 borse di studio - in gra-
Refugees – si sviluppa in conformità
do di coprire vitto, alloggio e altre
con gli obiettivi prefissati da UNHCR
esigenze - a studenti/esse con status
entro il 2030 e con la creazione del-
di rifugiati o beneficiari di protezio-
la Global Task Force on Education
ne temporanea o sussidiaria già pre-
Pathways, focalizzata sull’espan-
senti sul territorio italiano ammessi
sione delle opportunità offerte agli
ad Università italiane. Di più recente
studenti rifugiati. Nello specifico, il
implementazione sono i progetti più
progetto si concentra sulla creazione
strettamente denominati “Corridoi
di canali di accesso legale che con-
Universitari” promossi da UNHCR
sentono ai rifugiati presenti in Paesi
su un modello progettuale Canadese
di primo asilo di accedere all’istru-
che mirano a supportare la carriera
zione terziaria e di trasferirsi quin-
universitaria di studenti/esse meri-
di nel nuovo Paese in modo sicu-
tevoli in possesso di status di rifu-
ro, con un progetto di vita definito.
giato in stati terzi. Sulla falsa riga di
La governance del progetto è mul-
questo modello d’intervento mol-
ti-attoriale e impegna diverse isti-
ti atenei hanno attivato, in risposta
tuzioni pubbliche. Sebbene pro-
all’emergere di nuovi conflitti, pro-
posto da UNHCR e supportato dal
getti specifici per gli studenti siriani,
Ministero degli Affari Esteri e della
afgani e ucraini. In entrambi i casi la
Cooperazione Internazionale, il pro-
gamma di servizi a cui lo studente
getto è per la massima parte finan-
rifugiato accede varia in base alla ti-
ziato dai singoli Atenei che mettono
pologia di borsa di studio ottenuta e
a disposizione un numero di borse
all’istituzione accademica erogante.
di studio annualmente (di media 2
I programmi predisposti per gli stu-
borse di studio per ateneo). Unicore,
denti in arrivo spaziano dall’esenzio-
iniziato con l’Università di Bologna
ne delle tasse alle soluzioni abitative,
nel 2019 con 2 borse di studio, è ar-
dalla gratuità dei pasti in mensa alle
rivato oggi (2024) a coinvolgere 42
agevolazioni per i trasporti. Nel caso
atenei e ad offrire 272 borse.
specifico dei corridoi universitari
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 97
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Uno tra i punti di maggior forza del supportare il percorso dello studen-
progetto è una forte attivazione del- te, anche nei suoi bisogni extra-ac-
le risorse del territorio locale e del- cademici. Il coinvolgimento mul-
la comunità locale. Oltre ai partena- ti-stakeholder previsto nel progetto,
riati nazionali a cui partecipano la attraverso famiglie tutor, aziende e
Caritas Italiana, la Diaconia Valdese e enti locali, favorisce non solo un’in-
il Centro Astalli, le università vengo- tegrazione socio-lavorativa del rifu-
no stimolate nella creazione di nuo- giato/a, ma genera anche una sensi-
ve sinergie e alleanze con partner- bilizzazione sul tema. In questi anni,
ship locali. Sono stati firmati negli si può stimare che siano stati coin-
anni dei patti territoriali tra le uni- volti più di 60 attori nei partenaria-
versità e i soggetti del terzo settore ti locali. L’alleanza che si instaura tra
locale che fornissero o promuoves- gli atenei ed il territorio favorisce la
sero dei servizi aggiuntivi e di sup- creazione di comunità accoglienti
porto agli studenti/esse beneficiarie e supporta percorsi di integrazione
della borsa. personali. Lo studente/essa si rende
così protagonista nel nuovo contesto
In questo orizzonte si pongono an-
e contribuisce con le proprie com-
che i programmi di mentorship
petenze al nuovo tessuto territoria-
universitari. Gli stessi tutor, infatti,
le, ciò accade durante e a conclusio-
entrano in contatto con associazio-
ne del proprio percorso accademico.
ni, servizi e figure competenti sul
tema migratorio, per acquisire co-
noscenze e creare una rete che possa
Università pilota Unicore Unicore Unicore Unicore Unicore TOTALE
- zona Bologna 2.0 3.0 4.0 5.0 6.0 borse
geografica (2019- (anno acc. (anno acc. (anno acc. (anno (anno
2020) 2020-21) 2021-22) 2022-23) acc. acc.
2023-24) 2024-25)
Nord Est 5 4 6 9 7 9 40
Nord 0 2 12 19 21 20 74
Ovest
Centro 1 8 9 17 11 11 57
Sud e isole 0 6 16 22 25 25 94
TOTALE 6 20 43 67 64 65 265
borse
Fonte: Nostra elaborazione su dati ricavati dal protocollo d’intesa Nazionale firmato annualmente
98 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Corridoi Universitari.
Fonte: UNHCR, 2023
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 99
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
GIOVANI MIGRANTI E ACCOGLIENZA:
TRA RADICAMENTO E MOBILITÀ
Premessa
Anna ELIA
Il saggio propone una riflessione sul-
le forme di insediamento di giovani
migranti tra i 16 e i 17 anni, prove-
nienti dall’Africa sub-sahariana, nei
progetti del Sistema di Accoglienza
Integrazione in Calabria. Muovendo
dal nesso migrazioni/territorio, l’in-
tento è quello di analizzare come
la transitorietà della loro esperien-
za migratoria impatta sulle forme
dei giovani migranti nelle procedu-
di “sedentarizzazione” che caratte-
re di tutela e di accompagnamento
rizzano il sistema di protezione/ac-
è stata più volte sottolineata nelle
compagnamento. L’analisi si articola
linee guida europee che si occupa-
su una duplice prospettiva: l’espe-
no di quest’ambito: in questo senso
rienza migratoria dei giovani mi-
vanno, infatti, il Piano di Azione del
granti, tenendo conto delle traietto-
Consiglio d’Europa sulla protezione
rie migratorie e dei legami familiari;
dei minori migranti in Europa 2017-
l’agire degli operatori e delle ope-
2019 e le prassi istituzionalizzate
ratrici sociali dei progetti di acco-
come le procedure di Relocation,
glienza a fronte della loro circolarità
che assicurano forme di ricongiun-
esistenziale.
gimento familiare in deroga alle re-
strizioni del Regolamento Dublino.
Giovani migranti o minori Tuttavia, queste azioni programma-
tiche si scontrano sia con le norma-
stranieri non accompagna- tive e le pratiche di controllo delle
ti? frontiere esterne, sia con i dispositi-
La necessità di considerare i legami vi protezionistici dei singoli sistemi
familiari e l’esperienza migratoria di welfare nazionali (Bolzman 2020).
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 101
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Nel caso italiano, la normativa in istituzionalizzando un atteggiamen-
materia di immigrazione definisce i to discriminatorio verso questi gio-
giovani migranti minori stranieri non vani che rappresentano la compo-
accompagnati, in quanto cittadini dei nente più vulnerabile della forza
Paesi Terzi e per l’assenza di un adul- lavoro immigrata.
to che ne possa assumere la rappre-
sentanza legale in quanto minorenni.
Una volta identificati come mino- Da territori sospesi a terri-
ri, questi accedono alla protezione tori circolatori
dello Stato in nome dell’inalienabi-
L’ambiguità del quadro normativo
le diritto di ogni minore alla prote-
sui giovani migranti soli determina
zione sociale. Il “collocamento in un
il paradosso della protezione come
luogo sicuro” per i minori migranti
controllo che viene messo a tema
soli può avvenire in un progetto di
nell’infantilizzazione dei sistemi di
accoglienza del Sistema Accoglienza
accompagnamento evincibile so-
Integrazione doveil giovane assolve
prattutto nell’indeterminatezza dei
al “Patto Educativo Individualizzato”
tempi delle procedure amministra-
che dovrebbe concludersi con la re-
tive e giudiziarie. Essi sono quindi
golarizzazione alla maggiore età.
riconosciuti nelle prassi di presa in
Nonostante il legislatore abbia nor- carico soprattutto come oggetti di
mato in maniera organica la loro tu- cura, ma nello stesso tempo devono
tela attraverso la legge 47/2017 (c.d. accettare le finalità e gli obiettivi dei
Legge Zampa), la recente emanazio- tirocini, dei corsi di apprendimen-
ne del cd. “Decreto Cutro” (Legge 5 to della lingua italiana e un iter bu-
maggio 2023, n. 50) ripropone quel- rocratico che porta alla loro emanci-
la che è una posizione di confine di pazione secondo strumenti e tempi
questi giovani tra l’essere immigra- determinati dalle politiche migra-
ti, potenziali clandestini da espelle- torie. Queste pratiche istituziona-
re e minori da proteggere. Il Decreto lizzate di lavoro sociale rispondono
prevede la questione dell’accerta- ad una concezione neo-liberista del-
mento dell’età dei giovani migranti la relazione tra adulti e giovani mi-
che si dichiarano minori anche con granti nelle comunità residenziali:
metodi sanitari; l’eventualità di col- la responsabilizzazione individuale
locare i giovani “ultra sedicenni” nei dei primi rispetto alla performance
centri per adulti in violazione del- dei secondi in relazione ad indicato-
la Convenzione ONU sui diritti del ri specifici di integrazione, mentre i
fanciullo; l’avvio di un procedimen- legami di appartenenza e le respon-
to di verifica sul permesso di sog- sabilità familiari, gli aspetti culturali,
giorno per motivi di lavoro da par- religiosi non assumono alcun signifi-
te delle organizzazioni professionali cato nei programmi di integrazione.
102 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Tale dimensione può essere colta e il 2008 ed il 2018 (Stranges 2020 :
valorizzata partendo dal concetto di 199) assume che tra i minorenni l’al-
“territorio circolatorio” di Tarrius lontanamento volontario dal Centro
(2000), che permette di spostare il di Accoglienza (CDA) di Crotone
focus della ricerca dai processi di raggiunge il 41,36%, bambini soli, so-
inclusione all’interno di uno spazio prattutto maschi, e adolescenti di età
geo-politico al nesso tra migrazioni più elevata. Nell’arco dello stesso de-
e territori intesi come spazi trans- cennio esperienze di ricerca sui mi-
nazionali composti dalle esperien- nori non accompagnati in Calabria
ze di mobilità dei migranti. Questa sono dedicate alle traiettorie erra-
articolazione di sequenze di mobili- tiche che questi compongono in
tà e di radicamento è essenziale per quanto protesi verso luoghi più at-
permettere all’osservatore di consi- trattivi, mossi da aspettative econo-
derare i legami interdipendenti che miche o da percorsi di riunificazione
danno senso all’esperienza migrato- familiare (Elia e Fedele, 2022).
ria attraverso cui i giovani migranti
Lo studio di questa esperienza mi-
aspirano a definire uno spazio ter-
gratoria transitoria porta quindi a
ritoriale in cui è possibile crescere e
considerare la comunità residenzia-
anche trasformare le proprie idee.
le secondo un doppio significato:
come spazio di fissità e ancoraggio,
Circolarità esistenziale e ma anche come crocevia e luogo di
dispersione. Gli operatori e le ope-
pratiche professionali ratrici sociali nelle pratiche infor-
Rappresentati come giovani conti- mali di lavoro sociale impattano con
nuamente in fuga, potenzialmen- la dimensione familiare transnazio-
te devianti, le loro condotte dentro nale del giovane: figure genitoria-
il sistema di protezione sembrano li che continuano a svolgere la loro
incontenibili di fronte alle regole e funzione educativa nel quotidiano
alle norme sociali che sono loro im- attraverso i social media, inciden-
poste nelle comunità residenziali do profondamente sull’adattamen-
(Bolzman, 2020). Questa tendenza to del giovane alle regole del Patto
alla transitorietà all’esperienza mi- Educativo Individualizzato oppure
gratoria riguardo ai minori migran- determinandone la fuga spingendo-
ti viene avvalorata anche da dati mi- lo così ad assolvere il mandato eco-
nisteriali che rivolgono l’attenzione nomico del quale sono investiti. In
alle fughe dai centri dopo la prima questi casi, tra le azioni informali
identificazione nei luoghi della fron- più rilevanti, le strategie di media-
tiera marittima, in particolare un’a- zione con la famiglia di origine, ar-
nalisi su queste fonti dedicata alla ticolate dai/lle professionisti/e del
Calabria nell’arco di un decennio tra sociale attraverso i minori stessi,
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 103
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
rappresentano un riconoscimento primo arrivo, oppure al contesto di
de facto delle reti in cui il giovane origine, ma ad una multi-apparte-
è inserito, al di là e al di fuori del- nenza ai territori ed alla circolarità
le pratiche istituzionalizzate. L’esito delle loro esperienze. Tale prospetti-
di queste azioni, anche se eteroge- va permetterebbe di destrutturare il
neo, indica la necessità di definire paradigma della protezione dei mi-
un percorso istituzionalizzato a tu- nori migranti soli radicato nelle for-
tela del diritto dei giovani migranti me istituzionalizzate di governance
ad avere un progetto di vita che non dei flussi migratori.
è necessariamente legato al luogo di
Progetto SAI Minori, Luna Rossa – Comunità Progetto Sud, Lamezia Terme.
Fonte: foto di Nicola Emanuele.
104 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
UNO SGUARDO SUGLI STUDENTI
INTERNAZIONALI
TRA PERCEZIONI CONTRADDITTORIE E IMPLICAZIONI PER L’INCLUSIONE SOCIALE
Studenti internazionali:
definizioni e profili Mario COSCARELLO
Gli studenti internazionali sono
identificati in letteratura come una
categoria specifica di migranti, an-
che se la separazione terminologi-
ca fra mobilità e migrazione non è
netta come specificato in altri studi
(King et al, 2010). L’Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo
economico (OECD, 2023) definisce e globale determinano i modelli di
“studenti internazionali” coloro che mobilità internazionale degli stu-
hanno lasciato il proprio Paese o ter- denti. Tra questi, le ambizioni per-
ritorio di origine per spostarsi ver- sonali e le aspirazioni a migliori pro-
so un altro Paese o territorio con il spettive occupazionali, la mancanza
principale obiettivo di studiare. di istituzioni terziarie di alta qualità
Secondo i dati (OECD, 2023), gli stu- in patria, la capacità delle istituzioni
denti internazionali che sono inseri- terziarie all’estero di attrarre talenti e
ti in percorsi di istruzione terziaria le politiche governative volte a inco-
nei paesi OCSE e nei paesi partner raggiare la mobilità transfrontaliera
sono oltre quattro milioni, un nu- per l’istruzione. Nei paesi OCSE, fra
mero sempre crescente negli anni. tutti gli studenti che accedono per la
Prevalentemente sono l’Asia, l’Euro- prima volta all’istruzione terziaria,
pa e l’Africa i continenti dai quali vi in media il 10% sono studenti inter-
è maggiore mobilità in uscita, segui- nazionali (Figura 1).
ti da America Latina, Nord America La mobilità internazionale degli stu-
e Oceania. Molti fattori a livello in- denti universitari aumenta con il li-
dividuale, istituzionale, nazionale vello di istruzione. In media, solo
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 105
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
il 6% dei nuovi iscritti ai programmi ha un trend in crescita e, nell’ultimo
terziari a ciclo breve e l’8% dei nuo- anno (a.a. 2022/2023), secondo i dati
vi iscritti ai programmi di laurea del Ministero ([Link]
sono mobili a livello internaziona- it/dati/didattica/italia/atenei), risul-
le. Questa percentuale sale al 19% nei tano iscritti su un totale di 1.909.360
programmi di master e al 31% nei pro- studenti, ben 121.165 studenti inter-
grammi di dottorato. In Italia la po- nazionali, pari al 6,3%.
polazione di studenti internazionale
Distribuzione degli studenti internazionali o stranieri che studiano nei Paesi OCSE e nei Paesi
partner/di adesione per regione di provenienza (2021) in percentuale.
Fonte: OECD, 2023: 250.
Nota: Il numero tra parentesi corrisponde all’iscrizione di studenti internazionali in percentuale
sul totale degli iscritti all’università nel 2021.
Negli studi sulla migrazione e sulla Talenti e valore aggiunto o
mobilità, tuttavia, gli studenti inter-
soggetti discriminati e da
nazionali sono ancora un fenomeno
poco indagato (Rugge, 2019). Inoltre,
tutelare? un breve quadro
il tema dell’inserimento degli stu- teorico di riferimento
denti di cittadinanza non italiana nei Un primo filone di studi dimostra
percorsi di studi terziari del siste- che paesi e istituzioni concorrono
ma di istruzione italiano e della loro per attrarre i futuri migranti quali-
transizione al lavoro sono ancora re- ficati che, in alcuni casi, sono con-
lativamente poco trattati. cepiti come veri talenti. Gli studen-
ti internazionali, infatti, possono
106 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
rappresentare un valore aggiunto attuali rispetto agli anni preceden-
per le società di accoglienza in ter- ti. Si riscontrano, infatti, criticità
mini demografici, economici, cultu- che riguardano principalmente i se-
rali e politici. guenti aspetti:
Sembra esserci un ampio consen- • l’insufficiente riconoscimento dei
so, in particolare tra gli esperti del titoli di studio rilasciati da Paesi
mercato del lavoro, rispetto al fatto terzi;
che l’immigrazione altamente qua- • le difficoltà incontrate nel rilascio
lificata è fortemente auspicabile per dei visti di ingresso e dei permessi
l’Europa. La teoria economica, in- di soggiorno;
fatti, suggerisce che l’immigrazione • la scarsità di corsi in lingua inglese;
altamente qualificata ha in genera- • contesti urbani non sempre prepa-
le effetti positivi sull’economia ri- rati all’accoglienza-integrazione di
cevente, contribuendo “a facilitare studenti stranieri.
lo scambio internazionale di idee, Un secondo filone di studi considera
conoscenze, beni e servizi e capi- gli studenti internazionali come sog-
tali” (Kahanec e Králiková, 2011). In getti vulnerabili e con una serie di
questo senso, sono individuati una problematiche legate ad integrazio-
serie di fattori importanti che la fa- ne ed accoglienza. In questa prospet-
voriscono, come il rendimento delle tiva va sottolineato il rischio comune
competenze, le politiche in materia legato alle diverse comunità studen-
di visti e una serie di variabili con- tesche internazionali, ovvero la ten-
testuali come il multiculturalismo, la denza all’auto-segregazione in aree
sicurezza, il clima e la cordialità del- geografiche urbane, spesso anche in
le persone. Inoltre, una serie di poli- relazione a discriminazioni prove-
tiche dell’istruzione superiore è sta- nienti dalla popolazione residente.
ta identificata come importante per
Riguardo tali criticità, nel panorama
la mobilità internazionale degli stu-
degli studi urbani si è indagato sugli
denti. Queste includono le tasse e i
impatti della presenza e accoglienza
costi di studio, la lingua di insegna-
di studenti internazionali nelle cit-
mento, la qualità dell’istruzione, la
tà, per cui è stato formulato il con-
disponibilità di programmi con l’in-
cetto di studentification (in letteratura
glese come lingua di insegnamento e
il termine si riferisce alla compren-
la sua reputazione.
sione degli effetti delle popolazioni
In questa prospettiva, per quanto studentesche nei processi di cam-
riguarda l’Italia non sono stati fatti biamento urbano) attraverso il qua-
molti sforzi per aumentare l’attratti- le già Smith (2005) ha sintetizzato i
vità del sistema universitario per gli contradditori cambiamenti collega-
studenti internazionali, prendendo ti alla presenza di studenti universi-
in considerazione i dati percentuali tari in specifici contesti. Gli studenti
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 107
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
internazionali, infatti, impattano si- necessità di migliorare il supporto
gnificativamente sulle geografie dei all’integrazione nei contesti ospitan-
quartieri in continua reinvenzione ti. Considerato l’aumento globale e
dei centri urbani. Nell’ottica della nazionale degli studenti internazio-
studentification gli studenti interna- nali, è cruciale sviluppare politiche
zionali possono essere considerati e approcci inclusivi che favoriscano
attori rilevanti nel cambiamento ur- un’efficace transizione accademica,
bano perché partecipano all’econo- sociale e lavorativa. In Italia, l’ado-
mia della conoscenza, all’economia zione di strategie mirate per miglio-
dei viaggi e all’economia del tempo rare l’attrattività e l’accoglienza, dalla
libero. I percorsi di inserimento, a qualità dei servizi all’offerta educati-
volte, possono associarsi a conflitti, va in lingue accessibili, potrebbe fa-
talvolta latenti, altre volte manifesti, cilitare un’inclusione più completa.
che scaturiscono dalle differenti mo- Inoltre, approfondire il fenomeno
dalità di fruizione dello spazio pub- con ricerche qualitative permette-
blico da parte dei residenti e dei city rebbe di intercettare meglio le esi-
users. Possono, in alcuni casi, stimo- genze di questa popolazione e pro-
lare delle contrapposizioni tra po- muovere l’interazione tra cittadini
polazioni diverse per propensioni, stabili e temporanei, minimizzando
pratiche e prospettive. I contrasti tra attriti culturali e sociali. Una mag-
citizens storici e cit(y)zens provvisori giore attenzione alla diversità e alla
sono, infatti, un fenomeno costitu- cooperazione interistituzionale con-
tivo e costituente della relazione tra tribuirà a rendere l’esperienza edu-
città e università, dal quale discende cativa un ponte verso opportuni-
anche il celebre paradigma della let- tà condivise e reciproci benefici per
teratura anglosassone town and gown studenti e società ospitanti.
(Kemp, 2013), frequente ad esempio
nel contesto britannico e che fa ri-
ferimento ad attriti tra popolazioni
stabili e temporanee che animano la
quotidianità di molti centri e quar-
tieri universitari.
Quale scenario per gli stu-
denti internazionali
Gli studi qualitativi sugli studenti in-
ternazionali, sebbene ancora pochi,
evidenziano sia il “potere trasforma-
tivo” della mobilità studentesca sia la
108 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
GANG GIOVANILI IN ITALIA: LE PANDILLAS
COME FENOMENO SOCIALE E CULTURALE
Negli ultimi anni, sta avendo parti-
colare rilievo nel dibattito pubblico Alessandra TERENZI
italiano il tema delle gang giovanili,
sempre più spesso associate ad azio-
ni criminali o devianti da parte dei
media. In Italia da gennaio ad apri-
le 2022 sono stati pubblicati 1909 ar-
ticoli contenenti riferimenti a gang
giovanili o baby gang su giornali o
agenzie stampa (Savona et al., 2022).
In un periodo segnato dall’inaspri- attirando su di sé l’attenzione di ge-
mento dei dibattiti politici sulla ge- nitori talvolta poco presenti. Tali
stione dei flussi migratori, la connes- sentimenti sfociano spesso in atti di
sione fra immigrazione e pandillas/ bullismo e azioni di violenza che col-
criminalità, utilizzata da certe cor- piscono coetanei e soggetti percepiti
renti politiche a fini propagandisti- come maggiormente vulnerabili.
ci, è stata posta dunque come imme-
All’interno di questa complessa ma-
diata, identificando tutte le comunità
cro-definizione di gang giovanili,
coinvolte con delle gang tout court.
inoltre, rientrano anche altre real-
Per quanto tali fenomeni siano prin- tà, le cosiddette pandillas, note per
cipalmente associati a giovani pro- eventi criminali che vengono tutta-
venienti da contesti caratterizzati da via attribuiti ad un conflitto in atto
situazioni di fragilità, molti casi sca- principalmente tra le bande, spesso
turiscono da estrazioni sociali me- composte da giovani di origine stra-
dio-alte caratterizzate da famiglie niera. Sul fenomeno delle pandillas,
benestanti, con cause spesso legate l’allarmismo destato da alcuni media
alla volontà di innalzare il proprio ha favorito l’immagine di un’invasio-
status o al desiderio di sconfigge- ne in atto da parte delle peggiori po-
re la noia della routine giornaliera, polazioni latino-americane, che ha
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 109
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
investito soprattutto il Nord-Ovest culturali di cui sarebbero portatori
(Milano e Genova in particolare). questi migranti e i loro discendenti,
accomunati dalla migrazione, dalla
A Genova, essendo tra le città ita-
mancata integrazione e da famiglie
liane con il più alto numero di im-
problematiche e disfunzionali.
migrati latino-americani, in par-
ticolare ecuadoriani, il fenomeno Tali comportamenti vengono gene-
delle pandillas risulta prevalente- ralmente associati a diverse manife-
mente associato a questi gruppi na- stazioni proprie della teoria della di-
zionali. Tuttavia la realtà è molto più sorganizzazione sociale (Shaw et al.,
complessa e disomogenea, coinvol- 1942), per cui le comunità con una
gendo anche processi di “integra- struttura sociale caratterizzate da
zione al contrario” per cui anche povertà, disoccupazione e degrado
giovani italiani, caratterizzati da si- urbano, risultano più suscettibili alla
tuazioni familiari problematiche e formazione di gruppi devianti e cri-
fragilità multidimensionali, decido- minali come le pandillas.
no di unirsi a tali organizzazioni.
La disorganizzazione, tuttavia, non
I giovani membri delle pandillas, si- andrebbe ricondotta alle caratteristi-
ano essi autoctoni o non autoctoni, che proprie delle diverse comunità
condividono spesso esperienze di di origine quanto, piuttosto, alle di-
emarginazione sociale nei contesti di suguaglianze strutturali – sempre più
destinazione. Questa condizione di profonde e incolmabili – che nasco-
marginalizzazione e l’assenza di le- no e si alimentano a partire dall’in-
gami di riferimento li spingono, se- sediamento nel nuovo luogo di
condo la teoria del legame sociale di destinazione.
Durkheim, a cercare nelle pandillas
Per quanto, infatti, la popolazione
nuove forme di appartenenza, iden-
minorile di origine immigrata, regi-
tità e sostegno sociale. Accumulati
stri oggi una fase di passaggio da ra-
da esperienze comuni di solitudine
gazzi nati all’estero e poi ricongiun-
e sradicamento, questi gruppi non si
ti, a giovani nati per la maggioranza
definiscono unicamente per la com-
in Italia (oltre 7 su 10), gli adolescenti
ponente delinquenziale, che in al-
nati all’estero rappresentano anco-
cuni casi è affiancata o sostituita da
ra una parte importante della nuova
una dimensione affettiva del legame,
generazione a Genova: a partire dagli
rendendoli veri e propri surrogati
anni ’90 - ‘2000, infatti, l’Italia è stata
della famiglia.
interessata da un massiccio processo
Nel discorso dominante rivolto alle di immigrazione femminile, carat-
gangs latinoamericane all’interno del- terizzato da donne sud-americane
le pandillas, eventuali comporta- che emigravano sole per lavorare e
menti trasgressivi e devianti vengo- inviare rimesse alle famiglie rima-
no direttamente legati alle differenze ste nel paese d’origine, agendo come
capofamiglia di famiglie transnazio- Un’ulteriore chiave di lettura, lega-
nali (Lagomarsino, 2023). ta all’approccio ecologico-ambien-
tale, evidenzia come questa dimen-
I giovani “ricongiunti”, principal-
sione culturale si sovrapponga a un
mente dall’Ecuador, rappresenta-
contesto fisico, sociale ed economi-
no la fase finale di questo processo
co segnato da quartieri con alti tas-
migratorio. Per loro, ricostruire una
si di povertà, disoccupazione, de-
nuova identità e un senso di appar-
grado urbano e disagio abitativo. La
tenenza tra due mondi risulta parti-
mancanza di accesso a risorse, ser-
colarmente difficile, trovandosi sra-
vizi, luoghi di aggregazione e infra-
dicati da un contesto familiare noto
strutture sociali, unita alla precarietà
e inseriti in una realtà nuova e spesso
economica dei genitori e a orari di
estranea, con un arretramento dello
lavoro prolungati, rende difficile ga-
status sociale. La doppia apparte-
rantire una supervisione educativa
nenza genera sentimenti di spaesa-
adeguata e un supporto familiare
mento e frustrazione, che cercano di
per i ragazzi.
superare trovando spazi di socializ-
zazione e riconoscimento tra coeta- Tra le occupazioni genitoriali lega-
nei connazionali che condividono il te alla precarietà lavorativa, quel-
loro stesso sradicamento. la di assistente agli anziani (“badan-
te”) ha un impatto significativo sulla
Molti genitori cercano di trasmette-
frustrazione e il senso di abbandono
re un background culturale comu-
dei figli. Questo lavoro, svolto prin-
ne, ispirato alla società di origine e
cipalmente da donne provenien-
adattato durante l’esperienza migra-
ti da paesi latinoamericani, Ucraina
toria, creando legami sociali e reti
e Filippine, è caratterizzato da bas-
etniche che si riflettono in modelli
sa retribuzione e precariato, spesso
abitativi condivisi. In questi modelli
nel settore privato (Scrinzi, 2016). I
si uniscono il desiderio di controlla-
migranti, invisibili per la società e
re i comportamenti dei figli, la riaf-
per le proprie famiglie, si dedicano
fermazione dell’autorità genitoriale
interamente alla cura degli anzia-
scossa dallo sradicamento, e la ten-
ni italiani, trascurando i propri figli,
sione tra il mantenimento di codici
che restano soli e isolati. Per accede-
culturali tradizionali e il desiderio
re a questi impieghi, molti sono co-
di ascesa sociale nella società ospi-
stretti a minimizzare o nascondere
tante. I giovani nati in Italia, inve-
la presenza di figli, considerati un
ce, più rapidamente integrati grazie
ostacolo all’efficienza lavorativa. Le
alla scuola e alla lingua, si trovano ad
conseguenze su di loro sono com-
assumere ruoli adulti e a rifiutare le
plesse, creando un ambiente stres-
forme di integrazione accettate dai
sante e instabile che può spingere i
genitori, adottando stili di vita simili
ragazzi a cercare sostegno e ricono-
a quelli dei coetanei autoctoni.
scimento all’interno della comunità,
sperando di migliorare il proprio strada”, coinvolgendole in progetti di
status sociale e sfuggire alla povertà volontariato e mutualismo, offrendo
e all’emarginazione. un’alternativa alla marginalizzazio-
ne e alla devianza.
Il lavoro di badante può avere im-
plicazioni complesse sui figli, crean- Per affrontare questa complessa re-
do un ambiente stressante e instabi- lazione e sviluppare strategie di pre-
le che li spinge a cercare sostegno e venzione e intervento efficaci, sareb-
protezione nella comunità locale, be urgente adottare un approccio
nel tentativo di sfuggire alla pover- olistico e contestualizzato. Tale ap-
tà e all’emarginazione sociale e mi- proccio dovrebbe coinvolgere tutte
gliorare il proprio status. Tuttavia, le istituzioni e realtà di socializzazio-
esistono esempi positivi che offro- ne che interagirebbero con i mino-
no alternative alle dinamiche delle ri di origine straniera, come scuole,
pandillas. Ad esempio, a Barcellona servizi sociosanitari, forze politiche
(Feixa et al., 2006), alcune bande e giustizia, al fine di garantire il rico-
hanno abbandonato la violenza, dia- noscimento dei diritti dei minori e
logando con le comunità locali e tra- offrire loro opportunità di inclusio-
sformandosi in associazioni legali, ne sociale, rispettando le loro origini
ottenendo sovvenzioni e partecipan- e diversità culturali e religiose, e pari
do ad attività di utilità pubblica. Le opportunità di crescita, studio, gioco
autorità hanno riconosciuto que- e lavoro rispetto ai coetanei italiani.
ste bande come “organizzazioni di
Quartiere di edilizia popolare a Milano, San Siro.
Fonte: foto dell’Autrice
Politiche e territori
DAL MULTICULTURALISMO ALLA DIVERSITÀ.
GLI IMMIGRATI COME RISORSA O PROBLEMA NELLE POLITICHE DELLE CITTÀ
CONTEMPORANEE
Introduzione
L’era che viviamo si caratterizza Silvia CRIVELLO
per trasporti sempre più efficienti
e convenienti che consentono spo-
stamenti più facili in tutto il mon-
do, per tecnologie di comunicazione
che favoriscono l’interconnettività
ed il flusso di informazioni a livello
globale; questi sono alcuni tra i fat-
tori che, negli ultimi decenni, han-
no portato a far sì che il fenomeno
all’aumento della popolazione, so-
migratorio abbia assunto dimensio-
prattutto dopo il 1993, anno in cui
ni di portata completamente diffe-
il saldo naturale è diventato negati-
rente rispetto al passato (Ambrosini,
vo per la prima volta. All’inizio del
2020).
2023, i cittadini stranieri residenti
In Europa, l’Italia, insieme a in Italia hanno superato i 5 milioni,
Germania, Gran Bretagna, Francia rappresentando l’8,6% della popo-
e Spagna, è diventata un punto di lazione italiana (rispetto al 6,5% del
transito significativo per i flussi mi- 2008).
gratori: il nostro Paese è oggi uno dei
Questi dati mettono in luce l’impor-
cinque paesi europei con la maggio-
tanza del fenomeno migratorio e
re concentrazione di popolazione
come l’impatto che gli stranieri han-
straniera. Negli ultimi trent’anni, la
no sul funzionamento e sulle dina-
crescita demografica italiana è stata
miche sociali ed economiche delle
trainata principalmente dalla com-
città che viviamo non possa più es-
ponente straniera: a partire dagli
sere considerato temporaneo, bensì
anni Novanta, il saldo migratorio è
strutturale.
diventato il principale contributore
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 115
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Dal multiculturalismo alla clima xenofobo in tutta Europa e da
generare preoccupazioni sulla sicu-
diversità rezza collettiva ed individuale.
Il concetto di multiculturalismo, svi-
Anche in Italia, i dibattiti politici na-
luppatosi principalmente nella let-
zionali hanno spesso associato la di-
teratura anglosassone negli anni
versità all’immigrazione e alle pre-
Ottanta, descrive una società in cui
sunte emergenze legate a campi
culture diverse convivono rispet-
Rom, rifugiati e microcriminalità,
tandosi reciprocamente. Questo ap-
promuovendo risposte basate prin-
proccio riconosce la diversità cultu-
cipalmente sulla sicurezza; più nel-
rale come un valore e si basa sull’idea
lo specifico, le principali minacce
che i diversi gruppi etnici possano
percepite vanno dalla preservazione
mantenere le proprie caratteristi-
della cultura e dei valori della società
che senza doversi assimilare com-
ospitante alla competizione per ri-
pletamente alla cultura dominante.
sorse economiche come lavoro, al-
Mentre negli anni Novanta, questa
loggi e servizi sociali.
visione era ampiamente accettata
sia nel dibattito accademico che in Le migrazioni globali recenti pre-
quello politico, nel nuovo millennio sentano caratteristiche e dinamiche
essa ha iniziato ad essere criticata. radicalmente diverse rispetto a quel-
le di alcuni decenni fa, dal momen-
Da un lato sono stati i concetti stes-
to che riflettono una “diversificazio-
si di cultura, etnicità, integrazione
ne delle diversità” (Vertovec, 2007).
che hanno cominciato a vacillare
Questa nuova complessità della di-
di fronte alla crescente complessità
versità urbana, intesa nelle sue va-
della società e alla diversificazione
rianti di super-diversità (Vertovec,
delle differenti culture.
2007) ed iper-diversità (Taşan-Kok
Dall’altro lato eventi globali cata- et al., 2013), si manifesterebbe attra-
strofici, come gli attacchi terroristi- verso una gamma di differenze non
ci dell’11 settembre 2001 in USA, gli solo in base all’etnia, la lingua, la re-
attentati di Londra e le rivolte nel- ligione ma anche in termini di stili
le banlieues francesi del 2005, insie- di vita, capacità, abitudini e relazio-
me alla persistente crisi economica ni tra individui e gruppi. Le persone
iniziata nel 2008, hanno alimentato dovrebbero, infatti, essere conside-
quella che può essere intesa come rate nella loro molteplicità identita-
una vera e propria crisi del multi- ria, poiché all’interno di un singolo
culturalismo; questi eventi hanno, gruppo possono coesistere diversi
infatti, favorito la diffusione di mo- status economici, sociali, culturali,
vimenti politici populisti basati su con bisogni ed esigenze altrettanto
discorsi neo-assimilazionisti e an- diversificati e complessi.
ti-immigrati, tali da alimentare un
116 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Il dibattito sulla diversità, nelle cit- Spunti di riflessione
tà riflette, però, una gamma di nar-
razioni e posizioni contrastanti Il concetto stesso di diversità ha su-
(Kymlicka, 2007). Da un lato, alcuni scitato, di recente, critiche a vari li-
sottolineano l’ascesa di società plu- velli. Tale insoddisfazione deriva da
rali, aperte e tolleranti, enfatizzando una visione del termine che, al mo-
il contributo positivo della diversità mento, sembra essere più retorica
allo sviluppo e alla competitività ur- che reale: le politiche tradizionali
bana. La diversità è spesso celebrata sembrerebbero continuare a adot-
come una risorsa nelle visioni delle tare quadri concettuali che si basano
città come centri cosmopoliti, attrat- su categorie fisse e circoscritte di po-
tivi e orientati verso la crescita eco- polazione e aree specifiche, poco al-
nomica e l’imprenditorialità. Queste lineate alla realtà sociale diversificata
prospettive, influenzate soprattut- di oggi.
to dai lavori del sociologo Richard La diversità, oltre ad avere un ruolo
Florida sul concetto di città creati- limitato nell’agenda pubblica nazio-
ve, pongono l’accento sulla capacità nale, è diventata un tema per discor-
della diversità culturale di attrarre si populistici che attribuiscono agli
investimenti, lavoratori qualificati, immigrati i costi economici e sociali
turisti e creativi. Dall’altro, altri sot- di una crisi globale che perdura da
tolineano come il crescente grado di anni. Questi discorsi enfatizzano l’i-
diversità possa minare la coesione dentità nazionale, la paura dell’alte-
sociale e la sicurezza delle differen- rità, in particolare se associata alla
ti comunità; la riduzione del welfa- povertà e all’Islam, e la necessità di
re state, la deindustrializzazione e i imporre obblighi e restrizioni agli
cambiamenti nel mercato del lavoro immigrati (ad esempio, attraverso
hanno contribuito a una crescente corsi di lingua obbligatori, esami di
segregazione delle classi sociali più cittadinanza, ecc.).
vulnerabili, spesso con connotazio-
Le politiche nazionali sull’immigra-
ni etniche, nei quartieri svantaggiati.
zione spesso appaiono inconsisten-
Questa situazione ha spinto i gover-
ti, con pochi cambiamenti influen-
ni a intervenire per contrastare la se-
zati dalle decisioni del Tribunale
gregazione e promuovere comunità
Europeo mentre la gestione delle
più eterogenee: molto spesso le poli-
“emergenze” ricade principalmente
tiche volte a creare quartieri più di-
sulle autorità locali: sono gli ammi-
versificati si sono basate sull’idea che
nistratori delle città a dover trovare
la convivenza con persone di diver-
soluzioni e nuove modalità per ge-
si status socio-economici possa mi-
stire una cittadinanza così diversi-
gliorare la coesione sociale e la qua-
ficata. Proprio le città rimangono,
lità della vita.
dunque, il terreno privilegiato per lo
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 117
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
studio delle differenze, dell’alterità lavorare su una prospettiva che dia
e delle disuguaglianze e la relazione rilevanza alle relazioni e agli spazi in
tra spazio urbano e diversità cultura- cui queste si sviluppano. Tra le mol-
le rappresenta un argomento chiave te dimensioni del problema, l’atten-
nelle riflessioni sulle dinamiche ur- zione allo spazio urbano in relazio-
bane contemporanee (Raco, 2018). ne all’integrazione e alla diversità
Per coloro che si occupano di politi- diventa, quindi, cruciale.
che urbane e territoriali, è essenziale
Promenade du Paillon, Nice.
Fonte: foto dell’Autrice
118 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
MIGRANTI E TERRITORI
IL WELFARE NEGATO E GLI INVISIBILI DI BORGO MEZZANONE
Introduzione
Fiammetta FANIZZA
Questo contributo utilizza il concet- Fiorella SPALLONE
to di welfare space per discutere del
progetto di riqualificazione di bor-
go Mezzanone, un ghetto localizza-
to nelle campagne di Manfredonia
dove ormai da tempo vivono accam-
pati immigrati quasi esclusivamente
impiegati come braccianti.
L’analisi procede con l’intento di in-
dividuare i fattori chiave che deter- Definizione del concetto di
minano la definizione degli spazi, la welfare space
loro destinazione d’uso e le modali-
La portata innovativa del welfa-
tà attraverso le quali nascono le rela-
re space risiede in un approccio ra-
zioni umane e sociali. Una particola-
dicalmente differente rispetto agli
re attenzione è riservata al rapporto
strumenti tradizionali dello stato so-
tra obiettivi della riqualificazione e
ciale (Munarin e Tosi, 2014). Senza
miglioramento delle condizioni di
troppo insistere sull’analisi dell’im-
vita, sia dei migranti che dei resi-
patto e dell’efficacia delle misure tra-
denti autoctoni. A tal fine, il riferi-
mite le quali il welfare è sinonimo
mento al concetto di habitat, quale
di giustizia sociale, il welfare space
prospettiva per valutare la sostenibi-
individua la propria missione in un
lità o meno degli interventi propo-
benessere diffuso che assume il va-
sti e nondimeno ancora mai realiz-
lore di un diritto, anzi di un’intera
zati, anche rispetto alla situazione di
categoria di diritti collettivi, carat-
sfruttamento, segregazione e conti-
terizzati dall’interconnessione tra
nuata violazione dei diritti umani.
benessere individuale, sostenibilità
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 119
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
ambientale e introduzione di nuovi pratiche di civic engagement, sem-
stili di vita. Questi ultimi sono incen- pre più assimilabili a veri e propri
trati sui benefici della socializzazio- strumenti di progettazione e di pia-
ne, intesa tanto come relazione co- nificazione strategica.
municativa tra cittadini e istituzioni
quanto come pratica di relazione tra
comunità e territori. Lo spazio sommerso. Mi-
granti e rigenerazione a
Il welfare space comprende ed è al
tempo stesso espressione dei bisogni Borgo Mezzanone
dei cittadini all’interno di un dibat- Il caso di Borgo Mezzanone è l’e-
tito che interessa la definizione e or- sempio emblematico dell’assenza
ganizzazione degli spazi di vita qua- assoluta di welfare space, addirit-
le fondamento di una convivenza tura amplificata dalla mancanza di
democratica, partecipativa e, ovvia- una concreta volontà di riqualifica-
mente, multiculturale. Una convi- re la dimensione territoriale e/o di
venza che affronta il tema dei diritti rigenerare il tessuto sociale presen-
a partire dalla distribuzione e gestio- te all’interno di questa specifica area
ne degli spazi, nella consapevolezza periurbana. Tale giudizio è formula-
che le necessità della progettazione to non solo in base all’analisi del pro-
sono complementari alla soddisfa- getto di riqualificazione, ma anche
zione dei bisogni, presenti e futuri. in ragione della totale assenza di un
In sintesi, il welfare space tutela l’in- processo di concertazione con i mi-
dividuo e le sue libertà solo assicu- granti, sintomo della debolezza degli
rando condizioni diffuse di sicu- attori istituzionali locali rispetto alla
rezza e di concreta sostenibilità agli gestione della questione migratoria
habitat, umani e naturali. Proprio in provincia di Foggia. Malgrado le
nell’affermazione di una relazione ingenti disponibilità messe a dispo-
biunivoca tra standard di qualità (in- sizione dal PNRR, l’assenza di una
clusi quelli specificatamente colle- visione complessiva del welfare è
gati alle tematiche della sicurezza) e aggravata dalla presenza di organiz-
requisiti di progettazione, il welfare zazioni criminali che, tramite un si-
space realizza forme concrete di in- stema di criminal hubs, permettono al
novazione sociale. sistema del caporalato di sagomare i
territori rispetto alle necessità trans-
La combinazione tra miglioramento nazionali delle agromafie.
delle condizioni di vita e promozio-
ne di diritti trasforma dunque l’im- Nelle intenzioni, il progetto di riqua-
pianto del welfare che assume una lificazione riguarderebbe la costruzio-
connotazione sociale mediante una ne di abitazioni nell’area circostante
disposizione dello spazio collegata a una pista di atterraggio dismessa, dove
da anni sono stabilmente accampati
120 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
stranieri regolarmente reclutati come interferisce con l’avvio dei lavori per
braccianti dai caporali. Per fronteggia- l’evidente assenza di ancoraggio del
re questa situazione di estrema preca- progetto con i bisogni espressi da-
rietà e privazione di diritti, sarebbero gli abitanti del borgo, siano essi mi-
previste dotazioni di servizi utili con- granti o autoctoni. Di conseguen-
testualmente sia per regolarizzare la za, l’investimento sociale fallisce e
presenza in Italia sia per regolarizzare fa arenare anche quello economico,
la posizione lavorativa. ormai a rischio, vista la scadenza fis-
sata dal PNNR al 2026 per la fine dei
Sebbene gli annunci sulla rigenera-
lavori.
zione di borgo Mezzanone abbia-
no suscitato interesse su più fronti, il
progetto si è arenato. A prescindere Conclusioni
dalle caratteristiche che storicamen-
te marginalizzano borgo Mezzanone, Con il trascorrere dei mesi e l’ap-
è sconfortante osservare che sinora prossimarsi della scadenza, l’analisi
non si è avuta notizia di alcuna in- critica si concentra sulle responsabi-
terlocuzione né con i cittadini autoc- lità e sulla incapacità/indisponibilità
toni né tantomeno con gli abitanti a intervenire con metodi di concer-
migranti. Di conseguenza, è la rasse- tazione opportuni e idonei a realiz-
gnazione il sentimento pubblico che zare un’opera che sia realmente ri-
va diffondendosi e che alimenta, sia la spondente alle necessità di residenti
diffidenza circa la possibilità di realiz- autoctoni, migranti segregati e terri-
zare il progetto (il cui coordinamento tori stigmatizzati.
è affidato al Politecnico di Bari), sia la Se per un verso è inevitabile con-
disillusione circa l’opportunità di un statare che la progettualità per bor-
cambio di destino per il territorio. go Mezzanone non considera l’in-
In definitiva, la decisione di confida- tegrazione dei migranti nel tessuto
re interamente sugli effetti di rigene- sociale un elemento indispensabile
razione determinati dalla costruzio- per la riqualificazione del territorio,
ne di nuove abitazioni è ottimistica per altro verso è altrettanto inevita-
ai limiti dell’ingenuità, soprattutto bile ammettere che l’impasse nella
considerato il contesto criminale, gestione della questione migratoria
radicato anche a causa della situazio- a borgo Mezzanone dipende dal-
ne di abbandono e lo stigma che af- la difficoltà di considerare lo spazio
fligge da sempre borgo Mezzanone. rigenerato come occasione per con-
Lo strapotere delle agromafie, infat- sentire a chiunque il pieno esercizio
ti, rappresenta una pregiudizievole del diritto a lavorare e ad abitare di-
situazione di contesto che ostacola gnitosamente. La dinamica all’inter-
e confligge con l’idea di spazio rige- no della quale il progetto di riquali-
nerato. In altri termini, lo strapotere ficazione di borgo Mezzanone trova
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 121
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
sede e sviluppo è ineluttabilmente braccianti agricoli immigrati, per
ancorata alla dimensione del ghet- analogia, nel Mezzogiorno si sovrap-
to, ovvero alle difficoltà di dar voce a pone, quindi, a numerose questioni
bisogni e situazioni che denunciano che di fatto impediscono una rea-
l’insostenibilità delle condizioni di le crescita, sia in chiave territoriale
vita e di lavoro. sia in termini di capitale sociale. Tali
questioni, se da un lato alimentano
Al pari di quanto accaduto per l’evo-
la crisi del settore agricolo, dall’altro
luzione delle tecnologie e l’applica-
definiscono i fattori che minacciano
zione di queste ultime nei processi
la possibilità di sviluppare un welfa-
di produzione agricola, anche i pro-
re a scala locale in cui la dimensione
getti di riqualificazione non sono in
dello spazio possa offrire possibilità
grado di innescare reali migliora-
per esercitare a pieno il diritto al la-
menti delle condizioni dei lavorato-
voro e all’abitare.
ri delle campagne. La questione dei
Strada comunale per Borgo Mezzanone.
Fonte: foto scattata dalle Autrici
122 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
EFFETTO DELLA CONTACT THEORY SULLE
POLITICHE DI INTEGRAZIONE
Introduzione
In questo capitolo parlerò di come Emanuele STOCHINO
gli studi della psicologia sociale
possono dare un valido contributo
scientifico per lo sviluppo delle po-
litiche sociali inerentemente al rap-
porto tra gruppi di persone di diver-
sa natura: etnia, sesso e genere che
condividono uno spazio, territorio,
in comune (Brown, 2001). Questi
studi hanno permesso di capire le
fenomeni di conflitti sociali è in fieri
cause della nascita dei pregiudizi e
una riorganizzazione di politiche so-
degli stereotipi tra gruppi e come
ciali territoriali.
attenuarne gli effetti nella società.
Gordon W. Allport (1954), tramite la Quando si parla di migrazione si
Contact Theory, fornì un quadro di parla di un processo volontario.
riferimento scientifico per lo svilup- Spesso, nella vita quotidiana, i ter-
po di politiche sociali legate all’in- mini di rifugiato e migrante vengo-
clusione tra gruppi. no usati come sinonimi. L’ONU defi-
nisce lo status di rifugiato con: “una
In questi anni l’Europa è soggetta ad
… definizione legale [che implicano
un numero sensibile di migranti e di
anche n.a.] specifiche misure di pro-
rifugiati provenienti di paesi extra-
tezione (…). I rifugiati sono persone
europei. Ciò ha riportato alla ribal-
che si trovano al di fuori del loro pa-
ta fenomeni di pregiudizio causato
ese di origine a causa di persecuzio-
dalla convivenza tra soggetti che si
ni”. Anche in Europea vi sono mi-
trovano a condividere spazi con altri
granti tra stati comunitari. Secondo
soggetti con tradizioni e culture di-
l’Istat negli ultimi cinque anni i mi-
verse dalle proprie. Per depotenziare
granti italiani sono stati 160.000. Il
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 123
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
35% sono giovani sotto i trentacinque e genere. La Contact Theory, in de-
anni e il 25% di loro sono laureati e il terminate situazioni, produce degli
restante 75% diplomati (appartenen- effetti positivi poiché facilita la co-
ti sia del Nord che del Sud Italia). La noscenza reciproca e la familiarizza-
motivazione della migrazione, dei zione fra i gruppi coinvolti.
giovani italiani, è dovuta principal-
Le situazioni che permettono un
mente alle offerte di lavoro econo-
contatto positivo tra persone appar-
micamente più vantaggiose di quelle
tenenti a gruppi diversi, avvengono
trovate in patria. Ovvero percepisco-
solo ed esclusivamente, se sono pre-
no un salario adeguato ai loro titoli
senti contemporaneamente quattro
di studio che gli permette di vivere
precondizioni: 1) quando lo status tra gli
una vita serena sul piano economi-
individui coinvolti è simile. In presenza
co ed eventualmente mantenere una
di differenze di status, il contatto rin-
famiglia in modo dignitoso.
vigorirà le asimmetrie impedendo il
Quando parliamo di migranti che cambiamento degli stereotipi verso
vogliono diventare stanziali in un’al- l’altro gruppo. 2) quando le interazio-
tra nazione intervengono due discri- ni sono di natura cooperativa. 3) quan-
minanti che possono predire una do l’interazione prevede scopi comuni. 4)
probabile integrazione o una diffici- in presenza di un chiaro sostegno socia-
le integrazione: la conoscenza della le e istituzionale che favorisca la pro-
lingua e le competenze lavorative ri- mozione di un welfare che agisce de
chieste nella nazione in cui si emi- facto verso l’integrazione intergrup-
gra. Se i migranti hanno una scarsa pi. Per esempio, la sentenza della
conoscenza della lingua e bassi skill Corte Suprema degli Stati Uniti d’A-
lavorativi, in genere, questo porta merica (da ora USA) nel caso Brown
loro a condizioni di auto ghettizza- vs Board of Education of Topeca del
zione (o di auto esclusione sociale). 1954 ove decretò l’incostituziona-
lità della segregazione nelle scuole
pubbliche. La difficoltà di accettare
Contact Theory la desegregazione sociale, negli ex
Alla base del pregiudizio c’è ’iden- Stati confederati, era dovuta al diffu-
tificazione sociale che un gruppo so consenso nella popolazione del-
(ingroup) ha verso un altro gruppo le teorie razziste di Carl Linnè e di
(outgroup). Più questa identificazio- Arthur Gobineau (Taguieff, 1999).
ne sociale è marcata più il pregiudi- Grazie al movimento dei diritti ci-
zio sarà evidente fino a sfociare in vili, Civili National Association for
atti di violenza fisica. the Advancement of Colored People
(NAACP), guidata da Martin L. King,
La Contact Theory facilita il depoten-
e l’impegno del Presidente Lyndon
ziare uno stereotipo fra gruppi so-
B. Johnson si crearono, i primi,
ciali differenti per etnia, religione
124 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
presupposti per iniziare a far appli- Queste tre entità avevano poche tra-
care, le leggi antisegregazioniste ne- dizioni in comune tranne la reli-
gli stati del sud. King nella sua lot- gione cattolica. Quando il Regno di
ta, non violenta, per i diritti civili si Sardegna conquistò il resto d’Italia si
inspirò all’ American Creed. Ovvero trovò a gestire la mancanza dell’uso
ogni americano, tramite l’eserci- diffuso dell’italiano la bassa scolariz-
zio della politica e della difesa della zazione e un meridione economi-
Costituzione, può lottare per i pro- camente arretrato. Il Nord proseguì
pri fini all’interno dell’arena politica con l’industrializzazione e negli anni
(Page, 1926). Cinquanta del Novecento vi fu un’e-
migrazione verso l’estero e una in-
terna da Sud verso Nord (Sabatucci,
Nascita dell’Italia e la lenta 1995). I problemi della lingua sussi-
unificazione degli Italiani stevano ancora come pure usi e co-
stumi legati alle regioni d’origine. Lo
In Italia applicare la teoria di Allport
scontro quotidiano, in Italia, su basi
sembra molto complesso per la sto-
razziste tra abitanti del nord e immi-
ria intrinseca del nostro paese nato
grati del sud fu palpabile, tanto che
de iure nel 1861. Semplificando la
furono creati interi quartieri dedica-
suddivisione politica dell’Italia preu-
ti agli immigrati. Con questa sepa-
nitaria, possiamo rappresentare la
razione, geografica, all’interno del-
penisola divisa in quattro stati: il
le città, si rimarcò il concetto di un
settentrione era diviso tra il Regno
“progresso senza sviluppo”. In questo
di Sardegna e l’impero Asburgico,
contesto una parte dei cittadini, dato
che pur essendo vigile e autorita-
le condizioni di basso reddito e sco-
rio verso le popolazioni sottomesse,
larizzazione, poteva essere vittima di
portò una cultura economica mo-
strumentalizzazione, nell’esercizio
derna. Proprio in quel periodo nac-
dei suoi doveri e diritti come citta-
quero, in Lombardia, le prime in-
dino. Proprio il primo articolo del-
dustrie Italiane. Anche nel Regno di
la Costituzione Italiana dice: “La so-
Sardegna era presente una sviluppa-
vranità appartiene al popolo, che la
ta imprenditoria grazie alla politica
esercita nelle forme e nei limiti della
liberale di Cavour (Smith, 1999). Ciò
Costituzione”. Ovvero tramite l’eser-
formò, nell’Italia del nord, una men-
cizio della politica e della libertà di
talità affine all’approccio al lavoro,
opinione ed eguaglianza davanti alla
ai valori e alle tradizioni diversi da
Giustizia. Di fatto la lenta alfabetiz-
quelli dello Stato della Chiesa, che
zazione, come per gli afroamerica-
occupava il centro della penisola, e
ni del sud degli USA, non permise a
da quelli del Regno delle Due Sicilie,
tutti gli Italiani di poter essere pro-
che si estendeva dalla metà del Lazio
tagonisti nell’esercizio della politica
fino a Villa San Giovanni e la Sicilia.
in quanto non avevano l’istruzione
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 125
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
necessaria per esserlo (Myrdal, 1944; sensibilità, e impegno delle istituzio-
Gramsci, 1997). ni. Ciò ha reso possibile, nel limite
delle risorse disponibili, la promo-
zione di un welfare che agisce verso
Conclusioni l’integrazione. Nell’unione europea,
Attualmente il sud Italia ha aperto dopo la pandemia, si è palesato un
molte università e una percentuale nuovo elemento che ha iniziato a in-
elevata di giovani si laurea o si di- cidere sul consolidamento del welfa-
ploma. Molti figli, dei migranti espa- re ovvero la scarsa crescita del PIL.
triati, sono riusciti ad essere cittadi- Forbes nel 2024 ha scritto “il welfare
ni delle nuove nazioni che li hanno italiano è piuttosto forte, nonostante
adottati più o meno favorevolmen- alcuni problemi, come i tempi di ri-
te. In Italia, in quest’ultimo trenten- sposta alle emergenze, i tempi di at-
nio, è avvenuto un tangibile cam- tesa per i benefici o l’importo degli
biamento nella società e una mutata aiuti monetari”.
«L’Altro».
Fonte: immagine di Miriam Bassini
126 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
IL METODO COLLABORATIVO NELLE POLITICHE
TERRITORIALI
FAVORIRE L’INCLUSIONE ATTRAVERSO ASCOLTO ATTIVO E RISOLUZIONE CREATIVA DEI
CONFLITTI URBANI
Immigrazione: fenomeno Natalia COPPOLINO
urbano
Il fenomeno dell’immigrazione e
degli eventi ad esso connessi riscuo-
te interesse accademico sin dagli
studi dei sociologi di Chicago, i qua-
li hanno individuato social problems
e disorganizzazione sociale preva-
lentemente nell’area abitata da im-
migrati di prima generazione (Park, del controllo sociale formale ed
Burgess e Mckenzie, 1925). informale.
La crescita urbana avviene attraverso Questi fenomeni sono spesso asso-
processi di invasione e successione a ciati all’aumento di comportamenti
cui gli individui partecipano trami- antisociali, devianti, criminali ed alla
te un’acquisizione culturale, influen- carenza di capitale sociale.
zata dal contesto socio-familiare di
Alcuni autori hanno scardinato tale
riferimento. Possono, così, emer-
equazione (Whyte, 1943; Jacobs,
gere conflitti culturali (Sellin, 1938;
1961; Gans, 1962; Wilson, 1987;
Wirth, 1925, 1931; Sutherland, 1929)
Wacquant, 1997; Sampson e Wilson,
soprattutto quando la disorganizza-
1995; Small, 2004) evidenziando le
zione comporta disintegrazione dei
potenzialità dei luoghi “marginali” e
legami umani; perdita di pregnanza
delle persone che vi risiedono.
di norme sociali, convenzioni tra-
dizionali, istituzioni locali; incuria Nei contesti contemporanei, marca-
dell’ambiente; mancanza di parteci- ti dalla globalizzazione dei rapporti
pazione alla vita locale; diminuzione economico-finanziari e dall’inten-
sificarsi delle migrazioni, lo spazio
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 127
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
urbano può diventare terreno di iso- risolvere i conflitti riconoscendo
lamento volontario o imposto, per- pari dignità ai diversi punti di vista
sino di scontro, laddove si attribui- ed individuando linee di conver-
scano al medesimo luogo, in forza genza; redigere, con il contributo di
di norme di condotta che variano da tutti i partecipanti, un accordo fina-
cultura a cultura, diversi significati, le quale prova del contenimento del
usi e rappresentazioni. conflitto.
L’approccio partecipativo può ri-
Una metodologia qualita- velarsi particolarmente utile per:
identificare i bisogni dell’utenza im-
tiva: ascolto attivo e risolu- migrata superando le barriere lin-
zione creativa dei conflitti guistico-culturali e raccogliendo in-
Per fari sì che lo spazio urbano torni formazioni più precise; progettare
ad essere terreno di incontro occorre servizi sensibili e rispondenti alle
contenere i conflitti culturali ed ar- reali esigenze degli utenti; imple-
monizzare i significati degli abitanti mentare programmi coinvolgen-
autoctoni ed immigrati regolarmen- do gli immigrati come facilitatori o
te residenti sul territorio, attraverso mediatori culturali offrendo oppor-
una metodologia qualitativa. tunità di crescita e sviluppo di com-
petenze linguistiche, organizzative
L’ascolto attivo non elimina le ten-
e di leadership (Sen, 1999); valutare
sioni, ma aiuta a gestire anche i dis-
e monitorare i servizi, raccogliendo
sidi più radicali in modo urbano, vale
i feedback degli utenti ed apportan-
a dire, creativo (Sclavi, 2003) cam-
do i necessari aggiustamenti, così da
biando prospettiva e coinvolgendo
renderli più flessibili e adattabili ai
attivamente immigrati e comunità
cambiamenti nelle dinamiche delle
locali nel processo di ricerca e pro-
comunità.
gettazione dei servizi.
Questa metodologia può contribuire
Valorizzando motivazioni e convin-
alla creazione di spazi condivisi in-
zioni di tutti i partecipanti si potrà
terculturali ed alla ridefinizione dei
raggiungere una comprensione più
confini socio-culturali, adattando-
profonda delle esigenze, delle sfide e
si particolarmente ai conflitti lega-
delle risorse degli immigrati.
ti alla percezione del territorio, alla
È dunque necessario: avviare un dia- negoziazione dello spazio, all’attri-
logo con tutti i soggetti coinvolti, cer- buzione di significati simbolici. La
cando di far emergere i vari punti di condivisione del medesimo spazio
vista in una logica di mutuo appren- può, infatti, favorire la comprensio-
dimento; ascoltare e moltiplicare le ne reciproca e ridurre i pregiudizi
opzioni generando soluzioni alter- tra gruppi (Allport, 1954).
native e creando senso di comunità;
128 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
La percezione del territorio è in- dignità, sicurezza, privacy, benessere
fluenzata dall’implementazione di psico-fisico.
elementi di desing che incidono sul
È importane permettere ai migranti
senso di appartenenza e sulla cura
di contribuire al design di spazi, fun-
dell’arredo urbano. Chi proviene da
zioni e azioni future, sostenendo un
contesti differenti può interpretare
processo bottom-up che incrementi
tali elementi diversamente, ponen-
empowerment, inserimento ed inclu-
do in essere comportamenti rite-
sione nella comunità. Le tecniche
nuti inopportuni dalla popolazione
di sicurezza urbana partecipata e le
autoctona, alimentando il senso di
pratiche di riqualificazione fisica e
insicurezza (Newman, 1973, 1996;
sociale dei quartieri dimostrano l’at-
Wilson e Kelling, 1982).
tualità di questa metodologia.
Coinvolgere i migranti nella costru-
Rimettendo al centro le comunità
zione di significato attraverso attività
e valorizzandone il capitale socia-
strutturate ma non direttive permet-
le, si potrebbe supportare lo svilup-
terebbe di veicolare i valori lega-
po di: opere di street art; assemblee
ti allo spazio propri della comunità
pubbliche; gruppi di lavoro compo-
autoctona mettendoli in dialogo con
sti da residenti, operatori delle forze
esigenze e prospettive dei migranti.
dell’ordine, associazioni, rappresen-
La co-progettazione può aiutare a
tanti delle pubbliche amministrazio-
comprendere bisogni e prospettive,
ni. Per sostenere l’attribuzione e rap-
costruire fiducia e rapporti di colla-
presentazione di significati simbolici
borazione, promuovere inclusione
condivisi occorre creare uno spazio
ed equità (Rawls, 1971; 2001), soste-
aperto in cui tutti possano esprimer-
nere il processo partecipativo, valo-
si ed essere considerati nelle scelte
rizzare conoscenze e risorse. La ne-
riguardanti lo spazio urbano, dalla
goziazione dello spazio può essere
definizione degli obiettivi, alla pia-
intesa come un viaggio di gruppo in
nificazione delle attività, fino alla
cui gli output finali si sviluppano in
valutazione dei risultati. Nel mon-
itinere, ragionando sulle criticità ed
do complesso che ci circonda, in cui
individuando proposte migliorative
ognuno è portatore di una prospet-
per raggiungere una soluzione col-
tiva particolare, ricca di valori e in-
lettiva armonica. Tali strumenti pos-
teressi diversi, fisicamente prove-
sono essere utili anche per progetta-
niente da altri luoghi, è necessario
re spazi ed edifici destinati a soggetti
riscoprire l’ascolto attivo che “cerca
vulnerabili o in situazioni di bisogno
di creare un’interazione di recipro-
che, seguendo i principi dell’archi-
cità fra coscienze dotate di pari di-
tettura dell’accoglienza, oltre a for-
ritto e pari significato” (Sclavi, 2003:
nire un riparo dovrebbero garantire
113).
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 129
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Oltre i margini: l’efficacia 2009), possano avere un reale im-
patto innovativo sull’inclusione.
collettiva
Adottando tale prospettiva le risor-
Si è posto l’accento su una meto-
se del capitale sociale e i processi at-
dologia qualitativa per affrontare
tivati tramite il metodo collaborati-
i conflitti culturali legati allo spa-
vo potrebbero generare un’efficacia
zio urbano ed alle aree “marginali”,
collettiva i cui benefici, estenden-
valorizzando le risorse del capita-
dosi alle comunità vicine (Sampson,
le sociale degli abitanti autoctoni ed
Morenoff e Earls, 1999), riducano
immigrati.
la percezione di insicurezza, incre-
Solo le iniziative che comportano mentino il senso di partecipazio-
cambiamenti concreti nell’agire di ne attiva dei residenti (Morenoff,
soggetti ed istituzioni, intese come Sampson e Raudenbush, 2001) e i
pubbliche amministrazioni, norme, livelli di integrazione, migliorando,
culture, abitudini, modi di agire e infine, la qualità della vita.
pensare (Vicari Haddock e Moulaert,
«Sonoro» dell’artista Claudio Ballestracci. Sesta edizione della “Galleria a cielo aperto” - tema
“Tracce: se i muri potessero parlare”, Via Giorgio Regnoli, 26, Forlì.
Fonte: foto dell’Autrice
130 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
TERRITORI ACCOGLIENTI NEL NORD-OVEST
DELLA SARDEGNA
Premessa Romina DERIU
Confrontando la Sardegna con le al- Antonietta MAZZETTE
tre regioni italiane, si potrebbe pen- Daniele PULINO
sare che, nell’Isola, le migrazioni si- Sara SPANU
ano un fenomeno marginale. Infatti,
secondo i dati Istat, al 1° gennaio
2024 risiedono in Sardegna 52.878
cittadini stranieri, poco meno del 1%
sul totale del dato italiano, percen-
tuale che però cresce (3,4%) se questa
numerici, la presenza di immigrati
presenza viene rapportata alla popo-
e di progetti di accoglienza di rifu-
lazione sarda. Un discorso analogo
giati e richiedenti asilo rappresenta
può essere fatto in relazione al siste-
un fattore di mutamento significa-
ma dell’accoglienza, che in Sardegna
tivo per la Sardegna che, per la pri-
vede la presenza di 262 posti atti-
ma volta, diventa terra di arrivo (se
vi sull’intero territorio regionale. In
si esclude quello stagionale legato al
ogni caso, complessivamente, l’Isola
turismo) e non più solo di parten-
contribuisce per lo 0,7% alla rete SAI
za per necessità. È per questa ragio-
(Sistema Accoglienza Integrazione) e
ne che, come Centro Studi Urbani
si colloca al quart’ultimo posto a li-
dell’Università di Sassari, abbiamo
vello nazionale (dati SAI al 29 feb-
prestato attenzione, da un lato, alle
braio 2024): si tratta prevalentemen-
presenze straniere nel territorio e,
te di posti ordinari (O), mentre una
dall’altro lato, all’analisi del sistema
porzione ridotta è riservata ai minori
di accoglienza regionale, seguendo-
stranieri non accompagnati (MSNA).
ne l’evoluzione, a partire dalla rea-
L’esiguità del fenomeno rispetto al lizzazione dei primi progetti SPRAR
panorama nazionale non deve far fino al sistema attuale dei SAI, che
trascurare che, più che in termini attualmente vede coinvolti 12 enti
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 131
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
locali (città metropolitana, comune a) Rientrano tra le attività cultura-
e unione dei comuni) nelle provin- li le iniziative volte alla costruzione
ce di Cagliari, Nuoro, Sassari e Sud di un tessuto sociale inclusivo attra-
Sardegna. Tale attenzione si è con- verso la collaborazione con realtà
cretizzata nel tempo in attività di ri- culturali (enti pubblici, privati e as-
cerca e di Terza Missione che, oltre sociazioni) che operano nel territo-
ad indagare gli assetti dei fenomeni rio. Sono esemplificative la creazio-
migratori, hanno contribuito a co- ne di postazioni di bookcrossing a
struire momenti di formazione per Porto Torres, realizzate dal Progetto
gli operatori e di dibattito pubblico di accoglienza in collaborazione con
sui fatti migratori. una libreria della città, l’organizza-
zione di feste di quartiere promos-
Nello specifico, in questo contributo,
se ad Alghero, la collaborazione con
avanziamo alcune brevi riflessioni
iniziative come Monumenti Aperti o
emerse dai lavori di ricerca e di for-
con il parco Nazionale dell’Asinara.
mazione realizzati negli ultimi anni,
Si tratta di attività orientate alla crea-
focalizzando lo sguardo sul territorio
zione di momenti di conoscenza re-
del Nord-ovest dell’Isola dove esiste
ciproca all’interno della comunità e
una presenza consolidata di progetti
di coesione al fine di dotarsi di stru-
di accoglienza nei comuni di Alghero
mentazioni e metodologie di pro-
(O), Bonorva (MSNA), Porto Torres
mozione della partecipazione (Ciaffi,
(O) e Calangianus (MSNA), con un
Mela, 2006).
quinto in fase di riavvio a Sassari. In
particolare, ci soffermiamo su: atti- b) Sul lato delle “attività formative”
vità realizzate, punti di forza e di de- si segnalano azioni che, attraverso la
bolezza; scenari attuali del sistema collaborazione tra soggetti del terzo
territoriale di accoglienza. settore, sono indirizzate alla forma-
zione o all’inserimento lavorativo
delle persone richiedenti o benefi-
Esperienze e attività ciarie di protezione internazionale
Nel corso del 2020, attraverso un la- in progetti di utilità sociale. Si richia-
voro di ricerca-azione basato su in- mano qui, ad esempio, i corsi di for-
terviste e workshop rivolti a opera- mazione realizzati in collaborazione
tori dell’accoglienza (OA), abbiamo con le ACLI per la preparazione di
analizzato le diverse attività di inte- assistenti familiari o corsi analoghi
grazione realizzate nel Nord-Ovest rivolti a migranti e alla popolazione
della Sardegna classificandole in a) autoctona.
attività culturali e di animazione ter- c) Le attività sportive che vedono la
ritoriale; b) attività formative; c) atti- partecipazione di beneficiari di pro-
vità sportive. getti di accoglienza, come i tornei
di calcio che coinvolgono anche gli
132 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
abitanti dei quartieri, si dimostrano coesione sociale; la capacità di creare
utili per la costruzione di un tessuto reti come fattore di diffusione delle
sociale accogliente. Tali attività ap- informazioni e di migliore gestione
paiono interessanti poiché lo sport, delle attività. Negli anni il sistema di
come è stato evidenziato da alcuni accoglienza, soprattutto nel comune
lavori (Pirone, 2017), può essere un di Alghero, appare strutturato in pic-
possibile strumento di innovazione cole unità abitative distribuite nella
del welfare e delle politiche sociali. città. Inoltre, anche sotto il profilo
lavorativo, le attività “permettono alla
Un aspetto peculiare che emerge dal-
quasi totalità dei beneficiari di trovare
la ricerca è la capacità degli operatori
sbocchi lavorativi” (OA1). Per contro, il
dell’accoglienza di adattare le azio-
territorio presenta diversi aspetti di
ni di supporto all’integrazione an-
fragilità. Anzitutto, un debole equi-
che in situazioni critiche. È emble-
librio tra tessuto associativo e istitu-
matico in questo senso il fatto che,
zioni su cui pesano la burocrazia e la
nel corso della fase acuta dell’epide-
frammentazione nella progettazio-
mia da Covid-19, le attività di acco-
ne: è emblematica la “mancanza di
glienza abbiano saputo riconvertire
spazi formativi, di confronto e coordina-
la propria operatività a fronte della
mento tra i diversi progetti territoriali”
sospensione di buona parte delle at-
(OA2). Inoltre, seppure sia da consi-
tività “di carattere ordinario” attra-
derare un punto di forza avere un la-
verso la creazione di azioni rivolte
voro o acquisire una professionalità,
alla collettività (realizzazione di atti-
si tratta prevalentemente di occupa-
vità di segretariato sociale per il di-
zioni stagionali che riflettono la cro-
sbrigo delle pratiche, produzione di
nica debolezza del tessuto economi-
mascherine distribuite gratuitamen-
co della Regione. A ciò si somma la
te a operatori del servizio pubblico
difficoltà di accesso ad un’abitazione
o del terzo settore impegnati a fron-
alla fine del percorso di accoglienza.
teggiare l’emergenza e distribuzione
Non va, infine, sottovalutato il fatto
di beni alimentari alle popolazioni
che l’insularità accresce le difficoltà
in difficoltà).
di mobilità degli operatori e dei be-
neficiari e ciò costituisce una limita-
Punti di forza e fragilità del zione delle occasioni di incontro e di
territorio formazione, incidendo sull’operati-
vità stessa del servizio di accoglien-
Tra i punti di forza che qualificano za. Tali difficoltà possono comporta-
il territorio del Nord-Ovest dell’Isola re un disinvestimento nel percorso
appaiono particolarmente significa- di integrazione quando l’obiettivo
tivi due elementi: il ricorso ad attivi- del beneficiario, ad esempio, è quel-
tà manuali e di scambio di conoscen- lo di raggiungere familiari e amici
ze come strumento capace di creare che vivono fuori dall’Isola.
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 133
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Scenari obiettivo dei protagonisti stessi” (OA1).
A fronte di questo nuovo scenario
Negli ultimi 3 anni il sistema dell’ac- internazionale che allo stato attuale
coglienza si è dovuto confrontare sembra andare aggravandosi, si evi-
con alcuni cambiamenti geo-politici denzia il persistere sia di una forte
internazionali. I progetti SAI hanno discontinuità dei finanziamenti mi-
visto crescere la disponibilità di posti nisteriali – e ciò non consente una
di accoglienza: “Porto Torres ha attua- programmazione neppure di breve
to un ampliamento da 25 a 42 posti con periodo delle risorse e delle attivi-
l’emergenza Afghanistan ed Alghero, nel tà –, sia dell’impossibilità di costru-
2022, ha aumentato la capacità di acco- ire percorsi autonomi di accoglienza
glienza da 20 ordinari a 40 posti con l’e- (Ambrosini, 2023), più vicini anche
mergenza Ucraina. Solo ad Alghero, nel alle esigenze della comunità ospi-
2023 sono state accolte 44 persone e in tante. Il che significa che si continua-
coprogettazione con i beneficiari stessi no a percepire i migranti più come
sono stati ideati altrettanti progetti indi- un costo da ridurre che come un
vidualizzati nella maggior parte orien- investimento.
tati all’inserimento lavorativo, primo
Workshop di autocostruzione “Incontriamoci a Lo Quarter” (Alghero)
con l’associazione Artieri e il falegname Tonio Palomba.
Fonte: foto di Adriano Derriu
134 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
TERRITORI E POLITICHE DI ACCOGLIENZA
DISPERSIONE E (IN)ACCESSIBILITÀ DEI CENTRI DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA (CAS)
Le caratteristiche del siste- Luca DACONTO
ma di accoglienza italiano Luca BOTTINI
Simone CAIELLO
In Italia, l’accoglienza dei rifugiati e
richiedenti asilo è un sistema com-
plesso che, sotto la spinta mediati-
co-politica e l’impronta emergen-
ziale degli interventi legislativi, si è
evoluto nel tempo mantenendo una
struttura con due principali livelli.
Il primo corrisponde alla fase di incapace di rispondere alla cosiddet-
identificazione e assistenza, svol- ta “crisi dei rifugiati” del 2014-2017. È
ta nei principali siti di sbarco (hot- stato quindi istituito un terzo canale
spot) e nei Centri di Accoglienza per di accoglienza di secondo livello: i
Richiedenti Asilo (CARA). Il secondo, Centri di Accoglienza Straordinaria
istituito nel 2002, è invece il Sistema (CAS), diventati però nel tempo la
di Protezione per Richiedenti Asilo “norma”. L’obiettivo è quello di ri-
e Rifugiati (SPRAR), sostituito nel durre la concentrazione di richie-
2018 dal SIPROIMI (Sistema di pro- denti asilo e rifugiati nelle principali
tezione per titolari di protezione in- aree urbane e di sbarco e di condi-
ternazionale e per minori stranie- videre i “costi” dell’accoglienza at-
ri non accompagnati) e, nel 2020, traverso una loro dispersione terri-
dal SAI (Sistema di Accoglienza e toriale: il numero di richiedenti asilo
Integrazione). è infatti stabilito dalle Prefetture, in
accordo con il Piano Nazionale di
Tale sistema di seconda accoglien- Riparto. I CAS, a differenza del SAI
za, finanziato dal governo naziona- (già SIPROIMI e SPRAR), non preve-
le e gestito dalle autorità locali su dono però dei servizi fondamentali
base volontaria, si è dimostrato però
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 135
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
per garantire un’adeguata accoglien- asilo sui territori, che rifletterebbe
za. Così, pur essendo geografica- una maggior attenzione del sistema
mente dispersi, i CAS non sono ter- di accoglienza e delle politiche ver-
ritorializzati in quanto non hanno so la sicurezza, il controllo e gli im-
tra i loro obiettivi il coinvolgimen- patti locali, in particolare in termini
to delle realtà locali e l’attivazione di di preferenze elettorali della popola-
percorsi di inclusione. zione residente.
Assumendo un approccio socio-ter-
Gli impatti della politica di ritoriale, è bene ricordare l’eteroge-
neità degli esiti dovuti alla dimensio-
dispersione italiana ne locale (Caponio e Borkert, 2010),
La letteratura evidenzia come tale si- che non si limita ad essere una mera
stema spesso finisca per intrappola- scena che riflette i processi e le po-
re i rifugiati e richiedenti asilo all’in- litiche di integrazione e accoglienza
terno del sistema d’accoglienza, nel della scala nazionale, ma che inter-
limbo giuridico e sociale in attesa viene in tali processi e che può es-
di ricevere uno status, e al di fuori, sere interpretata come un “campo di
condannati all’incertezza delle con- battaglia” (Ambrosini, 2021), in cui
dizioni sociali, abitative e lavorative diversi attori, pubblici e privati, con
(Della Puppa e Sanò, 2021) interessi, valori e frame differenti,
interagiscono a livello verticale ed
L’interesse si è in particolare rivol-
orizzontale, producendo esiti diffe-
to all’impatto dei sistemi di acco-
renti in termini di pratiche di acco-
glienza sul benessere, le relazioni e
glienza e processi di inclusione ed
le opportunità di inclusione denun-
ciando, da un lato, i processi di ul- esclusione sociale.
teriore vulnerabilizzazione subiti
dai rifugiati e richiedenti asilo e le-
L’(in)accessibilità delle
gati all’isolamento, alla segregazione
socio-spaziale e all’ampio control- strutture di accoglienza
lo dell’abitare quotidiano; dall’altro, straordinaria (CAS)
la riproduzione di molteplici geo- Da un punto di vista spaziale, l’atten-
grafie della precarietà e della disu- zione verso la dimensione locale si
guaglianza dovuta ai meccanismi di traduce nell’interesse verso l’impat-
filtraggio basati principalmente su to della localizzazione dei centri di
categorizzazioni della vulnerabilità accoglienza in termini di possibilità
che mediano l’accesso a particolari di accedere ai servizi. L’accessibilità
strutture e contesti di accoglienza. può essere infatti concepita come
Altri studi si concentrano maggior- il grado di vicinanza delle oppor-
mente sui processi di invisibilizza- tunità agli individui in termini di
zione della presenza dei richiedenti
136 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
prossimità spazio-temporale, cre- I risultati evidenziano come, nel
ando la possibilità di svolgere attivi- 2018, la stragrande maggioranza dei
tà e accedere ad ambiti rilevanti per CAS (71%) delle città metropolitane
la partecipazione alla vita sociale. sia localizzata in aree con un livello
In questo senso, l’accessibilità, defi- di accessibilità basso o medio-basso
nita come la capacità delle persone – seppure ci sia una variabilità ter-
di raggiungere e impegnarsi in op- ritoriale: ad esempio, la situazione
portunità e attività chiave, è un in- di Milano e Torino è relativamente
dicatore sociale (Martens, 2016) utile migliore rispetto a quella di Roma e
a misurare il grado di inclusività dei Napoli – confermando la questione
contesti residenziali dei richiedenti geografica relativa al sistema di acco-
asilo ed è considerata un elemento glienza italiano. A tale tendenza spa-
rilevante nel dis/abilitare la capacità ziale si associa una tendenza “socia-
di partecipazione alla vita sociale dei le” legata alla prevalenza di centri di
territori. piccole dimensioni, solitamente case
e appartamenti, a cui spesso non
In questo quadro, il progetto di ri-
sono affiancati servizi di supporto
cerca “MIGRATE - Mappare l’im-
all’accoglienza.
patto delle strutture di accoglien-
za per richiedenti asilo sui territori” In un contesto di generale periferici-
si è posto l’obiettivo di valutare l’e- tà delle strutture di accoglienza, nel
voluzione dei livelli di accessibilità 2020 si evidenzia una significativa
ai servizi offerti dai CAS nelle città riduzione del numero dei CAS ac-
metropolitane italiane nel periodo compagnata da lieve miglioramen-
2018-2020, periodo in cui il siste- to dei livelli di accessibilità, che non
ma di accoglienza ha subito radica- avviene alla medesima velocità nelle
li trasformazioni a causa del Decreto città metropolitane e per tipologia di
Sicurezza (d.l. 113/2018) che ha com- struttura di accoglienza, ma che non
portato una riduzione del numero modifica il trend di localizzazione
dei CAS legata anche alla significa- in aree a medio-bassa accessibili-
tiva riduzione dei costi riconosciuti tà. Le case e gli appartamenti sono
per ospite. ancora le strutture prevalenti, sep-
pure la loro incidenza sia diminuita.
Grazie alla georeferenziazione dei
Tali evidenze suggeriscono quindi
CAS e dei punti di interesse (POI),
l’azione di processi di invisibilizza-
l’uso dei GIS e di tecniche di analisi
zione della presenza dei richiedenti
spaziale è stato possibile calcolare un
asilo sul territorio, legata alla dimi-
indice di accessibilità potenziale pe-
nuzione della numerosità dei CAS
donale a un paniere di opportunità,
e alla prevalenza di centri di piccole
che sintetizza la numerosità e varietà
dimensioni.
di servizi e opportunità raggiungibili
entro una soglia di 800 metri.
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 137
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Un interessante aspetto, che fu- territori caratterizzati da diversi li-
ture ricerche dovranno chiarire, velli di accessibilità spaziale poten-
è l’effettivo livello di accesso alle ziale, in modo da valutare la reale
opportunità e ai contesti locali di traduzione di questa potenzialità in
campioni di richiedenti asilo in fattualità.
L’accessibilità ai POI e la capienza dei CAS delle città metropolitane
di Milano, Torino, Roma e Napoli nel 2018.
Fonte: elaborazione di Daconto su dati Ministero dell’Interno (2018),
Istat (2018), Geolytica (2020).
138 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
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144 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Gli autori
Gennaro Avallone Romina Deriu
Università di Salerno Università di Sassari
Fabio Berti Anna Elia
Università di Siena Università della Calabria
Luca Bottini Enrico Ercole
Università di Milano Bicocca Università del Piemonte Orientale
Simone Caiello Fiammetta Fannizza
Università di Milano Bicocca Università di Foggia
Francesco Saverio Caruso Maria Camilla Fraudatario
Università della Calabria IRPPS – CNR
Gilda Catalano Veronica Guidotti
Università della Calabria Università di Milano Bicocca
Carlo Colloca Licia Lipari
Università di Catania Università di Catania
Natalia Coppolino Camilla Macciani
Università di Catania Università di Bergamo
Mario Coscarello Manuela Maggio
Università della Calabria Università di Bologna
Silvia Crivello Antonietta Mazzette
Politecnico di Torino Università di Sassari
Mariaclaudia Cusumano Vincenzo Mini
Università di Milano Bicocca Università Niccolò Cusano - Roma
Luca Daconto Maria Grazia Montesano
Università di Milano Bicocca Università di Grenoble Alpes, Università
Giovanni Delli Zotti di Bologna
Università di Trieste
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU 145
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
Silvia Mugnano
Università di Milano Bicocca
Antonino Mario Oliveri
Università di Palermo
Valentina Pantaleo
Università di Catania
Gabriella Polizzi
Università di Enna KORE
Daniele Pulino
Università di Sassari
Marianna Ragone
Università Roma Tre
Fiorella Spallone
Università di Foggia
Sara Spanu
Università di Sassari
Emanuele Stochino
Università di Milano
Alessandra Terenzi
Università di Pisa
Ornella Urpis
Università di Trieste
Andrea Valzania
Università di Siena
Moreno Zago
Università di Trieste
146 MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU
AMBIENTE, TERRITORI E PROCESSI MIGRATORI
ASSOCIAZIONE ITALIANA DI SOCIOLOGIA
SEZIONE ambiente e TERRITORIO
MANIFESTO
In un’epoca segnata da profonde trasformazioni sociali e am-
bientali, il Manifesto dei Sociologi e delle Sociologhe dell’Ambiente e
del Territorio si configura come un intervento critico e costrutti-
vo in grado di leggere in maniera analitica la contemporaneità
DEI SOCIOLOGI
MANIFESTO DEI SOCIOLOGI E DELLE SOCIOLOGHE DELL’AMBIENTE E DEL TERRITORIO SU ambiente, territori e processi migratori
socio-territoriale.
Attraverso una pluralità di approcci – teorici, empirici e in-
terdisciplinari – questo contributo mette in luce come la que-
E DELLE
stione migratoria investa trasversalmente la società italiana,
ridefinendo spazi di inclusione ed esclusione e configurando
nuove forme di periferizzazione. Il Manifesto si focalizza sui
temi della mobilità umana, della giustizia territoriale e delle
SOCIOLOGHE
disuguaglianze urbane, analizzando i nessi tra migrazioni, crisi
ecologiche, precarietà urbana e rurale, trasformazioni sociali e
politico-istituzionali.
DELL’AMBIENTE
La ricca articolazione tematica – che spazia dai margini urbani
ai contesti rurali, dalla crisi climatica alle questioni di genere,
dalle politiche di accoglienza ai modelli insediativi, fino alla
crescente stigmatizzazione del diverso e alle forme diffuse di
E DEL TERRITORIO
vulnerabilità sociale – evidenzia la molteplicità di forme con
cui le migrazioni si inscrivono nello spazio sociale e fisico, con-
tribuendo a ridefinire non solo la morfologia dei luoghi, ma
anche i significati della cittadinanza e della convivenza.
Il Manifesto non si limita a denunciare, ma propone strumenti
analitici e orientamenti di policy, sottolineando la necessità di
interfacciarsi con una realtà sempre più complessa e struttural- SU ambiente,
territori e
mente interconnessa, fornendo strumenti pratici per affrontare
le sfide del presente con rigore scientifico e impegno civile.
[Link]
processi migratori
€ 24